TRG2
TERRE GIALLE franco-fine, fase erosa
Questi suoli sono presenti molto estesamente sui terrazzi antichi del cuneese posti a sud ed ad ovest di Mondovì (CN) e, meno estesamente, su piccole incisioni dell'antico conoide di Barge (CN). L'ambiente è caratterizzato da superfici terrazzate di origine alluvionale, tra le più elevate del Piemonte. La morfologia è ondulata, a tratti anche pendente, a causa della forte erosione di queste antiche superfici. L'uso del suolo è in parte cerealicolo (grano ed orzo), in parte a praticoltura ed in parte caratterizzato da residuale viticoltura o da corilicoltura. L'inondabilità è assente a causa del dislivello presente tra queste superfici e l'attuale livello dei principali corsi d'acqua. Questo suolo è stato riconosciuto nelle seguenti unità cartografiche: U0154, U0467, U0643, U0644, U0646.
Il substrato ghiaioso alterato è posto a profondità spesso prossime ai 100 cm. La profondità utile alle radici è limitata dalla presenza di orizzonti compatti a circa 60 cm, che diminuiscono oltretutto la permeabilità e la disponibilità di ossigeno. La falda freatica è posta a profondità notevolissime. La lavorabilità di questi suoli è limitata dalla presenza di tessiture fini.
Il topsoil è caratterizzato da tessiture prevalentemente franco-limose, da reazione subacida, da un colore bruno giallastro e dall'assenza di scheletro. Il subsoil è prevalentemente formato da un orizzonte compatto giallo-brunastro, a volte con sfumature più rossastre, con numerose glosse chiare disposte alternativamente in verticale ed in orizzontale, a tessitura franco-argillosa, reazione subacida o neutra ed assenza totale di scheletro. Il livello delle ghiaie alterate è posto mediamente a profondità superiori a 100 cm ma può trovarsi anche più superficialmente.
99999999_01.jpg
Alfisuoli dei terrazzi antichi non idromorfi
Retisols, Lixisols, Acrisols
Typic Fraglossudalf, fine-loamy, mixed, nonacid, mesic
Fragic Retisol (Loamic)
Regime Udico
Regime Mesico
PEVE0053
Descrizione del pedon rappresentativo
C. CALLERI - VILLANOVA MONDOVI'
0
n.i.
503
Cava
Limi (0.05-0.002 mm)
Il suolo è stato descritto allo stato umido
19980706_12.jpg
Orizzonte Ap : 0 - 30 cm; secco; colore bruno giallastro (10YR 5/6); tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura granulare media di grado debole; radici 10/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 2 mm, orientamento verticale; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte Btc : 30 - 60 cm; secco; colore bruno giallastro (10YR 5/6); colore delle facce bruno intenso (7,5YR 5/6); tessitura franca; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica angolare grossolana di grado forte; radici 5/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 1 mm, orientamento verticale; non calcareo; noduli di ferro-manganese 10 %, 10 mm, presenti n.i.; pellicole primarie di argilla 5 %, presenti n.i.; limite inferiore chiaro.
Orizzonte Bt1 : 60 - 90 cm; umido; colore bruno intenso (7,5YR 5/8); colore delle facce rosso giallastro (5YR 4/6); screziature 3 %, con dimensioni medie di 15 mm, con limite chiaro, dominanti di colore bruno molto pallido (10YR 7/4); tessitura franco argillosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica angolare grossolana di grado moderato; radici 1/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 1 mm, orientamento verticale; non calcareo; noduli di ferro-manganese 10 %, 3 mm, presenti n.i.; pellicole primarie di argilla 15 %, presenti n.i.; limite inferiore chiaro.
Orizzonte Bt2 : 90 - 130 cm; umido; colore bruno intenso (7,5YR 5/8); screziature 3 %, con dimensioni medie di 20 mm, con limite chiaro, dominanti di colore giallo pallido (2,5Y 7/4); tessitura franco argillosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica angolare grossolana di grado moderato; radici 0/dmq, con dimensioni medie di mm , orientamento n.i.; non calcareo; noduli di ferro-manganese 2 %, 10 mm, presenti n.i.; pellicole primarie di argilla 10 %, presenti n.i.; limite inferiore non raggiuto.
Sotto a un epipedon ochrico è presente un orizzonte albico, sovrapposto ad un orizzonte argillico e ad un fragipan, caratterizzati dalla presenza di evidenti glosse verticali ed orizzontali. In numerose situazioni l'albico è assente.
La sequenza tipica è Ap-EB-Bt1-Bt2. Il colore degli orizzonti B può variare dalla dominanza di toni giallastri fino al giallo rossastro. La dimensione e la profondità delle glosse (orizzontali e verticali) è abbastanza variabile, anche se lo schema di alternanza verticale - orizzontale è spesso presente. Le tessiture degli orizzonti B variano da franche, a franco-argillose, a franco-limoso-argillose; non sono mai stati descritti orizzonti a tessitura argillosa. Il pH dell'intero suolo è tendenzialmente subacido ma può divenire acido negli orizzonti A, neutro in quelli più profondi.
Buono
2024-11-14
Colore superficiale prevalente di questi suoli.
Limitata ai primi deciimetri di suolo per la presenza di orizzonti compatti molto vicino alla superficie.
Moderata
La pendenza lieve della maggioranza di questi suoli consente uno smaltimento delle acque discreto, nonostante le tessiture fini.
Moderata
La fertilità è da considerarsi moderata poiché l'orizzonte superficiale, arricchito spesso di sostanza organica, nel quale risiede gran parte della fertilità, è quasi o completamente assente.
180
Forte
Lieve rischio di deficit idrico
Moderata
Le lavorazioni possono essere eseguite correttamente solo con il suolo in tempera.
Lungo
Moderata
Elevato rischio di perdita di trazione in situazioni di suolo umido.
Capacità protettiva moderatamente bassa e alto potenziale di adsorbimento
Tessiture fini e lieve pendenza.
Capacità protettiva alta ed alto potenziale di adsorbimento
Tessitura fine.
Moderata
Quarta Classe
e1
Lavorazioni non effettuate con suolo in tempera possono essere causa di alterazione strutturale con un ulteriore peggioramento della permeabilità.
Si tratta di suoli a bassa attitudine agraria per la pendenza e le limitazioni che derivano dalle caratteristiche pedologiche e climatiche. Interessante può risultare la frutticoltura nelle zone dove il clima lo permette, la corilicoltura e l'arboricoltura da legno con specie che si adattano alle condizioni pedologiche (ad esempio rovere, roverella, cerro o ciliegio). Data la difficoltà di coltivazione di questi suoli nella maggior parte delle situazioni è forse preferibile la reintroduzione del bosco.