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Suoli 50.000
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Fasi di Suolo
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Unità cartografia U1244
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Unità cartografica
U1244
Scala
1:50000
Tipo
Consociazione
Localizzazione geografica dell'Unità
Ampia superficie terrazzata dell'alto Novarese, compresa nei territori comunali di Briona, Sizzano, Ghemme, Romagnano Sesia, Boca, Cavallirio, Maggiora, Cavaglio d'Agogna, Cavaglietto e Barengo.
Morfologia ambiente: forma
Terrazzo
Morfologia ambiente: elemento
Terrazzo antico con incisioni
Descrizione del paesaggio e della genesi dei suoli
Il paesaggio dei terrazzi antichi è il più tipico della zona, conservando ancora molti aspetti dell'ambiente naturale della Baraggia: il bosco planiziale a quercia e carpino e la brughiera. La superficie, molto incisa, appartenie ad un terrazzo Mindeliano, di cui la parte più occidentale è compresa per intero nei territori comunali di Ghemme, Fara e Briona. All'interno del terrazzo scorrono i torrenti Strona e Rem che si uniscono vicino a Briona, dove le rispettive valli terminano. La morfologia del terrazzo è ondulata, con zone incise ed erose, solcate da rii e vallecole, che serpeggiano fra ripide scarpate e scoscesi pendii. Nel paesaggio naturale è inserita in modo armonioso l'attività agricola più importante della zona: la viticoltura. Soprattutto sulla scarpata occidentale del primo terrazzo il vigneto ricopriva quasi interamente il pendio, che per esposizione favorevole e suolo migliore consente la produzione delle uve di più alta qualità. Attualmente la superficie a vigneto si sta riducendo sia sulla scarpata sia sulla sommità: l'eccessiva frammentazione fondiaria è una delle cause delle difficoltà economiche delle aziende viticole che, per essere redditizie, dovrebbero contare su impianti e strutture di maggiori dimensioni. Resta comunque la possibilità di sviluppare o migliorare un'attività produttiva che può contare su vini rinomati come il Ghemme, che possiede il marchio DOCG. Sul primo terrazzo sono più evidenti gli interventi antropici dovuti alla attività viticola: esiste una fitta rete di strade poderali che consentono l'accesso ai vigneti sparsi un po' ovunque lungo tutta la superficie. Il bosco è presente sporadicamente come bosco d'invasione negli incolti e lungo le scarpate, soprattutto verso lo Strona. Sul secondo e terzo terrazzo viceversa è assai più diffusa la vegetazione tipica della Baraggia e sporadiche sono le coltivazioni a vigneto, meno produttive per la peggiore esposizione e meno redditizie per la maggiore distanza dai centri abitati. Sono da segnalare alcune formazioni di pino strobo, colture arboree a rapido accrescimento impiantate negli anni settanta.
Caratteri differenziali dei suoli
Dal punto di vista geologico la matrice dei suoli è riconducibile alle alluvioni fluvio-glaciali Mindel, ciottolose grossolane, descritte nel FG.43 della Carta Geologica d'Italia. Ciò è stato confermato dall'esame dei profili e dai tagli delle scarpate che hanno mostrato un suolo profondo mediamente tre metri che poggia su potenti strati ghiaiosi, costituiti da ciottoli molto alterati, cementati da materiali sabbiosi. Le tipologie di suolo più diffusa è il Typic Fragiudalf, si tratta della classificazione del paleosuolo che in taluni casi mostra la presenza di un orizzonte cementato tipo fragipan, mentre in altri siti questo tipo di orizzonte è assente. Il carattere diagnostico fondamentale è la presenza di un orizzonte argillico (accumulo di argilla illuviale) e la costanza relativa della percentuale di argilla con l'aumento della profondità. In questi suoli oltre i 180 cm la percentuale di argilla è superiore al 30% e s'incrementa con la profondità. Il regime di umidità è udico, il regime termico è mesico. Nel primo metro i suoli sono molto ricchi di materiali limosi che conferiscono proprietà poco favorevoli per l'agricoltura: elevata resistenza, cementazione ed adesività nonché bassa permeabilità. Ciò comporta notevoli difficoltà nella messa a coltura di questi suoli, che hanno poche possibilità di uso agrario: lo testimonia il fatto che soltanto l'impianto del vigneto è presente in alternativa alla vegetazione baraggiva. Anche il vigneto, che tradizionalmente in Piemonte viene impiantato su terre tenaci collinari, risente in modo significativo del ristagno idrico su questo tipo di paleosuolo, penalizzando la produzione di uve sia in quantità che in qualità. Diverse situazioni pedologiche si presentano sulle scarpate dove l'erosione porta a giorno le ghiaie e i paleosuoli risultano colluviati e rimescolati con la matrice più grossolana ciottolosa: dove si sviluppa il bosco il suolo pedogenizza a Inceptisuolo a partire dai resti degli orizzonti argillici erosi, mentre dove è insediato il vigneto le lavorazioni e l'erosione portano al continuo rimescolamento del suolo che non progredisce oltre un intergrado Entisuolo-Inceptisuolo. In quest'ultimo caso vi sono migliori condizioni di aerazione drenaggio, di cui possono beneficiare gli apparati radicali della vite, anche se le pendenze elevate rendono difficili le lavorazioni.
Chiave di riconoscimento dei suoli
1. Presenza del paleosuolo con copertura a tessitura fine di oltre 1 m (superfici pseudopianeggianti) : BARAGGIONE tipica 1. Presenza di substrato ghiaioso entro 100 cm (superfici di scarpata): MASSAZZA ghiaiosa
Modello di distribuzione dei suoli
La MASSAZZA ghiaiosa è tipica delle superfici pendenti (scarpate di terrazzo).
Grado di fiducia dell'Unità cartografica
Buono
Data di aggiornamento
04.03.2026
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