SAG1
SAGNASSI scheletrico-franca, fase tipica
Aree della pianura cuneese, comprese tra i corsi dei torrenti Grana e Maira, a sud e a nord dell'abitato di Mellea (CN) e, in destra Grana, da nord ovest di Fossano (CN) fino ad est di Racconigi (CN). Suoli di pianura tipici di aree leggermente depresse, che hanno subito processi di paludizzazione e che in conseguenza dell'abbassamento generalizzato delle falde e del deposito di ulteriori materiali di origine alluvionale sono tornati all'utilizzo agrario. Il suolo è presente all'interno dell'intervallo altimetrico 350-430 m s.l.m. Sono spesso rilevabili ghiaie che mediamente coprono il 10% della superficie del suolo. I prati permanenti che erano tipici di queste zone sono stati spesso trasformati in coltivi irrigui (mais e fagioli principalmente). Questo suolo è stato riconosciuto nelle seguenti unità cartografiche: U0019, U0042, U0044, U0069.
suoli con profondità utile abbastanza ridotta per abbondante ghiaiosità da circa 50 cm di profondità e per presenza di condizioni di idromorfia nel subsoil. La disponibilità di ossigeno è moderata e la permeabilità moderatamente alta. La falda, non confinata, è posta entro i 300 cm di profondità.
il topsoil poco ghiaioso, di colore scuro, tessitura franco - sabbiosa e reazione neutra, è posto sopra un orizzonte di colore ancora più scuro (antica superficie del suolo), screziato, franco - sabbioso o sabbioso - franco, ricco di scheletro con reazione neutra. A circa 60 cm di profondità si può osservare un orizzonte fortemente ghiaioso, con evidenti segni di idromorfia. Il suolo, malgrado spesso il pH sia superiore a 7, non presenta carbonato di calcio.
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Mollisuoli di pianura ghiaiosi (skeletal, fragmental, over)
Phaeozems, Kastanozems
Fluvaquentic Hapludoll, loamy-skeletal, mixed, nonacid, mesic
Fluvic Skeletic Gleyic Phaeozem (Loamic)
Regime Udico
Regime Mesico
SABU0203
Descrizione del pedon rappresentativo
C.NA MARIGIVANO
0
n.i.
n.i.
Mais, sorgo
Ghiaie (75-20 mm)
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Orizzonte Ap : 0 - 40 cm; umido; colore bruno grigiastro molto scuro (10YR 3/2); tipo colore ossidato; tessitura franco sabbiosa; scheletro 1 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 20 mm e diametro massimo di 60 mm, leggermente alterato; struttura poliedrica subangolare media di grado moderato; macropori 0,1-0,4 % con dimensioni medie 1-5 mm; radici 15/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 2 mm, orientamento obliquo; radicabilità 90 % ; resistenza: debole; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte 2A : 40 - 60 cm; umido; colore nero (2,5Y 2/1); tipo colore ridotto; tessitura sabbioso franca; scheletro 50 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 20 mm e diametro massimo di 60 mm, leggermente alterato; struttura poliedrica subangolare grossolana di grado moderato; macropori < 0,1 % con dimensioni medie 1-5 mm; radici 7/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 2 mm, orientamento n.i.; radicabilità 30 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; non adesivo; debolmente plastico; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte 2Cg : 60 - 130 cm; umido; colore olivastro chiaro (5Y 6/4); tipo colore variegato; screziature 25 %, con dimensioni medie di 20 mm, con limite diffuso, dominanti di colore grigio olivastro chiaro (5Y 6/2), secondarie di colore giallo olivastro (2,5Y 6/6); tessitura sabbiosa; scheletro 70 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 30 mm e diametro massimo di 150 mm, leggermente alterato; macropori < 0,1 % con dimensioni medie <1 mm; radici 0/dmq, con dimensioni medie di mm , orientamento n.i.; radicabilità 10 % ; resistenza: incoerente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore non raggiuto.
L'unico orizzonte diagnostico riconoscibile è l'epipedon mollico.
La sequenza tipica è Ap-Ab-Cgb. L'orizzonte Ap ha un colore variabile da bruno scuro a bruno molto scuro ed una percentuale di ghiaia dal 5 al 20%. L'orizzonte Ab sottostante, sempre più scuro dell'Ap ha colori con sfumature più grigie per la presenza di condizioni di idromorfia più o meno accentuate; ghiaie sono presenti in percentuale assai variabile.
Alto
2024-11-14
Area leggermente depressa posta sulla piana ad ovest di Centallo, in sinistra Grana.
L'orizzonte sepolto scuro che si ritrova in questa serie è rilevabile, mediamente a profondità superiori, nelle serie ACQUASANA e SALVAJ.
Fortemente ridotta al di sotto della soletta di aratura dalla notevole presenza di ghiaie e dalle condizioni di idromorfia che limitano la disponibilità di ossigeno.
Moderata
Presenza della falda freatica a profondità limitate, soprattutto durante le stagioni maggiormente piovose.
Buona
La buona dotazione di sostanza organica condiziona positivamente la capacità di scambio cationico.
100
Bassa a causa della tessitura grossolana e della limitata profondità utile del suolo.
Assente
La percentuale di limo totale è infatti abbastanza bassa.
Lieve rischio di deficit idrico
Precipitazioni medie abbastanza elevate e temperature non alte. Inoltre la presenza di acqua nel suolo è garantita dalla risalita capillare dal vicino livello di falda.
Moderata
Livello ghiaioso vicino alla superficie o, in parte, coincidente con l'orizzonte superficiale.
Breve
La tessitura grossolane e le ghiaie garantiscono un breve tempo di attesa dopo le precipitazioni.
Buona
La presenza di una limitata percentuale di ghiaie in superficie non può essere considerata limitante per questa qualità del suolo.
Capacità protettiva moderatamente bassa e alto potenziale di adsorbimento
Capacità protettiva moderatamente bassa e alto potenziale di adsorbimento
Molto bassa
Bassa capacità protettiva di questo suolo.
Terza Classe
s3
Arature profonde possono portare a giorno notevoli quantitativi di ghiaie.
Questi suoli sono fondamentalmente adatti ad una praticoltura permanente o, al limite, in rotazione, proprio in funzione della non elevata produttività dovuta a scarsa radicabilità. Dal punto di vista forestale sono da tenere presente sia utilizzi per arboricoltura da legno sia il bosco con specie che si adattino a condizioni di non elevata disponibilità di ossigeno per le radici. L'elevato rischio di inquinamento delle falde impone un utilizzo di concimi e fitofarmaci limitato; per questa ragione è da preferire il prato e l'arboricoltura da legno a produzioni agrarie intensive come il mais.