Sistema Informativo Pedologico - consultazione
Toggle navigation
Suoli 50.000
Unità cartografiche
Fasi di Suolo
Suoli 250.000
Unità cartografiche
Sottogruppi
Utilità
Codici Legenda
Legenda 250.000
Altri Codici
Suoli 50.000
Fasi di Suolo
Unità cartografiche
Fase SAV3
Fase SAV3
Torna alla lista
Gestisci dettaglio
Gestisci dettaglio "Orizzonti della fase"
Gestisci dettaglio "Analisi"
Gestisci dettaglio "Relazione con altre Fasi di suolo piemontesi"
Codice Fase
SAV3
Nome Fase
SAVIGLIANO franco-grossolana, fase umida
Distribuzione geografica e pedoambiente
Porzione di pianura abbastanza ristretta, situata dall'interno della Valle Grana fino a Centallo (CN), in sinistra e destra del torrente. Dal punto di vista morfologico si tratta dei primi livelli di terrazzi sopra l'attuale corso d'acqua. Superficie moderatamente acclive in lieve pendenza verso il fiume che è mediamente incassato di circa 2-5 m rispetto al terrazzo, si tratta di aree in parte ancora inondabili. L'uso del suolo è formato soprattutto da cerealicoltura in rotazione con il prato e da frutticoltura; la praticoltura prevale nelle aree endovallive. Presenza di attività estrattive. Questo suolo è stato riconosciuto nelle seguenti unità cartografiche: U0526, U0527, U0528, U0531.
Proprietà del suolo
Profondità utile di circa 70-80 cm ma a volte anche minore; lo strato di ghiaia che è formato da elementi di piccole dimensioni è posto infatti a quella profondità ed è spesso concomitante con parziali condizioni di idromorfia dovute alla presenza della falda. La disponibilità di ossigeno è in ogni caso da considerarsi buona e la permeabilità moderatamente elevata. Pietrosità superficiale assente o poco frequente.
Profilo
Topsoil di colore bruno o bruno oliva, a tessitura franco - sabbiosa (a volte franco - limosa), povero di scheletro, con carbonato di calcio presente e reazione alcalina; subsoil di colore bruno oliva o bruno, a tessitura franco - sabbiosa (a volte più grossolana), con scheletro abbondante oltre i 70-80 cm, ricco di carbonato di calcio ed a reazione alcalina. Il substrato è formato da ghiaie e sabbie calcaree deposte dal torrente Grana.
Legenda USDA
Entisuoli di pianura non idromorfi e non ghiaiosi
Legenda WRB
Fluvisols
Tassonomia USDA
Typic Ustifluvent, coarse-loamy, mixed, calcareous, mesic
Tassonomia WRB
Calcaric Fluvisol (Loamic)
Regime di umidità
Regime Ustico
Regime di temperatura
Regime Mesico
Pedon rappresentativo
CENT0019
Descrizione del pedon rappresentativo
Pedon
CENT0019
Localizzazione:
S. BENIGNO
Pendenza (°)
0
Esposizione (°)
n.i.
Quota
n.i.
Capacità d'uso non irrigua
Casa in costruzione
Litologia
Sabbie calcaree
Il suolo è stato descritto allo stato umido
Orizzonti
Orizzonte Ap : 0 - 40 cm; umido; colore bruno (10YR 4/3); tessitura franco sabbiosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; non calcareo; limite inferiore graduale.
Orizzonte AC1 : 40 - 85 cm; umido; colore bruno (10YR 4/3); tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; calcareo; limite inferiore graduale.
Orizzonte AC2 : 85 - 95 cm; umido; colore bruno olivastro (2,5Y 4/3); screziature 2 %, dominanti di colore bruno olivastro chiaro (2,5Y 5/6), secondarie di colore bruno grigiastro (2,5Y 5/2); tessitura franco sabbiosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; calcareo; limite inferiore graduale.
Orizzonte C1 : 95 - 135 cm; umido; colore bruno olivastro (2,5Y 4/3); tessitura sabbioso franca; scheletro 25 % , di forma n.i. con diametro medio di 20 mm e diametro massimo di 50 mm, non alterato; calcareo; limite inferiore graduale.
Orizzonte C2 : 135 - 175 cm; umido; colore grigio scuro (2,5Y 4/1); tessitura sabbiosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; calcareo; limite inferiore non raggiuto.
Orizzonti diagnostici riconosciuti
Epipedon ochrico.
Sequenza e variabilità degli orizzonti genetici
Ap-C1-C2. E' presente a volte un orizzonte di transizione AC, fra il topsoil arato e concimato e gli orizzonti C sabbioso grossolani. Condizioni di parziale idromorfia possono essere rilevate negli orizzonti C a seconda della profondità della falda.
Grado di fiducia
Buono
Data aggiornamento
2024-11-14
Origine e nome della fase
Città posta nella pianura cuneese centrale tra il Maira ed il Grana, poco prima della loro confluenza.
Note
Radicabilità
Buona fino a circa 70-80 cm di profondità, in concomitanza della comparsa di orizzonti ghiaiosi e/o idromorfi.
Disponibilità di ossigeno
Buona
Disponibilità ossigeno: descrizione
La grossolanità dei depositi consentono un rapido deflusso delle acque.
Fertilità ed equilibrio nutrizionale
Moderata
Descrizione fertilità
Si deve segnalare un eccesso di Ca nel complesso di scambio ed una carenza di potassio.
Capacità in acqua disponibile (AWC) mm
160
Descrizione AWC
Moderata per la profondità utile non elevata.
Rischio di incrostamento superficiale
Moderato
Descr. Rischio incrostamento superf.
Spesso la presenza di particelle limose in superficie non è indifferente.
Rischio di deficit idrico
Lieve rischio di deficit idrico
Descrizione rischio deficit idrico
Lavorabilità
Buona
Descrizione Lavorabilità
Tempo di attesa
Breve
Descrizione Tempo di attesa
Percorribilità
Buona
Descrizione Percorribilità
Capacità protettiva nei confronti delle acque di superficie
Capacità protettiva moderatamente alta e basso potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva superificiale
Inondabilità di queste aree e scarsa presenza di sostanza organica ed argilla.
Capacità protettiva nei confronti delle acque profonde
Capacità protettiva moderatamente bassa e basso potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva profonda
Tessiture grossolane e scarsa presenza di sostanza organica ed argilla.
Attitudine allo spandimento dei liquami
Bassa
Descrizione Attitudine spandimento liquami
Capacità d'uso irrigua
Seconda Classe
Descrizione Capacità d'uso
Capacità d'uso: sottoclasse
s1
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Non rilevata.
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Suoli che, se adeguatamente irrigati, possono essere considerati più che discreti per tutte le produzioni agrarie. Limitazioni derivano dalle rare inondazioni, dalla reazione alcalina determinata dai valori alti di concentrazione del Ca nel complesso di scambio ed in soluzione che possono limitare l'assorbimento di altri elementi nutritivi. Non sussistono particolari problemi nelle lavorazioni mentre lo spandimento di concimi e l'utilizzo di fitofarmaci devono essere effettuati considerando sempre l'elevato rischio di inquinamento. Dal punto di vista forestale si tratta di suoli a buona attitudine per tutte le specie non acidofile.
Torna alla lista
Gestisci dettaglio
Gestisci dettaglio "Orizzonti della fase"
Gestisci dettaglio "Analisi"
Gestisci dettaglio "Relazione con altre Fasi di suolo piemontesi"
×
Modifica la tua password
Modifica password per l'utente '
'
Password attuale
Nuova password
Conferma password
La passwords non corrisponde. Riprova.