Sistema Informativo Pedologico - consultazione
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Suoli 50.000
Unità cartografiche
Fasi di Suolo
Suoli 250.000
Unità cartografiche
Sottogruppi
Utilità
Codici Legenda
Legenda 250.000
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Unità cartografiche
Fasi di Suolo
Unità cartografia U0390
Unità cartografia U0390
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Unità cartografica
U0390
Scala
1:50000
Tipo
Complesso
Localizzazione geografica dell'Unità
Unità composta da numerose delineazioni poste su terrazzi di contatto glaciale (terrazzi di kame) formatisi durante le fasi di ritiro del ghiacciaio, con un accumulo di sedimenti da parte delle acque che scorrevano lateralmente ad esso negli scaricatori glaciali. Essi sono posti generalmente all'interno, e, solo sporadicamente, nella porzione più esterna dell'anfiteatro morenico d'Ivrea e in alcune aree del complesso morenico di Rivoli-Avigliana, a ovest e a sud dei laghi.
Morfologia ambiente: forma
Pianura
Morfologia ambiente: elemento
Pianoro su versante senza contropendenza
Descrizione del paesaggio e della genesi dei suoli
Aree tipiche dei terrazzi di kame, tipicamente distribuiti a gradinata sul fianco interno delle morene, o, più sporadicamente, generate da alcuni scaricatori glaciali. Si tratta di superfici pianeggianti o leggermente inclinate, spesso ondulate. I depositi di partenza sono apporti detritici e alluvioni grossolane di ghiaie e sabbie, deposti da vecchi passaggi fluvio-glaciali di margine; attualmente queste superfici non sono alluvionabili. La delineazione che si sviluppa tra la frazione Bornasco, nel comune di Sala Biellese (BI) e Vermogno (BI), descrive la stretta fascia pianeggiante o debolmente ondulata che contorna a est l'unità U5145 - che rappresenta gli estremi lembi distali di una antica cerchia morenica fortemente erosa-; la sua origine si può ricondurre all'erosione operata da un corso d'acqua fluvio-glaciale (Paleo Olobbia?) che ha effettuato alcune diversioni oltre tale cerchia morenica. L'uso del suolo è caratterizzato nei tratti più agibili e ben esposti da agricoltura marginale avvicendata, mentre per il resto dominano i boschi naturali, governati prevalentemente a ceduo.
Caratteri differenziali dei suoli
I suoli SANTHIA' mostrano un buon accumulo di sostanza organica nel primo orizzonte che ne determinano un colore bruno scuro, mentre i suoli PRIARO tipici non presentano questa caratteristica nel colore superficiale così evidente. Entrambi questi suoli sono poco profondi, presentano tessiture franco-sabbiose e contengono consistenti quantità di scheletro e ciottoli che ne riducono la profondità utile a circa 50 cm dalla presenza di orizzonti fortemente ghiaiosi. I depositi grossolani e la falda molto profonda garantiscono un drenaggio moderatamente rapido ed una permeabilità alta.
Chiave di riconoscimento dei suoli
1. Epipedon scuro (value, in condizioni umide, di 3 o meno e secco, di 5 o meno): SANTHIA' morenica 1. Epipedon chiaro: PRIARO tipica.
Modello di distribuzione dei suoli
Non è stato rilevato alcun modello ricorrente.
Grado di fiducia dell'Unità cartografica
Buono
Data di aggiornamento
04.03.2026
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