U1235
1:50000
Complesso
L'unità si trova nell'alta pianura vercellese compresa nei territori comunali di Arborio, Ghislarengo, Lenta e Gattinara
Terrazzo
Terrazzo antico con incisioni
Le Baragge di Lenta-Ghislarengo-Rovasenda sono comprese nei territori dei predetti comuni e sono costituite da una successione di terrazzi antichi, che gradualmente scendono verso il Sesia. I terrazzi antichi sono pianure molto vecchie, incise ed erose da corsi d'acqua ad alta energia, costituite da potenti depositi di origine fluviale e glaciale, che sono stati alterati profondamente in tempi geologici. Questi terrazzi hanno una forma irregolare dovuta alle erosioni provocate dai numerosi corsi d'acqua che incidono la loro superficie (Rovasenda, Marchiazza, Dondoglio, ecc). Tra un'incisione e l'altra le superfici sono generalmente pianeggianti, a causa dei livellamenti artificiali eseguiti per costruire le camere delle risaie, mentre sono riconoscibili due principali salti morfologici lungo le strade che da Rovasenda portano rispettivamente a Lenta e Ghislarengo: uno poco prima del torrente Marchiazza, , e uno 1,25 Km prima dei suddetti centri abitati. Il primo salto morfologico separa il livello più alto delle Baragge da quello più basso, mentre il secondo salto è costituito da una vera e propria scarpata, che separa le Baragge dalle terre alluvionali ghiaiose di recente deposizione del Sesia. La risicoltura intensiva è dunque predominante, soprattutto nell'area fra Rovasenda, Ghislarengo e Arborio, mentre diverso è il paesaggio più a nord, oltre la strada che collega Lenta a Rovasenda. In questa zona è ampiamente diffuso il bosco di robinia, mentre numerosi sono gli impianti di rimboschimento e frequente il seminativo. La risaia è ancora presente sporadicamente presso due grandi tenute nel comune di Gattinara: Selvabella e le Bonifiche.
Dal punto di vista geologico l'area in esame risale alla glaciazione di Riss ed è costituita da depositi limosi molto alterati chiamati ferretti, ricchi cioè in ferro. Per quanto riguarda la fertilità e la dotazione in elementi, l'irrigazione per sommersione, che causa un significativo dilavamento, e la coltivazione intensiva del riso comportano uno sfruttamento del suolo e una perdita di potere nutrizionale, in particolare di sostanza organica, che è integrato in parte con sole fertilizzazioni minerali. I suoli della Baraggia si distinguono per il colore prevalentemente ocraceo giallastro con ampie screziature grigiastre, segno di fenomeni di riduzione del ferro che avvengono in ambienti dove ristagna l'acqua per lunghi periodi. In Baraggia non solo il suolo viene sommerso artificialmente per coltivare il riso, ma l'acqua percola molto lentamente per la bassa permeabilità del suolo stesso. Dunque i fenomeni di idromorfia nel suolo, cioè le concentrazioni (sferette più o meno dure di colore scuro) e le screziature (striature fino al centimetro di larghezza di colore rosso, giallo e grigio) dovute all'alternanza delle fasi di ossido-riduzione del ferro, sono tipici del profilo pedologico e sono riconoscibili anche nelle arature. Altro elemento caratteristico per riconoscere i suoli di Baraggia da quelli delle superfici più basse di Lenta e Ghislarengo è il perdurare di condizioni di saturazione idrica (acqua nei solchi), anche molti giorni dopo eventi piovosi, che ostacolano significativamente le lavorazioni, eseguibili soltanto con macchine agricole potenti e dotate di appositi dispositivi. Per quanto riguarda la variabilità del pedotipo principale, si possono trovare le varianti del topsoil idromorfo per coltivazione risicola, quelle del tipo colluviale con copertura franco-sabbiosa, e, al confine con il terrazzo orientale più basso e nella parte settentrionale erosa da Sesia, si trova un pedotipo meno evoluto, la fase SIZZANO antraquica ghiaiosa.
1. presenza di topsoil scuro e assenza di orizzonte argillico: SIZZANO antrquica ghiaiosa 1. assenza di topsoil scuro e presenza di orizzonte argillico: vai a 2 2. presenza di topsoil franco-sabbioso: ROVASENDA sepolta 2. assenza di topsoil franco-sabbioso: vai a 3 3 presenza di condizioni di marcata idromorfia superficiale nei primi 40 cm di profondità: ROVASENDA anthraquica 3 assenza di condizioni di marcata idromorfia superficiale nei primi 40 cm di profondità: ROVASENDA tipica
Non è stato rilevato alcun modello ricorrente.
Buono
04.03.2026