SIZ1
SIZZANO franco-grossolana, fase tipica
L'area è costituita dal terrazzo recente del Sesia dal suo sbocco in pianura a Romagnano fino a Ghislarengo in destra e Carpignano a sinistra. I suoli sono originati da depositi recenti (Wurm) di Sesia, costituiti da sabbie e ghiaie. Le caratteristiche climatiche (presenza di correnti fredde provenienti dall'alta valle Sesia) e pedologiche condizionano l'utilizzo agricolo di queste superfici. L'alta permeabilità e la diffusa presenza di scheletro, spesso superficiale, riducono le riserve idriche dei suoli e spesso impediscono condizioni ottimali di lavorabilità: non è possibile raggiungere alte produzioni con la cerealicoltura intensiva, e nemmeno elevate rese foraggere con la praticoltura. Molto diffuso è il bosco misto, sia lungo l'asta fluviale, sia al centro della piana (bosco di Versorella), in cui domina la robinia ma sono presenti anche altre specie, seppure più sporadicamente, come la quercia, il castagno e l'acero. Altrettanto diffusa la pioppicoltura. La coltura erbacea più frequente è il mais, mentre sono sparsi ma comuni, frutteti e vigneti. Non vi sono salti altimetrici significativi, e l'area presenta una debole pendenza verso sud dovuta al conoide del Sesia. In generale l'aspetto paesaggistico più caratteristico è l'assenza di un assetto agrario omogeneo e, conseguentemente, di una discontinuità nelle geometrie dei campi e nelle morfologie agresti. Quest'apparenza è accentuata dal tracciato autostradale che ha tagliato in due parti la pianura. Altro fenomeno negativo è la caotica urbanizzazione dei centri principali della zona, in particolare Carpignano Sesia, ma, anche in generale la presenza a macchia di leopardo di piccoli insediamenti industriali. E' anche rilevante la presenza di canali di cospicua portata che vengono derivati dal Sesia per l'irrigazione: tali opere sono ora soltanto in parte efficienti in quanto manca la necessaria manutenzione. Si segnala poi la presenza delle risorgive nel bosco di Versorella, anche se in progressiva scomparsa.
Si tratta di suoli alluvionali recenti, a tessitura sabbiosa, con profondità variabile in dipendenza della presenza del substrato ghiaioso più o meno superficiale. In alcuni casi è stato rinvenuto un orizzonte ghiaioso di limitato spessore (circa 10 cm) Mediamente esso si trova ad una profondità compresa fra 50 e 150 cm; questo fattore è il più limitante e condiziona la produttività delle colture. Nelle zone prossimali il corso del fiume Sesia questo condizionamento è più evidente e le possibilità agronomiche sono ridotte al bosco e al pioppeto. Un tempo il bosco doveva essere ancora più diffuso, in quanto si è constatata la presenza frequente di un orizzonte sepolto scuro, ricco in sostanza organica, segno evidente di passati, cospicui apporti organici derivanti da alterazione di lettiere forestali. Attualmente è possibile eseguire e lavorazioni su suoli ghiaiosi con l'utilizzo di macchine potenti, dunque la messa a coltura di zone boscate ha consentito di sfruttare i residui di fertilità presenti negli orizzonti superficiali e, nello stesso tempo, di utilizzare maggiori riserve idriche, in quanto la maggiore quantità di sostanza organica aumenta la capacità di acqua trattenuta. Restano comunque elevate le percentuali di sabbia più o meno grossolana, che incidono sulla capacità idrica riducendola considerevolmente e sulla permeabilità che è invece assai alta.
E' costituito dalla seguente successione di orizzonti: Ap-Bw-C1-C2. L'orizzonte superficiale è caratterizzato dalla tessitura franco-sabbiosa e da un colore bruno, indici di un certo accumulo di sostanza organica causato dal probabile, precedente uso a bosco. Lo scheletro è presente in bassa quantità, non tale, in questo caso, da condizionare le lavorazioni, che risultano per altro superficiali (30 cm). Nell'orizzonte Bw sottostante si trova la stessa quantità di scheletro, la tessitura è sempre franco-sabbiosa e il colore bruno oliva, segno del progressivo impoverimento del profilo in sostanza organica. Resta in ogni caso abbastanza alta la radicabilità. Sono evidenti alcuni segni di sviluppo pedogenetico per la presenza di una struttura poliedrica subangolare di grado moderato. Il primo orizzonte C1 inizia dove sono visibili alcuni segni di idromorfia (screziature e masse di ferro-manganese), dovuti al ristagno idrico, forse non più attuale. Nell'ultimo orizzonte descritto (C2) una maggiore presenza di acqua nel profilo ha determinato uno sviluppo di forme ridotte di ferro che hanno conferito al suolo un caratteristico colore grigio. Si nota inoltre una tessitura sabbiosa, testimone del parent material del suolo.
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Inceptisuoli di pianura non idromorfi e non ghiaiosi
Cambisols
Humic Dystrudept, coarse-loamy, mixed, nonacid, mesic
Eutric Cambisol (Humic)
n.i.
n.i.
PIEM0403
Descrizione del pedon rappresentativo
FARA
2
180
n.i.
Mais, sorgo
Sabbie (2-0.05 mm)
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Orizzonte Ap : 0 - 25 cm; umido; colore bruno scuro (10YR 3/3); tipo colore ossidato; tessitura franco sabbiosa; scheletro 2 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 10 mm e diametro massimo di 15 mm, leggermente alterato; macropori 0,1-0,4 % con dimensioni medie <1 mm; radici 25/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 3 mm, orientamento verticale; resistenza: incoerente; cementazione debole; debolmente adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte BC : 25 - 45 cm; umido; tipo colore ossidato; tessitura franco sabbiosa; scheletro 5 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 20 mm e diametro massimo di 30 mm, leggermente alterato; struttura poliedrica subangolare media di grado debole; macropori 0,1-0,4 % con dimensioni medie <1 mm; radici 15/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 2 mm, orientamento obliquo; resistenza: debole; cementazione debole; debolmente adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte C1 : 45 - 80 cm; umido; tipo colore ossidato; tessitura sabbioso franca; scheletro 60 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 30 mm e diametro massimo di 45 mm, leggermente alterato; radici 10/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 2 mm, orientamento orizzontale; resistenza: incoerente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte C2 : 80 - 110 cm; umido; tipo colore ossidato; tessitura sabbiosa; scheletro 5 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 7 mm e diametro massimo di 10 mm, leggermente alterato; radici 0/dmq, con dimensioni medie di mm , orientamento n.i.; resistenza: incoerente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte C3 : 110 - 120 cm; umido; tipo colore litocromico; tessitura sabbiosa; scheletro 0 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 70 mm e diametro massimo di 150 mm, leggermente alterato; radici 0/dmq, con dimensioni medie di mm , orientamento n.i.; resistenza: incoerente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore non raggiuto.
Orizzonte B cambico di struttura
Ap-Bw-(BC)-C1-C2
Buono
2024-11-14
Dall'omonimo comune presso il quale sono stati descritti i primi profili
La descrizione della fase è desunta da due profili rappresentativi principali, che insieme rappresentano la media generale della tipologia, che per sua natura è molto variabile sia per il colore dell'epipedon che talora non è umbrico, sia per lo sviluppo dell'orizzonte cambico che talora è poco evidente, sia per la profondità di ghiaie e idromorfia.
Limitazioni legate alla presenza di ghiaie, a tratti, più superficiali ed in maggiore quantità. Anche la prevalenza della sabbia grossolana, di solito oltre il metro, e la presenza di idromorfia possono ostacolare l'approfondimento radicale.
Buona
Le falde della zona si trovano ad una profondità attualmente pari a 3-4 m, con relative possibilità di risalita entro il metro di suolo, dove si trovano tracce evidenti di idromorfia, legate ad una maggiore presenza di acqua in periodi passati. Resta però una leggera limitazione per possibili ristagni idrici nei periodi di maggiore piovosità ed innalzamento delle falde.
Moderata
Evidente l'acidificazione del topsoil legata ad un trascorso uso a bosco che ha portato ad accumulo di sostanza organica ed apporto di acidi organici. La tessitura a matrice sabbioso-ghiaiosa porta inoltre al dilavamento dei cationi e alla conseguente perdita di fertilità.
120
Assente
Date le tessiture sabbiose non vi è alcuni rischio di crepacciatura
Lieve rischio di deficit idrico
Pedoclima udico: qualche debole rischio in corrispondenza dei minimi di piovosità
Buona
Le ghiaie non interferiscono quasi mai.
Medio
In corrispondenza di piogge abbondanti e risalita di falda può, anche se raramente, essere necessario attendere più di 3 giorni prima di lavorare il suolo.
Buona
Minimo il rischio di sprofondamento
Capacità protettiva alta ed alto potenziale di adsorbimento
La presenza di idromorfia, più o meno attuale, costringe ad una classazione cautelativa.
Capacità protettiva moderatamente bassa e basso potenziale di adsorbimento
Con falde abbastanza prossime alla superficie e tessiture sabbiose la capacità protettiva è bassa
Bassa
Sulla base dei dati di capacità protettiva non vi sono possibilità di attuare pratiche di spandimento liquami se non sotto vincolo rigoroso
Seconda Classe
Limitazioni sia per fertilità sia per capacità idrica sia per parziale disponibilità di ossigeno
s4
Rischio di ulteriore acidificazione e perdita di fertilità in caso di pratiche agricole intensive
Si consigliano pratiche conservative della fertilità, come il minimum tillage, la rotazione colturale, la praticoltura.