OLI2
OLIVOLA limoso-fine, fase profonda
Versanti collinari a pendenze anche elevate, tipici di questi ambiti collinari formati da passati movimenti orogenetici verso l’alto che hanno portato alla formazione di rilievi più elevati in quota (250 – 450 m s.l.m.) rispetto alle colline poste più a sud. L’uso del suolo è soprattutto forestale con bosco d'invasione in cui domina la robinia accompagnata da specie come roverella ed orniello; rari vigneti e altre colture agrarie sono intervallati alle formazioni boschive. La profondità alla quale è presente il substrato inalterato è mediamente maggiore (>100cm) rispetto al concetto centrale della serie. Questi suoli sono posti solitamente su versanti collinari non molto pendenti, sui quali l’effetto dei fenomeni erosivi è stato ed è meno evidente. In alcuni casi l’utilizzo è agrario non tanto per la maggiore profondità del suolo ma per le pendenze più accessibili.
Suoli moderatamente profondi con possibilità di approfondimento degli apparati radicali oltre i 100 cm. La disponibilità di ossigeno è buona soprattutto per la presenza di pendenze rilevanti che consentono un rapido smaltimento delle acque. La permeabilità è moderatamente bassa poiché la tessitura è ricca di argilla e limo. La falda molto profonda non influenza in alcun modo il profilo.
Il topsoil ha un colore grigio oliva nei suoli agrari od erosi, più brunastro in quelli posti sotto copertura forestale; la tessitura è franco-limoso-argillosa, la reazione è alcalina e la presenza di carbonato di calcio supera spesso il 20%. Lo scheletro è assente se si escludono alcuni frammenti del substrato litologico. Il subsoil ha colore oliva o grigio oliva, tessitura franco-limoso-argillosa, reazione alcalina e presenza di carbonato di calcio superiore al 25%; scheletro può essere presente in percentuale molto variabile secondo le zone. Il substrato è formato da depositi cementati limosi, presenti anche a non elevata profondità.
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Entisuoli di collina a tessitura fine
Regosols, Fluvisols, Leptosols
Typic Ustorthent, fine-silty, mixed, calcareous, mesic
Calcaric Regosol (Siltic)
Regime Ustico
Regime Mesico
AF510079
Descrizione del pedon rappresentativo
CAMAGNA M.TO
15
180
160
Vigneti
Marne
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Orizzonte Ap : 0 - 40 cm; umido; colore bruno grigiastro scuro (2,5Y 4/2); tipo colore ossidato; tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica subangolare grossolana di grado forte; macropori < 0,1 % con dimensioni medie >5 mm; radici 5/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 3 mm, orientamento verticale; radicabilità 90 % ; resistenza: debole; debolmente adesivo; debolmente plastico; fortemente calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte C1 : 40 - 75 cm; umido; colore bruno grigiastro (2,5Y 5/2); tipo colore ossidato; tessitura franco limoso argillosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica subangolare molto grossolana di grado forte; macropori 0,1-0,4 % con dimensioni medie 1-5 mm; radici 3/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 5 mm, orientamento orizzontale; radicabilità 90 % ; resistenza: moderatamente resistente; moderatamente adesivo; moderatamente plastico; fortemente calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte C2 : 75 - 120 cm; colore bruno olivastro chiaro (2,5Y 5/3); tipo colore ossidato; screziature 5 %, con dimensioni medie di 10 mm, con limite netto, dominanti di colore bruno intenso (7,5YR 4/6); tessitura franco limoso argillosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; macropori < 0,1 % con dimensioni medie <1 mm; radicabilità 90 % ; resistenza: moderatamente resistente; moderatamente adesivo; molto plastico; fortemente calcareo; masse di ferro-manganese 3 %, 1 mm, presenti nella matrice.
L’unico orizzonte diagnostico presente è l’epipedon ocrico.
La tipica sequenza degli orizzonti è A (Ah)-C-Cr.
Buono
2024-11-14
Dall'omonimo comune sito nel Monferrato.
Ottima sia nel topsoil che nel subsoil; la profondità del substrato inalterato è maggiore di 100cm.
Buona
Malgrado sia presente una tessitura abbastanza fine, ricca di argilla e limi, che rallenta la percolazione dell'acqua verticalmente, la pendenza sempre abbastanza accentuata garantisce un pronto smaltimento delle acque di precipitazione.
Buona
Le buone caratteristiche pedologiche, dovute ad una elevata Capacità di Scambio Cationico, ad una completa saturazione del complesso di scambio e ad una discreta disponibilità idrica, sono controbilanciate da una reazione eccessivamente alcalina e da una presenza troppo elevata di carbonato di calcio che può provocare, su alcune specie, clorosi ferrica. La notevole pendenza è comunque il fattore maggiormente limitante al di là di considerazioni strettamente correlate alla fertilità.
250
Disponibilità d'acqua maggiore rispetto alla fase tipica per la profondità utile del suolo più elevata.
Forte
In base alla formula utilizzata il rischio è da considerarsi forte. E' comunque da tenere presente che in un buon numetro di casi questi suoli sono la base per una copertura boschiva che garantendo la presenza di una lettiera riduce fortemente qualsiasi rischio di incrostamento. Inoltre, per quanto riguarda gli utilizzi agrari che sono soprattutto viticoli, l'interferenza creata dalla formazione della crosta è nettamente meno preoccupante che nelle normali colture cerealicole.
Elevato rischio di deficit idrico
Scarsa
La viticoltura è stata abbandonata infatti su tutti i versanti a pendenze maggiori.
Medio
Scarsa
Capacità protettiva moderatamente bassa e alto potenziale di adsorbimento
Capacità protettiva moderatamente alta ed alto potenziale di adsorbimento
Moderata
Sesta Classe
e1
L’erosione è l’unico fenomeno di rilievo da segnalare. L’uso del suolo a bosco limita fortemente questa forma di alterazione. Se l’utilizzo è agrario (vite, nocciolo, arboricoltura da legno) è fondamentale l’inerbimento degli interfilari con sfalcio e la disposizione degli stessi al traverso.
Suoli fondamentalmente adatti solo all’utilizzo boschivo con specie come rovere, cerro, roverella, orniello, oltre alla robinia sempre presente. Dal punto di vista agrario l’utilizzo può essere solo marginale con viticoltura, corilicoltura od arboricoltura da legno. Su questi suoli l’unico utilizzo considerabile ecocompatibile è il bosco.