MSG1
MONTE SAN GIORGIO scheletrico-franca, fase tipica
Rilievi montuosi impostati su litologie riferibili a prasiniti e più in generale alle "pietre verdi", ricche di magnesio e manganese, che conducono alla formazione di suoli evoluti, ricchi di ossidi che danno al suolo colori con evidenti sfumature bruno rossastre e con evidenti accumuli di argilla in profondità. Sono suoli reperibili sul Monte San Giorgio sopra Piossasco (TO), allo sbocco della Valle di Susa sul versante sinistro idrografico (Musinè) e su versanti moderatamente acclivi in Val Casternone e Val Ceronda. L'uso del suolo è forestale, in larga misura con rovere e roverella, anche se sottoposto a frequenti incendi.
Suoli molto poco profondi con una profondità utile ridotta a meno di 40 cm per la presenza di abbondante scheletro e contatto litico entro il mezzo metro. Il drenaggio e la disponibilità di ossigeno sono buoni, la permeabilità moderatamente bassa per la presenza di accumuli di argilla nell'orizzonte più profondi. La falda non è rilevabile essendo in area di versante. Lo squilibrio tra calcio e magnesio deprime la fertilità di questi suoli.
Topsoil di colore bruno o bruno rossastro, tessitura franco-sabbiosa, reazione subacida o acida e assenza di carbonato di calcio; lo scheletro è presente ma in quantità molto variabili, mediamente inferiori al 15%. Subsoil di colore da bruno rossastro o bruno intenso, tessitura franco-argillosa o franca, assenza di carbonato di calcio e presenza abbondante di scheletro (oltre il 35%). Il substrato è costituito dalla frammentazione di rocce prasinitiche e serpentinitiche tra le quali si evidenziano accumuli di argilla rossastra che provengono dall'alto per lisciviazione.
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Alfisuoli di montagna non calcarei
Luvisols, Retisols
Lithic Haplustalf, loamy-skeletal, magnesic, nonacid, mesic
Regime Ustico
Regime Mesico
SANG0058
Descrizione del pedon rappresentativo
Monte San Giorgio
22
200
n.i.
Latifoglie
Pietre Verdi
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Orizzonte AB : 0 - 2 cm; secco; colore bruno (10YR 4/3); tipo colore ossidato; tessitura franca; scheletro 10 % , di forma appiattita con diametro medio di 10 mm e diametro massimo di 55 mm, leggermente alterato; struttura granulare fine di grado debole; radici 20/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 3 mm, orientamento orizzontale; radicabilità 80 % ; resistenza: incoerente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte Bwt : 2 - 20 cm; umido; colore bruno giallastro scuro (10YR 4/4); tipo colore ossidato; tessitura franca; scheletro 10 % , di forma appiattita con diametro medio di 30 mm e diametro massimo di 150 mm, alterato; struttura poliedrica subangolare fine di grado debole; radici 15/dmq, con dimensioni medie di 2 mm e dimensioni massime di 10 mm, orientamento orizzontale; radicabilità 70 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; debolmente adesivo; debolmente plastico; non calcareo; pellicole primarie di argilla 5 %, presenti sulle pareti dei pori; limite inferiore abrupto.
Orizzonte Bt : 20 - 40 cm; umido; colore bruno rossastro (5YR 4/3); tipo colore ossidato; tessitura franco argillosa; scheletro 60 % , di forma appiattita con diametro medio di 100 mm e diametro massimo di 500 mm, alterato; radici 10/dmq, con dimensioni medie di 2 mm e dimensioni massime di 5 mm, orientamento obliquo; radicabilità 10 % ; resistenza: resistente; cementazione molto debole; moderatamente adesivo; debolmente plastico; non calcareo; pellicole primarie di argilla 15 %, presenti sulle facce degli aggregati, pellicole secondarie di argilla 5 %, presenti intorno allo scheletro; limite inferiore chiaro.
Epipedon ocrico e orizzonte argillico sono gli orizzonti diagnostici rilevabili.
La sequenza tipica è Ah-AB-Bt-BCt-R.
Iniziale
2026-02-26
Dal monte che si erge ad ovest di Piossasco (TO).
La profondità alla quale è rilevabile il contatto litico è variabile in funzione dei passati fenomeni erosivi che possono avere "troncato" il profilo.
Impedita entro 50 cm per la presenza di un contatto litico; nel primo mezzo metro l'abbondanza di scheletro riduce comunque la radicabilità.
Buona
La pendenza e l'esiguità della profondità del suolo facilitano uno smaltimento rapido delle acque.
Scarsa
La fertilità chimica è resa scarsa da un forte squilibrio nel complesso di scambio tra Calcio e Magnesio dovuto alla roccia madre costituita da pietre verdi.
80
Molto scarsa per la profondità assai limitata del suolo.
Moderato
Il rischio di incrostamento risulta moderato a causa della tessitura franca
Elevato rischio di deficit idrico
La scarsa disponibilità di acqua nel suolo unità a precipitazioni medie esigue e alla esposizione meridionale sono premesse per un elevato rischio di deficit idrico che si manifesta periodicamente in modo evidente durante l'estate.
Molto scarsa
Sostanzialmente impedita per pendenza, abbondanza di scheletro anche di dimensioni rilevanti e contatto litico prossimo alla superficie.
Breve
Per moderatamente alta permeabilità
Molto scarsa
La pendenza è il principale fattore limitante.
Capacità protettiva moderatamente bassa e alto potenziale di adsorbimento
La tessitura ricca di argilla e il contatto litico prossimo alla superficie condizionano negativamente la capacità protettiva che ha un alto potenziale di adsorbimento per l'elevato tenore in argilla.
Capacità protettiva moderatamente alta ed alto potenziale di adsorbimento
La presenza abbondante di scheletro porta la capacità protettiva da alta a moderatamente alta, mentre un alto potenziale di adsorbimento è garantito dall'elevato tenore in argilla.
Bassa
Comunque non si tratta di suoli sui quali attuare tale pratica.
Sesta Classe
Suoli di transizione alla classe settima che hanno numerose limitazioni. Oltre la pendenza che è il fattore maggiormente limitante, sono anche caratterizzati da profondità utile inferiore mediamente a 40 cm , elevato rischio di erosione e fertilità scarsa.
e1
L'erosione superficiale, innescata anche da ripetuti eventi di incendio, è la minaccia maggiore che incombe su questo suolo. Nelle aree dove passati fenomeni erosivi hanno asportato completamente il suolo portando a giorno la roccia siamo in presenza di un fenomeno di degrado che solo in tempi millenari può essere ripristinato.
Suolo prettamente forestale per l'elevata pendenza e scarsa profondità. Ad oggi il bosco di rovere e roverella è in espansione ed è da conservare con attenzione proteggendolo dagli incendi che su queste superfici si ripetono con estrema frequenza. In aggiunta alle difficoltà di natura morfologica (pendenza e conseguente rischio erosivo) è da sottolineare la fertilità ridotta da uno squilibrio determinato da un pessimo rapporto tra calcio e magnesio.