TRZ1
TERZO franco-grossolana, fase tipica
Suolo che si posiziona su medi e bassi versanti della bassa Valle di Susa in sinistra idrografica e limitatamente in Val Sangone, Ceronda e Casternone; sono aree modellate in modo evidente dalla antica azione del ghiacciaio. Un tempo utilizzati per l'agricoltura, 0ggi il bosco ha invaso buona parte delle superfici. Successivamente al modellamento glaciale è evidente l'azione di colluvio di materiali dall'alto verso il basso e l'azione incisiva dell'uomo che ha rimodellato le superfici con la costruzione di muretti a secco, anche di grandi dimensioni, utili per conquistare spazi per l'agricoltura di sussistenza.
Sono suoli mediamente evoluti, non calcarei, impostati su depositi di origine glaciale rimaneggiati, che hanno un rapporto calcio/magnesio sfavorevole a causa della presenza frequente di "pietre verdi". La permeabilità è moderatamente alta e il drenaggio buono. La falda è moto profonda e non influenza in alcun modo il profilo pedologico.
Il topsoil è caratterizzato da tessitura franco-sabbiosa, colore bruno, scarsa presenza di scheletro, reazione acida; il subsoil da tessitura franco-sabbiosa, colore variabile dal bruno giallastro scuro al bruno olivastro chiaro, scheletro presente in quantità variabili ma comunque non limitanti l'approfondimento delle radici e reazione acida o subacida. Il substrato è rappresentato da depositi ricchi di sabbie e ciottoli. Nelle situazioni più stabili potrebbe essere riscontra un orizzonte profondo che mostra alcune pellicole di argilla non sufficienti a classificare un Alfisuolo.
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Inceptisuoli di montagna non calcarei
Leptsols, Cambisols, Umbrisols
Typic Dystrustept, coarse-loamy, magnesic, acid, mesic
Regime Ustico
Regime Mesico
SUSA0166
Descrizione del pedon rappresentativo
Rubiana
10
160
590
Prati permanenti asciutti
Serpentiniti
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Orizzonte A : 0 - 25 cm; secco; colore bruno (10YR 4/3); tipo colore ossidato; tessitura franco sabbiosa; scheletro 4 % , di forma irregolare con diametro medio di 30 mm e diametro massimo di 50 mm, alterato; struttura granulare media di grado debole; macropori 0,1-0,4 % con dimensioni medie >5 mm; radici 10/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 3 mm, orientamento nessuno; radicabilità 90 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte Bw1 : 25 - 65 cm; umido; colore bruno giallastro scuro (10YR 4/4); tipo colore ossidato; tessitura franco sabbiosa; scheletro 10 % , di forma irregolare con diametro medio di 30 mm e diametro massimo di 50 mm, alterato; struttura poliedrica subangolare media di grado debole; macropori 0,1-0,4 % con dimensioni medie 1-5 mm; radici 2/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 4 mm, orientamento nessuno; radicabilità 80 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte Bw2 : 65 - 105 cm; umido; colore bruno olivastro chiaro (2,5Y 5/4); tipo colore ossidato; tessitura franco sabbiosa; scheletro 20 % , di forma irregolare con diametro medio di 40 mm e diametro massimo di 60 mm, alterato; struttura poliedrica angolare grossolana di grado moderato; macropori < 0,1 % con dimensioni medie <1 mm; radici 2/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 3 mm, orientamento nessuno; radicabilità 60 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte Bt : 105 - 130 cm; umido; colore bruno giallastro scuro (10YR 4/4); colore delle facce bruno (10YR 4/3); tipo colore ossidato; tessitura franco sabbiosa; scheletro 15 % , di forma irregolare con diametro medio di 40 mm e diametro massimo di 60 mm, alterato; struttura poliedrica angolare grossolana di grado moderato; macropori < 0,1 % con dimensioni medie <1 mm; radici 1/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 3 mm, orientamento nessuno; radicabilità 60 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; debolmente adesivo; non plastico; non calcareo; pellicole primarie di argilla 5 %, presenti sulle facce degli aggregati; limite inferiore non raggiuto.
Epipedon ocrico ed orizzonte cambico.
La sequenza tipica è Ah-Bw1-Bw2-BC-C.
Buono
2026-03-12
Borgata di Almese posta nei pressi del primo profilo attribuito a questa fase.
Molto simile a PEROLDREGO tipica che ha un grado evolutivo leggermente superiore (Alfisuolo) ma ha proprietà quasi del tutto assimilabili.
Nel primo metro l'approfondimento degli apparati radicali è garantito da tessiture relativamente grossolane e da una presenza non eccessiva di scheletro.
Buona
Buona disponibilità di ossigeno in virtù di un drenaggio ottimale.
Moderata
Moderata per pH acidi e bassa CSC
180
Buona per suoli profondi e ridotti contenuti di scheletro
Assente
La quantità di limo non è tale da determinare fenomeni di incrostamento superficiale
Moderato rischio di deficit idrico
Data l'esposizione meridionale durante i mesi estivi sono frequenti periodi di deficit idrico, anche rilevante nelle annate meno piovose.
Scarsa
La pendenza rende questi suoli molto difficilmente lavorabili in assenza di sistemazioni che spesso sono tuttavia presenti e che sono state realizzate in epoche antiche.
Breve
L'acqua tende ad essere rimossa rapidamente dal suolo anche dopo piogge intense
Scarsa
La pendenza rende difficilmente percorribili queste aree con i mezzi agricoli.
Capacità protettiva moderatamente bassa e alto potenziale di adsorbimento
La pendenza è il principale fattore limitante.
Capacità protettiva moderatamente bassa e alto potenziale di adsorbimento
La tessitura grossolana che consente una facile discesa delle acque è il principale fattore limitante.
Molto bassa
Le basse capacità protettive determinano una scarsa attitudine dei suoli allo spandimento del liquame in superficie
Quarta Classe
Suoli con importanti limitazioni dovute alla morfologia ma che possono tuttavia essere utilizzati per una viticoltura di montagna o, più in generale, per produzioni agrarie montane di nicchia. Nelle aree prive di sistemazioni e più pendenti il bosco, anche con finalità produttive, è la migliore destinazione.
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Il graduale disfacimento dei muretti a secco comporta l'innesco di fenomeni erosivi e movimenti di terreno per gravità. L'ingresso del bosco in espansione negli ultimi decenni ha comportato una graduale trasformazione degli strati più superficiali che si sono avvantaggiati di un accumulo di sostanza organica derivante dalla lettiera.
Suoli che possono ancora essere utilizzati dall'agricoltura di montagna per produzioni locali, tipiche. La viticoltura in virtù della ottima esposizione ha un potenziale che può essere sfruttato così come le produzioni orticole, che tuttavia devono essere sostenute da apporti irrigui adeguati nel trimestre estivo spesso carente di precipitazioni; apporti irrigui che non sono certo facili da reperire in queste aree. Il bosco con castagno e querce trova ottime potenzialità. la fertilità chimica del suolo non è ottimale a causa di uno squilibrio del rapporto tra calcio e magnesio.