U0395
1:50000
Consociazione
Numerose delineazioni sono poste all'interno dell'anfiteatro morenico di Ivrea ed interessano in buona continuità, sia la costa mediana della Serra (morena laterale sinistra), da Burolo (TO) a Piverone (TO) che la costa mediana della morena laterale destra, da Lessolo (TO) a Strambinello (TO). Le rimanenti delineazioni sono ubicate nei pressi di Torino, nell'anfiteatro morenico di Rivoli-Avigliana, intorno ai laghi.
Montagna
Forme moreniche
Dal punto di vista litologico ci troviamo prevalentemente sul sintema di Piverone e, secondariamente, su quelli di Palazzo e Andrate, tutti appartenenti al pedogruppo C [Gianotti et al., 2015]. Esso comprende i depositi glacigenici riferibili alla massima espansione del ghiacciaio della Dora Baltea durante la fase di climax dell'ultima glaciazione ed è rappresentato da morene basse e discontinue e da numerose terrazze di kame composte da depositi lacustri (paralleli e laminati a componente sabbioso-siltosa) e depositi marginali di delta. La morfologia è caratterizzata dai versanti leggermente ondulati che occupano la porzione mediana interna delle morene laterali e dal raccordo di queste ultime alla pianura interna dell'Anfiteatro Morenico. Essi sono caratterizzati da pendenze da moderate a deboli, degradanti con il diminuire della quota altimetrica. Nei versanti esposti a ovest della Serra, sulle porzioni più pendenti sono presenti estesi terrazzamenti, realizzati con alti muri a secco, utilizzando i materiali lapidei depositati dall'antico ghiacciaio e diffusamente presenti su queste superfici. Queste sistemazioni agrarie storiche risalgono già all'epoca preromana e sono funzionali alla coltura della vite che si avvantaggia di un'esposizione favorevole (ovest) e di un microclima particolarmente mite. La coltura del vigneto è diffusa poiché l'areale attualmente ricade nella DOCG dell'Erbaluce. La modalità tipica di allevamento è ancora oggi quello "a pergola": questa forma di allevamento alta ed espansa risale all'epoca romana e consiste nel sostenere i filati con un reticolo di travetti in legno che si appoggiano a pali o alle tipiche colonne in pietra (dette "pilun") che si ritrovano ancora oggi. Queste sistemazioni e la coltivazione dei vigneti hanno determinato un rimodellamento dei pendii, importanti movimenti terra, spietramenti e un frequente rimaneggiamento del suolo. Nelle porzioni di basso versante, che costituiscono il raccordo con la pianura, la morfologia è caratterizzata da una successione di forme più dolci e ondulate, alternate a quelle appena descritte, modellate dall'azione erosiva e di deposito sul fondo dell'antico ghiacciaio. Su queste ultime predomina la coltivazione del prato stabile favorita dalla risalita di alcune risorgive, alimentate da una lama d'acqua filtrante dalla morena e, localmente, da condizioni di idromorfia del suolo. La presenza di acqua filtrante alla base del versante era in passato maggiore e più diffusa ed è stata nel tempo regimata mediante la realizzazione di dreni e fossati in pietra. In corrispondenza delle risorgive e nei punti più depressi sono presenti aree con presenza di vegetazione igrofila, legata a condizioni di idromorfia.
I suoli MAGLIONE profonda sono caratterizzati da un orizzonte scuro superficiale per accumulo di sostanza organica (Humic) e da tessiture grossolane con elevata componente di sabbie e scheletro da scarso a abbondante, che limita la profondità utile intorno ai 100 cm. I suoli PIVERONE tipica sono moderatamente profondi, franco-sabbiosi, con ghiaiosità superficiale comune (5-15%), a permeabilità moderatamente bassa, scuri in superficie e scarsamente drenanti. Il fattore predominante è la presenza di figure di ossido-riduzione entro i 60 cm di profondità del suolo, dovute alla presenza di una falda sotto superficiale.
1. presenza di figure di ossido-riduzione con colori variegati entro i 60 cm di profondità del suolo: PIVERONE tipica 1. assenza di figure di ossido-riduzione con colori variegati entro i 60 cm di profondità del suolo: MAGLIONE profonda
I suoli PIVERONE si trovano nelle porzioni di basso versante sulle forme dolci e ondulate - modellate dall'azione erosiva e di deposito di fondo dell'antico ghiacciaio- di raccordo con la pianura, ove predominano i prati permanenti.
Buono
04.03.2026