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RUBBIANETTA franco-grossolana, fase fine
La Rubbianetta fine è particolarmente diffusa nelle incisioni subpianeggianti dei terrazzi, sui terrazzi alluvionali del Ceronda e del Casternone e a nord della Dora Riparia al confine con i versanti montani. L'uso del suolo è prevalentemente agricolo ma molto marginale in corrispondenza delle incisioni e delle peggiori esposizioni; altrove sono presenti colture avvicendate. Il substrato litologico è formato da depositi fluviali e, in parte, colluviali.
La Fase Rubbianetta fine è profonda ma con una profondità utile limitata a circa un metro per la possibile presenza di scheletro o di caratteri di idromorfia. Sono privi di orizzonti compatti ma tendenzialmente pesanti per tessitura franco-argillosa nel subsoil (densipan). La loro permeabilità è moderatamente bassa per cui risultano imperfettamente drenati. Ghiaie e ciottoli presenti in profondità, non contribuiscono a correggere questa situazione. La posizione morfologica accentua l'idromorfia stagionale che, specie nelle incisioni, si manifesta già a partire dal subsoil. Sono suoli che derivano dal parziale smantellamento e rideposizione di materiali già molto pedogenizzati sui retrostanti terrazzi dove sono prevalenti suoli molto evoluti, ricchi di limi ed argille.
Il topsoil è caratterizzato dall'assenza di scheletro, da tessitura franca, colore bruno e reazione acida; il subsoil ha una tessitura di transizione da franco-argillosa a franca, ha uno scheletro che è nella maggior parte dei casi assente ma può essere presente in scarsa quantità, ha colore bruno giallastro e reazione prevalentemente subacida. Il substrato è formato da materiali colluviali originati dall'erosione dei suoli posti sui terrazzi antichi.
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Inceptisuoli di pianura non idromorfi e non ghiaiosi
Cambisols
Fluvaquentic Dystrudept, coarse-loamy, mixed, nonacid, mesic
Fluvic Cambisol (Loamic)
n.i.
n.i.
Descrizione del pedon rappresentativo
n.i.
n.i.
n.i.
n.i.
n.i.
n.i.
n.i.
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Sono riconoscibili un epipedon ocrico ed un orizzonte cambico.
La sequenza tipica è: Ap (A)-Bw-Cg.
Basso
2024-11-14
Cascina situata nel Parco della Mandria nel comune di Venaria (TO).
Buona nei primi 60-80 cm; gradualmente, più in profondità, diminuisce a causa dell'idromorfia.
Moderata
Presenza di condizioni di idromorfia a partire dal subsoil.
Moderata
Reazione prevalentemente acida nel topsoil.
200
Moderato
Assente
Buona
E' necessario scegliere le condizioni ottimali di umidità.
Medio
Moderata
Rischio di perdita di trazione.
Capacità protettiva moderatamente bassa e basso potenziale di adsorbimento
Capacità protettiva moderatamente alta e basso potenziale di adsorbimento
Bassa
Seconda Classe
Limitazioni dovute ad una non ottimale disponibilità di ossigeno per le radici delle piante.
w1
E' evidente solo una leggera acidificazione superficiale. Sono suoli che sono ancora soggetti al colluvio di materiali dalle vicine scarpate.
Sono suoli marginali soprattutto in conseguenza della loro posizione morfologica che condiziona pesantemente le scelte colturali e le produzioni. Sono prevalentemente adatti all'arboricoltura da legno anche con alcune specie di pregio; i suoli posti sui terrazzi fluviali possono essere utilizzati con colture agrarie con buoni risultati. Le colture principali si avvantaggiano di periodiche calcitazioni in quanto la reazione è acida o subacida.