PLZ1
PALAZZO franco-fine, fase tipica
Suoli presenti nel Roero e nella Langa. Si tratta delle superfici più antiche e meno erose formate su substrati molto calcarei. Pur essendo in atto fenomeni di lisciviazione dei carbonati e dell'argilla, si registra ancora presenza di calcare, in bassa percentuale. Fase concorrente della CASTELLO D'ANNONE.
Suoli con una profondità utile superiore al metro, a tessitura fine. La disponibilità di ossigeno, generalmente buona, può essere moderata in funzione della morfologia pianeggiante. La permeabilità è moderatamente bassa, la falda molto profonda non ha alcuna influenza sul suolo.
I caratteri del suolo sono abbastanza variabili poiché si possono incontrare situazioni nelle quali il suolo è più o meno conservato. La tessitura è franco-argillosa con tenori in argilla tendenti al limite superiore della classe (40%); il colore è variabile dal bruno oliva, al bruno giallastro scuro, al bruno, nel topsoil e dal bruno giallastro scuro al bruno nel subsoil. Scheletro può essere presente ma sempre con dimensioni molto piccole. La reazione è variabile dal neutro al subalcalino a seconda del livello di conservazione del suolo, il carbonato di calcio è presente in quantità ridotta. In alcune situazioni morfologiche pianeggianti può essere presente idromorfia in profondità
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Alfisuoli di collina a tessitura fine
Luvisols, Retisols
Typic Haplustalf, fine-loamy, mixed, calcareous, mesic
Calcaric Luvisol (Loamic)
n.i.
n.i.
LANG0366
Descrizione del pedon rappresentativo
C.NA PALAZZO-NEVIGLIE-CN
4
n.i.
n.i.
Vigneti
Marne
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Orizzonte Ap1 : 0 - 30 cm; umido; colore bruno (10YR 5/3); colore subordinato bruno giallastro (10YR 5/4); tipo colore ossidato; screziature 15 %, con dimensioni medie di 8 mm, con limite chiaro, dominanti di colore bruno giallastro (10YR 5/6); tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; radici 7/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 1 mm, orientamento n.i.; radicabilità 90 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; debolmente adesivo; debolmente plastico; fortemente calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte Ap2 : 30 - 80 cm; umido; colore bruno giallastro (10YR 5/4); colore subordinato bruno (10YR 5/3); tipo colore variegato; screziature 20 %, con dimensioni medie di 8 mm, con limite chiaro, dominanti di colore bruno giallastro (10YR 5/6); tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura lamellare media di grado moderato; radici 3/dmq, con dimensioni medie di 2 mm e dimensioni massime di 4 mm, orientamento n.i.; radicabilità 80 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; debolmente adesivo; debolmente plastico; fortemente calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte Bt1 : 80 - 120 cm; umido; colore bruno giallastro (10YR 5/4); colore subordinato bruno (7,5YR 4/4); colore delle facce bruno (7,5YR 5/4); tipo colore variegato; screziature 5 %, con dimensioni medie di 2 mm, con limite chiaro, dominanti di colore grigio brunastro chiaro (2,5Y 6/2); tessitura franco limoso argillosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica subangolare grossolana di grado forte; radici 2/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 1 mm, orientamento n.i.; radicabilità 50 % ; resistenza: resistente; cementazione molto debole; debolmente adesivo; moderatamente plastico; calcareo; masse di ferro-manganese 4 %, 2 mm, presenti nella matrice; concrezioni di carbonati 3 %, 4 mm, presenti sulle facce degli aggregati; pellicole primarie : ponti di argilla (tra i granuli di sabbia) 2 %, presenti n.i.; limite inferiore abrupto.
Orizzonte Bt2 : 120 - 150 cm; umido; colore bruno (7,5YR 4/4); screziature 30 %, con dimensioni medie di 20 mm, con limite chiaro, dominanti di colore grigio brunastro chiaro (2,5Y 6/2); tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura prismatica colonnare grossolana di grado forte; radici 1/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 1 mm, orientamento n.i.; radicabilità 40 % ; resistenza: resistente; cementazione molto debole; debolmente adesivo; debolmente plastico; calcareo; masse di ferro-manganese 5 %, 4 mm, presenti nella matrice; pellicole primarie : ponti di argilla (tra i granuli di sabbia) 2 %, presenti n.i.; limite inferiore non raggiuto.
Epipedon ocrico ed orizzonte argillico.
La sequenza tipica è Ap-Bt-C. Spesso possono esservi in successione più orizzonti Bt e/o orizzonti di transizione BC.
Buono
2025-05-12
La fase tipica PLZ1 era precedentemente la fase calcarea della CAN1
Moderata
Rallentato movimento verticale delle acque dovuto ad una tessitura fine.
Buona
200
Moderato
Elevato rischio di deficit idrico
Moderata
Medio
Elevata percentuale di argilla che non consente la lavorazione di questi suoli per un lungo periodo dopo le precipitazioni.
Scarsa
Capacità protettiva moderatamente alta ed alto potenziale di adsorbimento
Capacità protettiva alta ed alto potenziale di adsorbimento
Elevata
Quarta Classe
e2
Il rischio di erosione superficiale, come in tutte le aree collinari, è da tenere sempre in forte considerazione. L’acidificazione del profilo con conseguente ulteriore perdita di riserve di nutrienti è un altro fenomeno verificato.
Terre marginali dal punto di vista agrario poiché non particolarmente atte alla viticoltura che in queste aree rappresenta la coltura di maggiore interesse. Anche la frutticoltura che è presente su questi suoli pare non ottenere risultati soddisfacenti. Cerealicoltura con grano od orzo dovrebbero essere gli utilizzi più favorevoli. La corilicoltura, anche per la relativa vicinanza di queste aree con fabbriche che utilizzano il prodotto, sembra ottenere risultati discreti. Dal punto di vista forestale sono suoli adatti a specie come la farnia ed il carpino bianco, nelle aree a minor disponibilità d’ossigeno, al cerro, alla rovere, alla roverella ed all’orniello nelle altre. Attualmente, nella maggior parte dei casi è la robinia a dominare su questi suoli. Corilicoltura e cerealicoltura con grano paiono essere gli utilizzi agronomici che, se non attuati con apporti eccessivi di fertilizzanti, possono essere considerati utilizzi ecocompatibili.