ORC1
ORCO scheletrico-sabbiosa, fase tipica
L'Orco tipica si colloca prevalentemente nelle piane, in parte ancora inondabili, adiacenti il corso dei torrenti Orco, Malone e Chiusella. Sono suoli che sono frequentemente coperti da boscaglie naturali, governate prevalentemente a ceduo (robinia con rara farnia); molto secondariamente sono presenti pioppicoltura, colture avvicendate e praticoltura permanente. Sono superfici pianeggianti o subpianeggianti che si sono formate su depositi alluvionali, poligenici, prevalentemente ghiaioso grossolani.
La Fase Orco tipica è un Entisuolo acido o subacido, poco profondo, sabbioso-grossolano, con pietrosità da abbondante fino a molto abbondante. La profoondità utile agli apparati radicali è limitata a circa 50 cm dalla abbondante presenza di scheletro anche di dimensioni rilevanti. La permeabilità è alta ed il drenaggio moderatamente elevato. Questa Fase è alquanto diffusa ed estesa; vi convergono suoli posti in situazioni ambientali anche molto differenti tra loro.Il tipo di deposito mostra un grado di alterazione generalmente molto modesto.
Il topsoil ha una tessitura sabbioso-franca o franco-sabbiosa, una reazione tendente all'acido, una quantità di scheletro comune o abbondante; il subsoil ha una tessitura sabbiosa o sabbioso-franca, una reazione subacida, una quantità di scheletro molto abbondante. Il substrato è formato da ghiaie di origine alluvionale.
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Entisuoli di pianura ghiaiosi (skeletal, fragmental, over)
Leptosols
Typic Udifluvent, sandy-skeletal, mixed, nonacid, mesic
Skeletic Fluvisol (Ochric)
Regime Udico
Regime Mesico
TOCA0238
Descrizione del pedon rappresentativo
MONTANARO
0
0
207
Ceduo caducifoglie
Ghiaie (75-20 mm)
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Orizzonte Oa : 2 - 0 cm; limite inferiore chiaro.
Orizzonte A1 : 0 - 12 cm; secco; colore bruno (10YR 4/3); tessitura sabbioso franca; struttura granulare fine di grado incoerente; macropori < 0,1 % con dimensioni medie 1-5 mm; radici 112/dmq, con dimensioni medie di 3 mm , orientamento n.i.; resistenza: debole; cementazione molto debole; non plastico; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte AC : 12 - 25 cm; secco; colore bruno giallastro (10YR 5/4); tessitura franco sabbiosa; scheletro 16 % , di forma arrotondata con diametro medio di 10 mm; macropori < 0,1 % con dimensioni medie 1-5 mm; radici 5/dmq, con dimensioni medie di 10 mm , orientamento n.i.; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte C1 : 25 - 999 cm; secco; colore bruno giallastro (10YR 5/4); tessitura sabbiosa; scheletro 60 % , di forma arrotondata con diametro medio di 25 mm; radici 5/dmq, con dimensioni medie di 10 mm , orientamento n.i.; non calcareo.
L'unico orizzonte diagnostico riconoscibile è un epipedon ocrico.
La sequenza tipica è: A-AC-C. Grande variabilità è stata riscontrata nella quantità di ghiaie presenti che è direttamente in funzione degli eventi alluvionali più recenti e della dinamica fluviale.
Iniziale
2024-11-14
Torrente che nasce dalle montagne del massiccio del Gran Paradiso e confluisce nel Po a nord-est di Torino.
Discreta solo nei primi centimentri, oltre i circa 50 cm di profondità l'abbondanza di ghiaie limita fortemente l'approfondimento degli apparati radicali.
Buona
Abbondanza di ghiaie e sabbie tipica di questi suoli.
Scarsa
Reazione prossima all'acidità e Capacità di Scambio Cationico sempre inferiore ai 10 meq/100g.
70
Assente
Scarsa presenza di limi in confronto all'abbondanza di sabbie.
Moderato rischio di deficit idrico
Scarsa
Rischio di rottura ed eccessivo consumo degli organi lavoranti, che trovano nell'abbondanza di ghiaie un ostacolo rilevante.
Breve
Moderata
Capacità protettiva moderatamente bassa e basso potenziale di adsorbimento
Capacità protettiva bassa e basso potenziale di adsorbimento
Molto bassa
Quarta Classe
s1
La frequenza delle inondazioni su questi suoli porta all'accumulo ed all'asporto di materiali. Ciò non consente, di fatto, alcun tipo di evoluzione pedogenetica del suolo.
Suoli che a causa della frequenza delle inondazioni, per la presenza eccessiva di scheletro e la scarsa fertilità non sono sostanzialmente adatti ad un utilizzo intensivo. Dovrebbero preferibilmente essere lasciati alla colonizzazione della vegetazione naturale. In qualche caso sono aree sulle quali attuare un utilizzo con arboricoltura da legno, se è possibile fornire una irrigazione di soccorso per i primi anni dopo l'impianto.