Sistema Informativo Pedologico - consultazione
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Fasi di Suolo
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Fase ELV3
Fase ELV3
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Codice Fase
ELV3
Nome Fase
ELVO scheletrico-franca, fase antraquica
Distribuzione geografica e pedoambiente
La fase antraquica della serie ELVO scheletrico-franca è diffusa sui terrazzi recenti e molto recenti dei torrenti Terdoppio e Agogna, all'altezza dei centri di Sologno, Morghengo e Caltignaga, laddove l'uso agrario prevalente è la risicoltura, anche se si trova al suo limite climatico settentrionale e le caratteristiche del suolo non sono le più adatte a questo tipo di coltura. Si tratta della zona di pianura posta subito a ridosso dei terrazzi antichi e dei primi rilievi montuosi, dove il riso può anche in certe annate molto fredde fornire raccolti poco soddisfacenti, ma dove comunque l'indotto economico della coltura garantisce in media redditi alti.
Proprietà del suolo
Le caratteristiche pedologiche più significative sono legate alle tessiture grossolane ricche di ghiaie, che riducono la capacità idrica al di sotto dei 50 mm e la lavorabilità, nonchè la quantità di terra fine. Inoltre la fertilità è bassa si a per i valori insufficienti di sostanza organica, sia per la capacità di scambio cationico inferiore a 10 meq/100g che significa valori bassi di nutritivi disponibili per le colture. Infine, soltanto grazie alle tecniche di costipazione artificiale del suolo mediante particolari organi di lavorazione è possibile compattare l'orizzonte superficiale in modo da rallentare la velocità di infiltrazione e riducendo pertanto consumi idrici e rischio di inquinamento della prima falda.
Profilo
Si tratta di un tipico profilo ridotto a pochi centimetri di orizzonti lavorabili che poggiano direttamente sul substrato ghiaioso posto poco oltre i 50 cm di profondità. Non vi è traccia di pedogenesi, anche perchè la sistemazione in camere di risaie ha cancellato qualsiasi traccia di possibili deboli segni di alterazione. Si riconosce pertanto una sequenza Ap1-Ap2-C, dove il primo orizzonte a tessitura franco-sabbiosa, di circa 20 cm, è quello lavorato, il secondo è la cosiddetta soletta di lavorazione, sempre franco-sabbiosa, che nel caso dell'epipedon antraquico può raggiungere spessori rilevanti, fino a 20 cm, proprio allo scopo di ridurre il più possibile l'infiltrazione idrica. Il substrato ghiaioso nel suo primo livello (C1) ha ancora una certa percentuale di terra fine (40%), in gran prevalenza costituita da sabbia grossolana. I colori variano dal grigio oliva al bruno grigiastro con screziature bruno giallastre nel topsoil, mentre il subsoil è bruno oliva chiaro.
Legenda USDA
Entisuoli di pianura ghiaiosi (skeletal, fragmental, over)
Legenda WRB
Leptosols
Tassonomia USDA
Typic Udifluvent, loamy-skeletal, mixed, nonacid, mesic
Tassonomia WRB
Skeletic Fluvisol (Loamic)
Regime di umidità
Regime Aquico
Regime di temperatura
Regime Mesico
Pedon rappresentativo
NOVA0066
Descrizione del pedon rappresentativo
Pedon
NOVA0066
Localizzazione:
AGRIFAN-CULTIGNAGA-TO
Pendenza (°)
1
Esposizione (°)
180
Quota
n.i.
Capacità d'uso non irrigua
Risaia
Litologia
Sabbie (2-0.05 mm)
Il suolo è stato descritto allo stato umido
Orizzonti
Orizzonte Ap1 : 0 - 10 cm; umido; colore grigio olivastro (5Y 5/2); tipo colore variegato; screziature 8 %, con dimensioni medie di 2 mm, con limite netto, dominanti di colore bruno giallastro (10YR 5/8); tessitura franco sabbiosa; scheletro 5 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 20 mm e diametro massimo di 40 mm, leggermente alterato; radici 10/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 2 mm, orientamento orizzontale; radicabilità 80 % ; resistenza: debole; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte Ap2 : 10 - 30 cm; umido; colore bruno grigiastro (2,5Y 5/2); colore subordinato olivastro (5Y 5/3); tipo colore variegato; screziature 8 %, con dimensioni medie di 2 mm, con limite chiaro, dominanti di colore bruno giallastro (10YR 5/8); tessitura franco sabbiosa; scheletro 26 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 30 mm e diametro massimo di 60 mm, leggermente alterato; radici 10/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 1 mm, orientamento orizzontale; radicabilità 60 % ; resistenza: debole; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte C : 30 - 50 cm; umido; colore bruno olivastro chiaro (2,5Y 5/4); tipo colore variegato; tessitura sabbioso franca; scheletro 60 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 40 mm e diametro massimo di 70 mm, leggermente alterato; radicabilità 30 % ; resistenza: incoerente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore non raggiuto.
Orizzonti diagnostici riconosciuti
Non si rileva presenza di orizzonti diagnostici
Sequenza e variabilità degli orizzonti genetici
Ap1-Ap2-C1
Grado di fiducia
Iniziale
Data aggiornamento
2024-11-14
Origine e nome della fase
Dal nome del torrente omonimo
Note
Radicabilità
Ridotta a causa della ghiaie già in superficie
Disponibilità di ossigeno
Moderata
Disponibilità ossigeno: descrizione
Ridotta a causa dell'irrigazione per sommersione
Fertilità ed equilibrio nutrizionale
Scarsa
Descrizione fertilità
Bassi valori di sostanza organica e capacità di scambio cationico, rezione da acida a subacida
Capacità in acqua disponibile (AWC) mm
40
Descrizione AWC
Valori insufficienti per coltivazioni irrigue non in sommersione, come il mais che richiederebbe elevatissimi volumi di adacquamento.
Rischio di incrostamento superficiale
Assente
Descr. Rischio incrostamento superf.
Rischio di deficit idrico
Assente
Descrizione rischio deficit idrico
Lavorabilità
Buona
Descrizione Lavorabilità
Tempo di attesa
Breve
Descrizione Tempo di attesa
Percorribilità
Moderata
Descrizione Percorribilità
Capacità protettiva nei confronti delle acque di superficie
Capacità protettiva alta e basso potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva superificiale
Se si considera il suolo in asciutta e non costipato, la sua naturale permeabilità è elevata e pertanto il rischio di ruscellamento è quasi nullo
Capacità protettiva nei confronti delle acque profonde
Capacità protettiva bassa e basso potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva profonda
Viceversa per la falda il rischio che vi sia comunicazione fra saturo in superficie ed in profondità è elevatissimo, proprio per la grossolanità del substrato
Attitudine allo spandimento dei liquami
Molto bassa
Descrizione Attitudine spandimento liquami
Alto rischio di contaminazione delle acque, nessuna possibilità di trattamento sicuro con reflui zootecnici
Capacità d'uso irrigua
Quarta Classe
Descrizione Capacità d'uso
Fattore limitante fondamentale la profondità utile alla radici con conseguente bassissima capacità idrica. Anche la fertilità scarsa è da prendere in considerazione come fattore limitante.
Capacità d'uso: sottoclasse
s1
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Rischio di impoverimento del suolo, già poco dotato in partenza e di inquinamento delle falde acquifere.
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
La bassa capacità protettiva sconsiglia utilizzi intensivi di questa fase, che ha bisogno di cicli colturali a rotazione con tecniche a basso impatto.
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