U5132
1:50000
Gruppo indifferenziato
Questa unità è situata nel Biellese, all'esterno della Serra d'Ivrea, tra Donato (BI) e Bornasco (BI), tra il corso del torrente Viona, posto a nord e quello dell'Olobbia a sud.
Montagna
Altopiano ondulato
Dal punto di vista del substrato litologico, si tratta del secondo livello, in ordine di tempo, delle più vecchie deposizioni glaciali, formatesi nel corso della seconda più antica pulsazione glaciale (Sintema di Bornasco) [Gianotti et al., 2015]. La morfologia è quella caratteristica di una antichissima morena laterale, simile a quella della prospiciente unità U5131: nel corso del tempo anche questa superficie ha subito un profondo processo di rimodellamento per erosione ad opera delle acque superficiali e di ruscellamento acquisendo caratteristiche simili a quelle di un terrazzo fluvio-glaciale antico. Come per la U5131, anche questa superficie, infatti, è stata risparmiata dalla completa asportazione per erosione solo grazie alla mancanza a monte di un importante corso d'acqua. Si tratta di un rilievo molto allungato in direzione ovest-est, delimitato a nord dalla profonda e ripida scarpata sul torrente Viona e, a sud, dalla più dolce e breve scarpata verso il torrente Olobbia. Queste forme sono piuttosto ondulale e debolmente incise dal reticolo idrografico secondario; le pendenze sono prevalentemente da subpianeggianti a moderatamente acclivi e le quote vanno da circa 600 m. s.l.m. nella porzione più a ovest, fino a circa 450 m. s.l.m. in quella più a est. L'uso del suolo è caratterizzato dalla assoluta prevalenza del bosco di castagno; sono presenti solo isolate superfici a a frutteto e prati nell'intorno all'abitato di Bornasco.
I suoli della fase RUBINO tipica sono suoli molto antichi (Paleosuoli) i cui depositi risalgono alla pulsazione glaciale più antica; gli intensi processi di pedogenesi che essi hanno subito hanno portato la formazione di orizzonti sottosuperficiali (Bt) caratterizzati da colore rosso intenso (rubefazione) che presentano elevate percentuali di argilla (superiori al 40%) e una struttura prismatica molto sviluppata. La forte tonalità del colore rosso (Hue 2.5 YR della Munsell Soil Color Chart) permette il riconoscimento in questa fase del carattere Rhodico, come descritto nella tassonomia USDA. L'insieme di queste caratteristiche determinano per questa tipologia di suolo una bassa permeabilità e un drenaggio mediocre, ma al tempo stesso un'elevata capacità di adsorbimento dei cationi e di trattenuta idrica. In profondità si osservano percentuali crescenti di scheletro, caratterizzato dalle tipiche forme irregolari dei clasti di origine morenica, fortemente alterati e di dimensioni via via crescenti. I suoli della fase BORNASCO tipica, sono sempre suoli evoluti (Alfisuoli), ma mostrano una pedogenesi meno spinta di quelli della fase RUBINO, e mostrano negli orizzonti sottosuperficiali colori sempre bruno rossastri, ma che non raggiungo lo Hue 2.5 YR; spesso questa tipologia presenta caratteri glossici nel Bt argillico che aumentano l'aggregazione a partire da circa 50 cm con riduzione della possibilità per la radici di un maggior approfondimento, anche se il drenaggio e la disponibilità di ossigeno rimangono buoni; in profondità è presente scheletro da comune a abbondante, di forma irregolare con diametri elevati, debolmente alterato.
1. presenza nell'orizzonte sottosuperficiale (Bt) di colore dominante rosso intenso (Hue 2.5 YR): RUBINO tipica 1. assenza nell'orizzonte sottosuperficiale (Bt) di colore dominante rosso intenso (Hue 2.5 YR): BORNASCO tipica
Non è stato rilevato alcun modello ricorrente, la BORNASCO si trova dove i depositi più antichi sono stati ricoperti da una coltre di depositi più recenti, seppur anch'essi molto vecchi.
Buono
04.03.2026