VNC2
VINCHIO franco-grossolana, fase sabbiosa
Area a sud ed a nord del Tanaro, sui versanti più ripidi dei rilievi collinari impostati sulla litologia definita come Sabbie di Asti (cfr. Carta Geologica d’Italia). Ambiente: rilievi collinari tendenzialmente simmetrici con pendii a profilo rettilineo e crinali a tratti arrotondati. Tra le colline si sono formati fondovalle in piano, nettamente in contrasto con la pendenza dei versanti che può essere considerata al limite più elevato della serie (50%). La litologia è rappresentata dalle Sabbie di Asti; i sedimenti sono poco cementati e sono soggetti ad un'erosione idrica notevole. La pietrosità e la rocciosità superficiali sono assenti. L’inondabilità è da considerarsi assente poiché questa serie è presente sui versanti ma non nei fondovalle alluvionali. In questa fase di suolo a maggior pendenza si registra un progressivo abbandono della viticoltura ed un reinsediamento del bosco.
La profondità del suolo e la profondità utile sono condizionate da elevate pendenze e sono inferiori rispetto alla fase franco-grossolana. Comunque l’assenza di scheletro, di idromorfia e di orizzonti compatti caratterizza un suolo senza limitazioni all’approfondimento degli apparati radicali. La disponibilità di ossigeno è buona, poiché la pendenza e la tessitura grossolana degli orizzonti consentono un veloce smaltimento delle acque di precipitazione che non causano quindi alcun eccesso di umidità, in nessun periodo dell’anno. La permeabilità è elevata. La falda è molto profonda e non ha alcuna influenza con le caratteristiche di questa serie. Vi possono essere problemi di deficit idrico in situazioni di scarse precipitazioni.
Il suolo è poco evoluto soprattutto a causa delle lavorazioni profonde che ne hanno ringiovanito continuamente il profilo e per i processi erosivi in atto. Il profilo tipo è caratterizzato da un orizzonte superficiale (topsoil) leggermente arricchito di sostanza organica che è soggetto continuamente a lavorazioni. Al di sotto sono presenti più orizzonti C (subsoil), formati dai sedimenti derivanti dalle Sabbie di Asti in pratica inalterati. La reazione è variabile da subalcalina ad alcalina e carbonato di calcio variabile dal 10 al 15%. Lo scheletro è completamente assente; il colore è variabile da bruno giallastro chiaro a bruno oliva chiaro. La tessitura dei suoli di questa fase è più grossolana: il quantitativo totale di sabbia può raggiungere il 65 - 70% con la frazione rappresentata dalla sabbia grossolana che può superare il 30%. Il contenuto in carbonato di calcio rispetto al concetto centrale della serie può essere minore, anche inferiore al 10%. In conseguenza della tessitura più grossolana diminuiscono la capacità di ritenuta idrica e la C.S.C. Il colore del suolo ha tonalità più tendenti al bruno od addirittura al rossastro.
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Entisuoli di collina a tessitura grossolana
Regosols, Fluvisols, Leptosols
Typic Ustorthent, coarse-loamy, mixed, calcareous, mesic
Calcaric Regosol (Loamic)
Regime Ustico
Regime Mesico
BARB0032
Descrizione del pedon rappresentativo
CASCINA VADOGNA
n.i.
270
200
Vigneti
Sabbie calcaree
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Orizzonte Ap : 0 - 40 cm; umido; colore bruno giallastro scuro (10YR 4/4); tessitura sabbioso franca; scheletro 0 % , di forma n.i.; molto fortemente calcareo; concrezioni di carbonati.
Orizzonte C : 40 - 80 cm; umido; colore bruno giallastro scuro (10YR 4/4); tessitura franco sabbiosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; molto fortemente calcareo; concrezioni di carbonati.
L’unico orizzonte diagnostico riconosciuto è l’epipedon ochrico. Questo ha uno spessore variabile che è correlato con la profondità alla quale sono effettuate le lavorazioni periodiche del suolo.
La sequenza tipica è Ap-C1-C2
Alto
2025-09-16
Pari al 100% in tutti gli orizzonti. Mancano infatti totalmente sia lo scheletro sia gli orizzonti compatti
Buona
La tessitura franca degli orizzonti, l'assenza di orizzonti fortemente cementati e la notevole pendenza, favoriscono un veloce smaltimento delle acque di precipitazione.
Buona
Dal punto di vista fisico non si evidenziano problemi di fertilità. In realtà però la tessitura franca, la pendenza e la scarsità di precipitazioni provocano nel suolo carenze idriche che dovrebbero essere sanate con interventi irrigui, nel caso di coltivazioni differenti dalla vite. Un giudizio non positivo sulla fertilità deriva tuttavia da considerazioni chimiche. La presenza notevole di carbonato di calcio può contrastare il regolare assorbimento del ferro provocando, soprattutto su alcune specie, problemi di clorosi ferrica. Il quantitativo di potassio scambiabile è scarso, si renderebbero quindi necessarie opportune concimazioni.
200
L’aumento delle particelle di sabbia rispetto al suolo tipo della serie riduce la capacità di ritenuta idrica
Assente
La diminuzione della percentuale di limo ed il concomitante aumento di quella della sabbia, rispetto al concetto centrale della serie, annullano il rischio di incrostamento superficiale.
Elevato rischio di deficit idrico
Molto scarsa
La pendenza dei versanti, sui quali i suoli di questa serie sono posti, è spesso superiore al 30%; questo riduce notevolmente la possibilità di utilizzo di mezzi meccanici durante le lavorazioni.
Breve
Molto scarsa
La notevole pendenza media dei versanti condiziona fortemente la classe di percorribilità.
Capacità protettiva bassa e basso potenziale di adsorbimento
Capacità protettiva moderatamente bassa e basso potenziale di adsorbimento
Molto bassa
Sesta Classe
Le limitazioni per la pendenza si fanno decisamente accentuate.
e1
Lo scasso effettuato all’impianto di ogni nuovo vigneto comporta un continuo rimescolamento degli orizzonti superficiali del suolo con quelli profondi provocando, in alcuni casi, l’affioramento degli orizzonti sottostanti, particolarmente ricchi di carbonato di calcio, ma considerati importanti per lo sviluppo di una buona viticoltura.
Le considerazioni sulle carenze chimiche del suolo, sulla possibilità di deficit idrico estivo e sulla pendenza notevole dei versanti, condizionano fortemente i possibili utilizzi agronomici di questi suoli. In effetti la viticoltura, la corilicoltura e la frutticoltura, paiono gli unici utilizzi consigliabili se affiancati ad opportune pratiche agronomiche. Dal punto di vista forestale le considerazioni sono tuttavia molto differenti. L’utilizzo forestale di questi suoli è infatti certamente possibile se le specie arboree utilizzate si adattano alle particolari condizioni pedologiche presenti, soprattutto considerando i deficit idrici estivi che spesso si verificano. La viticoltura, la frutticoltura e l’arboricoltura possono essere effettuate su questi suoli, senza il rischio di innescare fenomeni erosivi di notevole entità, solo con appropriate pratiche agronomiche e colturali: i filari dovrebbero essere sempre posti lungo le linee di livello e mai a rittochino, il terreno tra le file dovrebbe essere mantenuto inerbito per limitare l’effetto dell’energia cinetica delle gocce di pioggia, l’utilizzo delle macchine dovrebbe essere al massimo ridotto. Il bosco resta ovviamente l’impiego specifico che realizza meglio le condizioni di ecocompatibilità.