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Suoli 50.000
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Fasi di Suolo
Suoli 250.000
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Fasi di Suolo
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Fase VNC1
Fase VNC1
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Codice Fase
VNC1
Nome Fase
VINCHIO franco-grossolana, fase tipica
Distribuzione geografica e pedoambiente
Rilievi collinari delle Langhe, del Roero, della Collina di Torino e del Monferrato, caratterizzati da versanti con proflo a V che presentano pendenze da medie ad elevate (variabili tra il 30 ed il 50%). Il reticolo drenante è complesso ed irregolare. La litologia è rappresentata dalle Sabbie di Asti; i sedimenti sono poco cementati e sono soggetti ad un'erosione idrica notevole. La pietrosità e la rocciosità superficiali sono assenti. L’inondabilità è da considerarsi assente poiché questa serie è presente sui versanti ma non nei fondovalle alluvionali. L’uso del suolo prevalente è agricolo con presenza notevole della viticoltura, anche se nelle aree a maggior pendenza si registra un progressivo abbandono ed un reinsediamento del bosco, in particolare sulle esposizioni meno favorevoli e sulle maggiori pendenze.
Proprietà del suolo
La profondità del suolo e la profondità utile sono da considerarsi buone poichè sono generalmente sempre superiori al metro di profondità; solo in rari casi affiora intorno al metro il substrato inalterato, che non limita tuttavia l'approfondimento degli apparati radicali. L’assenza di scheletro, di idromorfia e di orizzonti compatti caratterizzano, pertanto, un suolo senza importanti limitazioni all’approfondimento degli apparati radicali. La disponibilità di ossigeno è buona, poiché la tessitura grossolana degli orizzonti consentono un veloce smaltimento delle acque di precipitazione che non causano quindi alcun eccesso di umidità, in nessun periodo dell’anno. La permeabilità è moderatamente alta. La falda è molto profonda e non ha alcuna influenza con le caratteristiche di questo suolo. Nonostante la buona capacità di ritenuta idrica vi possono essere problemi di deficit idrico in situazioni di scarse precipitazioni.
Profilo
Il suolo è poco evoluto soprattutto a causa delle lavorazioni profonde che ne hanno ringiovanito continuamente il profilo e per i processi erosivi in atto. Il profilo tipo è caratterizzato da un orizzonte superficiale (topsoil) leggermente arricchito di sostanza organica che è soggetto continuamente a lavorazioni. Al di sotto sono presenti più orizzonti C (subsoil), formati dai sedimenti derivanti dalle Sabbie di Asti in pratica inalterati. Gli orizzonti hanno tessitura franco sabbiosa o franca, reazione variabile da subalcalina ad alcalina e carbonato di calcio variabile dal 5 al 15%; talora si possono osservare fenomi di lieve decarbonatazione, in particolare negl orizzonti più superficiali, con riduzione dei carbonati di qualche punto percentuale. Lo scheletro è completamente assente; il colore è variabile da bruno giallastro chiaro a bruno oliva chiaro.
Legenda USDA
Entisuoli di collina a tessitura grossolana
Legenda WRB
Regosols, Fluvisols, Leptosols
Tassonomia USDA
Typic Ustorthent, coarse-loamy, mixed, calcareous, mesic
Tassonomia WRB
Calcaric Regosol (Loamic)
Regime di umidità
Regime Ustico
Regime di temperatura
Regime Mesico
Pedon rappresentativo
BARB0021
Descrizione del pedon rappresentativo
Pedon
BARB0021
Localizzazione:
VINCHIO
Pendenza (°)
15
Esposizione (°)
45
Quota
270
Capacità d'uso non irrigua
Vigneti
Litologia
Sabbie calcaree
Il suolo è stato descritto allo stato umido
Orizzonti
Orizzonte Ap : 0 - 40 cm; umido; colore bruno giallastro chiaro (2,5Y 6/4); colore subordinato bruno olivastro chiaro (2,5Y 5/4); tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; radici 20/dmq, con dimensioni medie di 2 mm e dimensioni massime di 5 mm, orientamento n.i.; resistenza: incoerente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; molto fortemente calcareo.
Orizzonte C1 : 40 - 80 cm; umido; colore bruno olivastro chiaro (2,5Y 5/4); tessitura franca; scheletro 0 % , di forma n.i.; radici 15/dmq, con dimensioni medie di 2 mm e dimensioni massime di 5 mm, orientamento n.i.; resistenza: incoerente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; molto fortemente calcareo.
Orizzonte C2 : 80 - 160 cm; umido; colore bruno olivastro chiaro (2,5Y 5/4); tessitura franca; scheletro 0 % , di forma n.i.; radici 15/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 5 mm, orientamento n.i.; resistenza: incoerente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; molto fortemente calcareo.
Orizzonti diagnostici riconosciuti
L’unico orizzonte diagnostico riconosciuto è l’epipedon ochrico. Questo ha uno spessore variabile che è correlato con la profondità alla quale sono effettuate le lavorazioni periodiche del suolo.
Sequenza e variabilità degli orizzonti genetici
La sequenza tipica è Ap-C1-C2.
Grado di fiducia
Buono
Data aggiornamento
2024-11-14
Origine e nome della fase
Dall'omonimo comune sito in provincia di Asti.
Note
Radicabilità
Pari al 100% in tutti gli orizzonti. Mancano infatti totalmente sia lo scheletro sia gli orizzonti compatti
Disponibilità di ossigeno
Buona
Disponibilità ossigeno: descrizione
La tessitura franco sabbiosa o franca degli orizzonti e l'assenza di orizzonti fortemente cementati favoriscono un veloce smaltimento delle acque di precipitazione.
Fertilità ed equilibrio nutrizionale
Buona
Descrizione fertilità
Dal punto di vista fisico non si evidenziano problemi di fertilità. In realtà però la tessitura franco sabbiosa o franca, la pendenza e la scarsità di precipitazioni provocano nel suolo carenze idriche che dovrebbero essere sanate con interventi irrigui, nel caso di coltivazioni differenti dalla vite. Un giudizio non positivo sulla fertilità deriva tuttavia da considerazioni chimiche. La presenza notevole di carbonato di calcio può contrastare il regolare assorbimento del ferro provocando, soprattutto su alcune specie, problemi di clorosi ferrica. Il quantitativo di potassio scambiabile è scarso, si renderebbero quindi necessarie opportune concimazioni.
Capacità in acqua disponibile (AWC) mm
290
Descrizione AWC
L'assenza di scheletro, il suolo profondo e la presenza di una percentuale rilevante di limo sono le caratteristiche che influenzano l'elevato valore di acqua disponibile.
Rischio di incrostamento superficiale
Moderato
Descr. Rischio incrostamento superf.
Il parziale incrostamento del suolo può essere superato dalle normali pratiche agricole.
Rischio di deficit idrico
Elevato rischio di deficit idrico
Descrizione rischio deficit idrico
Lavorabilità
Scarsa
Descrizione Lavorabilità
La pendenza dei versanti, sui quali i suoli di questa serie sono posti, è spesso superiore al 30%; questo riduce notevolmente la possibilità di utilizzo di mezzi meccanici durante le lavorazioni.
Tempo di attesa
Breve
Descrizione Tempo di attesa
Percorribilità
Scarsa
Descrizione Percorribilità
La notevole pendenza media dei versanti condiziona fortemente la classe di percorribilità.
Capacità protettiva nei confronti delle acque di superficie
Capacità protettiva moderatamente bassa e basso potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva superificiale
Capacità protettiva nei confronti delle acque profonde
Capacità protettiva moderatamente alta e basso potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva profonda
Attitudine allo spandimento dei liquami
Bassa
Descrizione Attitudine spandimento liquami
Capacità d'uso irrigua
Quarta Classe
Descrizione Capacità d'uso
Capacità d'uso: sottoclasse
e1
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Lo scasso effettuato all’impianto di ogni nuovo vigneto comporta un continuo rimescolamento degli orizzonti superficiali del suolo con quelli profondi provocando, in alcuni casi, l’affioramento degli orizzonti sottostanti, particolarmente ricchi di carbonato di calcio, ma considerati importanti per lo sviluppo di una buona viticoltura
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Le considerazioni sulle carenze chimiche del suolo, sulla possibilità di deficit idrico estivo e sulla pendenza notevole dei versanti, condizionano fortemente i possibili utilizzi agronomici di questi suoli. In effetti la viticoltura, la corilicoltura e la frutticoltura, paiono gli unici utilizzi consigliabili se affiancati ad opportune pratiche agronomiche. Dal punto di vista forestale le considerazioni sono tuttavia molto differenti. L’utilizzo forestale di questi suoli è infatti certamente possibile se le specie arboree utilizzate si adattano alle particolari condizioni pedologiche presenti, soprattutto considerando i deficit idrici estivi che spesso si verificano. La viticoltura, la frutticoltura e l’arboricoltura possono essere effettuate su questi suoli, senza il rischio di innescare fenomeni erosivi di notevole entità, solo con appropriate pratiche agronomiche e colturali: i filari dovrebbero essere sempre posti lungo le linee di livello e mai a rittochino, il terreno tra le file dovrebbe essere mantenuto inerbito per limitare l’effetto dell’energia cinetica delle gocce di pioggia, l’utilizzo delle macchine dovrebbe essere al massimo ridotto. Il bosco resta ovviamente l’impiego specifico che realizza meglio le condizioni di ecocompatibilità.
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