STE2
STELLA franco-grossolana su scheletrico-sabbiosa, fase ghiaiosa
Pianura pinerolese, in destra del fiume Chisone, tra Chisone e Lemina ed in sinistra Lemina, da Pinerolo (TO) a Vigone (TO); pianura saluzzese, in sinistra del fiume Varaita, da Costigliole di Saluzzo (CN) fino oltre Cervignasco (CN). Questi suoli si sono evoluti su lembi residui di vecchi conoidi (dei fiumi Chisone e Varaita) ed hanno subito in passato forti erosioni ad opera dei corsi d'acqua. Le possibilità irrigue (pozzi e canali), negli ultimi decenni, devono aver comportato in una certa misura un cambio nel paesaggio, caratterizzato fino agli anni cinquanta da viticoltura, cerealicoltura vernina (frumento e orzo) e praticoltura. Ora prevale la frutticoltura nel Saluzzese e la cerealicoltura estiva (mais) con colture foraggere avvicendate nel Pinerolese. Questo suolo è stato riconosciuto nelle seguenti unità cartografiche: U0038, U0084, U0585, U0588.
profondità utile del suolo ridotta a 60 cm per la presenza di uno strato di ghiaie che oltretutto sono comuni anche nella parte superficiale del suolo. Il drenaggio è moderatamente rapido, la disponibilità di ossigeno buona e la permeabilità elevata. La prima falda è posta a oltre tre metri di profondità. E' nota la loro necessità di essere irrigati frequentemente.
topsoil di colore da bruno a bruno oliva, a tessitura franco - sabbiosa o franca, con scheletro comune, a reazione subacida; subsoil di colore bruno giallastro o bruno oliva, a tessitura franco - sabbiosa, scheletro abbondante anche di grosse dimensioni, la reazione è subacida o neutra. Il substrato è formato da ghiaie di Chisone o Varaita.
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Inceptisuoli di pianura ghiaiosi (skeletal, fragmental, over)
Cambisols, Umbrisols
Dystric Eutrudept, coarse-loamy over sandy-skeletal, mixed, nonacid, mesic
Skeletic Cambisol (Loamic)
Regime Udico
Regime Mesico
SABU0125
Descrizione del pedon rappresentativo
C.NA MORLETTI - LAGNASCO
0
n.i.
378
Drupacee
Ciottoli (250-75 mm)
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Orizzonte Ap : 0 - 30 cm; secco; colore bruno olivastro (2,5Y 4/3); tipo colore ossidato; tessitura franco sabbiosa; scheletro 2 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 20 mm e diametro massimo di 40 mm, non alterato; struttura granulare fine di grado debole; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte Bw : 30 - 50 cm; secco; colore bruno (10YR 4/3); colore subordinato bruno olivastro (2,5Y 4/3); tipo colore ossidato; tessitura franco sabbiosa; scheletro 25 % , di forma subarrotondata, leggermente alterato; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte BC : 50 - 80 cm; secco; colore bruno grigiastro scuro (2,5Y 4/2); tipo colore litocromico; tessitura sabbiosa; scheletro 70 % , di forma subarrotondata, leggermente alterato; resistenza: incoerente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte C : 80 - 120 cm; secco; colore bruno grigiastro scuro (2,5Y 4/2); colore subordinato grigio scuro (2,5Y 4/1); tipo colore litocromico; tessitura sabbiosa; scheletro 75 % , di forma subarrotondata, leggermente alterato; resistenza: incoerente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore non raggiuto.
Epipedon ochrico ed orizzonte cambico.
La sequenza tipica è Ap-Bw-C1. Nelle zone del Cuneese la reazione è più tendente al neutro rispetto a quelle del Pinerolese dove è di transizione tra subacido ed acido. L'argilla nell'orizzonte B varia da poco più del 5% fino al 15%. In alcune situazioni è evidente una certa eluviazione ed un orizzonte B con sfumature rossastre.
Iniziale
2025-12-18
Piccolo paese situato nella pianura pinerolese, tra Macello (TO) e Vigone (TO), nella parte meridionale della provincia di Torino.
Limitazioni evidenti, per eccesso di scheletro, anche per gli apparati radicali delle piante erbacee.
Buona
Tessitura abbastanza grossolana e presenza di ghiaie.
Buona
La capacità di scambio cationico è mediamente inferiore a 10 meq/100g; vi è talora una bassa dotazione in sostanza organica ed una saturazione basica non ottimale.
100
La tessitura eccessivamente grossolana riduce in modo significativo la capacità idrica di trattenuta.
Assente
La quantità di limo totale non è eccessiva.
Moderato rischio di deficit idrico
Il clima che risente l'influenza delle vicine montagne: temperature estive non elevate e precipitazioni abbastanza consistenti.
Scarsa
Presenza di scheletro già nel topsoil.
Breve
Tessiture grossolane garantiscono un rapido drenaggio delle acque e, di conseguenza, rapidi tempi di ritorno in campo a seguito di precipitazioni
Moderata
Presenza di ghiaie superficiali.
Capacità protettiva alta e basso potenziale di adsorbimento
Alta per tessiture grossolane e ridotte pendenze; basso adsorbimento per ridotto tenore in carbonio organico
Capacità protettiva moderatamente bassa e basso potenziale di adsorbimento
Bassa per tessiture grossolane ed scheletro in quantità elevate; basso adsorbimento per ridotto tenore in carbonio organico
Bassa
Per la bassa Capacità protettiva profonda
Terza Classe
La forte limitazione per eccesso di scheletro subsuperficiale ripropone il concetto di bilancio energetico, per i maggiori apporti (fertilizzanti e irrigazioni) necessari per ottenere buone produzioni su queste superfici
s1
Acidificazione superficiale che potrebbe rendere necessarie calcitazioni. Inoltre lavorazioni profonde possono portare a giorno numero di ghiaie ancora maggiore.
Suoli con produzioni un tempo aleatorie, in mancanza di precipitazioni (Regione Povertà nel Pinerolese è toponimo significativo). Oggi con l'irrigazione, tramite acque di pozzo o canali, le produzioni sono divenute accettabili anche se spesso gli apporti necessari di acqua e concimi sono sproporzionati rispetto alle produzioni, soprattutto per colture come il mais. Nel Saluzzese, con la frutticoltura che consegue buoni risultati quali-quantitativi, si è trovato un utilizzo redditizio. Si possono eseguire reintegrazioni della fertilità mediante concimazioni organiche ed inorganiche sempre tenendo conto del rischio di inquinamento. Le lavorazioni dovrebbero essere effettuate con profondità di aratura molto ridotte (massimo 25 cm), oppure si dovrebbero usare tecniche come il minimum-tillage. Dal punto di vista forestale si tratta di suoli adatti alla maggior parte delle specie.