Sistema Informativo Pedologico - consultazione
Toggle navigation
Suoli 50.000
Unità cartografiche
Fasi di Suolo
Suoli 250.000
Unità cartografiche
Sottogruppi
Utilità
Codici Legenda
Legenda 250.000
Altri Codici
Suoli 50.000
Fasi di Suolo
Unità cartografiche
Fase CRS2
Fase CRS2
Torna alla lista
Gestisci dettaglio
Gestisci dettaglio "Orizzonti della fase"
Gestisci dettaglio "Analisi"
Gestisci dettaglio "Relazione con altre Fasi di suolo piemontesi"
Codice Fase
CRS2
Nome Fase
CARISIO limoso-fine, fase anthraquica
Distribuzione geografica e pedoambiente
Questo suolo si trova su un terrazzo antico uniforme che si eleva in quota di 15-20 m rispetto al livello della pianura principale. Questa superficie di antica origine alluvionale è stata risparmiata dai processi erosivi operati dal passaggio dei corsi d'acqua e ha conservato la quota originaria dell' antica pianura. I depositi sono limi e argille non calcarei che hanno subito nel tempo un'intensa evoluzione pedogenetica. L'uso del suolo è per la maggior parte costituito da prati, soia e, secondariamente da appezzamenti posti in set-aside.
Proprietà del suolo
Questi suoli sono molto antichi e mostrano un elevato grado di evoluzione pedogenetica con evidente eluviazione dell'argilla dagli orizzonti superficiali e sua traslocazione in quelli più profondi. Sono suoli profondi con una profondità utile limitata però a circa 50 cm dalla presenza di condizioni di idromorfia che si vengono a creare per il istagno idrico superficiale dovuto alla coltura per sommersione del riso. Nel subsoil è prtesente un accumulo di concrezioni di Ferro-Manganese che formano un orizzonte estremamente resistente il quale limita fortemente l'ulteriore approfondimento degli apparati radicali. La disponibilità di ossigeno è imperfetta e la permeabilità bassa; il drenaggio è mediocre. La falda è profonda e non ha una influenza diretta sul profilo del suolo.
Profilo
l topsoil si presenta di colore da bruno olivastro a bruno giallastro chiaro con screziature di colore giallo brunastro e grigie, tessitura franca o franco limosa, assenza di scheletro, reazione acida ed assenza di carbonato di calcio. Il subsoil presenta colore dominante da bruno olivastro chiaro a bruno giallastro con screziature in percentuale variabile dal 20 al 50 % di colore sia grigio che bruno, tessitura da franco limosa a franca, scheletro assente, reazione subacida ed assenza di carbonato di calcio. Esso mostra le caratteristiche del fragipan. Le screziature appena descritte testimoniano l'alternanza dei processi di ossido riduzione nel profilo; essi si verificano per il ristagno idrico che si viene stagionalmente a creare in questi suoli a causa della loro bassa permeabilità. Negli orizzonti profondi sono inoltre presenti abbondanti concrezioni di Ferro-Manganese.
Legenda USDA
Alfisuoli dei terrazzi antichi non idromorfi
Legenda WRB
Retisols, Lixisols, Acrisols
Tassonomia USDA
Oxyaquic Fragiudalf, fine-silty, mixed, nonacid, mesic
Tassonomia WRB
Fragic Gleyic Luvisol (Siltic)
Regime di umidità
Regime Udico
Regime di temperatura
Regime Mesico
Pedon rappresentativo
VERC0093
Descrizione del pedon rappresentativo
Pedon
VERC0093
Localizzazione:
BRIANCO (SALUSSOLA)
Pendenza (°)
1
Esposizione (°)
n.i.
Quota
237
Capacità d'uso non irrigua
Soja
Litologia
Argille (< 0.002 mm)
Il suolo è stato descritto allo stato umido
Orizzonti
Orizzonte Ap : 0 - 40 cm; colore bruno (10YR 5/3); tessitura franca; scheletro 0 % , di forma n.i.; non calcareo.
Orizzonte Btg : 40 - 80 cm; colore bruno giallastro scuro (10YR 4/4); colore delle facce bruno giallastro scuro (10YR 3/4); screziature 15 %, con dimensioni medie di 4 mm, con limite chiaro, dominanti di colore giallo brunastro (10YR 6/8), secondarie di colore bruno giallastro (10YR 5/8); tessitura franco limoso argillosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica angolare media di grado moderato; non calcareo; concrezioni di ferro-manganese 5 %, 2 mm, presenti n.i.; pellicole primarie di argilla 10 %, presenti n.i.
Orizzonte Bx : 80 - 100 cm; colore bruno olivastro chiaro (2,5Y 5/4); colore delle facce bruno giallastro (10YR 5/6); screziature 20 %, con dimensioni medie di 6 mm, con limite chiaro, dominanti di colore bruno giallastro (10YR 5/6), secondarie di colore giallo brunastro (10YR 6/8); tessitura franco limoso argillosa; scheletro 40 % , di forma n.i. con diametro medio di 30 mm e diametro massimo di 50 mm, fortemente alterato; non calcareo; concrezioni di ferro-manganese 5 %, 4 mm, presenti n.i.; pellicole primarie di argilla 5 %, presenti n.i.
Orizzonte C : 100 - 140 cm; colore bruno olivastro chiaro (2,5Y 5/6); colore subordinato bruno grigiastro (2,5Y 5/2); tessitura franco sabbioso argillosa; scheletro 70 % , di forma n.i. con diametro medio di 100 mm e diametro massimo di 150 mm, fortemente alterato; non calcareo; concrezioni di ferro-manganese 10 %, 8 mm, presenti n.i.
Orizzonti diagnostici riconosciuti
Orizzonte ochrico, orizzonte albico ed orizzonte argillico.
Sequenza e variabilità degli orizzonti genetici
La tipica sequenza degli orizzonti è: Ap-E- Btx-Bts. L'orizzonte superficiale mostra evidenti segni di idromorfia. La profondità dell'orizzonte con abbondanza di concentrazioni di Ferro Manganese può variare e così pure la percentuale di volume delle concrezioni che in alcuni casi raggiunge anche il 60%.
Grado di fiducia
Buono
Data aggiornamento
2024-11-14
Origine e nome della fase
Dall'omonimo centro abitato posto al confine tra le provincie di Biella (BI) e Vercelli (VC).
Note
Radicabilità
Limitata fin dall'orizzonte più superficiale dalle condizioni di idromorfia che sono riconducibili alla modalità di irrigazione per sommersione del riso.
Disponibilità di ossigeno
Imperfetta
Disponibilità ossigeno: descrizione
Fertilità ed equilibrio nutrizionale
Moderata
Descrizione fertilità
Reazione da acida a subacida e CSC compresa tra i 10 ed i 20 meq/100 g.
Capacità in acqua disponibile (AWC) mm
300
Descrizione AWC
Molto alta per la presenza di abbondanti limi e argilla.
Rischio di incrostamento superficiale
Forte
Descr. Rischio incrostamento superf.
Elevata percentuale di limo grosso e fine nel topsoil.
Rischio di deficit idrico
Assente
Descrizione rischio deficit idrico
Lavorabilità
Moderata
Descrizione Lavorabilità
Tempo di attesa
Lungo
Descrizione Tempo di attesa
Bassa permeabilità del suolo.
Percorribilità
Scarsa
Descrizione Percorribilità
Tessiture limose. Inoltre da quando le camere delle risaie vengono allagate fino al loro svuotamento queste superfici possono essere percorse soltanto con trattori dotati di ruote dentate poichè altrimenti la perdita di trazione non ne permetterebbe il movimento.
Capacità protettiva nei confronti delle acque di superficie
Capacità protettiva moderatamente bassa e basso potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva superificiale
Capacità protettiva nei confronti delle acque profonde
Capacità protettiva alta e basso potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva profonda
Attitudine allo spandimento dei liquami
Moderata
Descrizione Attitudine spandimento liquami
Capacità d'uso irrigua
Terza Classe
Descrizione Capacità d'uso
Capacità d'uso: sottoclasse
w1
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Acidificazione superficiale dovuta alla sommersione permenente durante tutta le stagionre vegetativa. La coltura del riso produce inoltre notevole perdita di ferilità. Le lavorazioni meccaniche effettuate sugli orizzonti superficiali al fine di ridurre la permeabilità del suolo producono inoltre rimescolamento e compattazione degli stessi.
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Suoli naturalmente vocati ad essere coltivati a riso per la loro bassa permeabilità che permette consumi di acqua sostenibili per l'adozione della necessaria irrigazione per sommersione. Necessitano però di una certa rotazione per ripristinare la fertilità con coltivazioni alternative, meglio se di leguminose (soia) o con il set-aside. I suoli della fase tipica, infatti, costituiscono, rispetto a questi della fase anthraquica, quelli temporaneamente adibiti a coltivazioni alternative al riso oppure a set-aside. L'arboricoltura da legno potrebbe avere ottime prospettive soprattutto per specie a lento accrescimento quali la farnie che si avvantaggiano su queste superfici delle caratteristiche dei loro apparati radicali che si mantengono piuttosto superficiali. Esse infatti un tempo ricoprivano completamente queste superfici e rimangono ora presenti solo in isolari filari di notevole effetto paesaggistico.
Torna alla lista
Gestisci dettaglio
Gestisci dettaglio "Orizzonti della fase"
Gestisci dettaglio "Analisi"
Gestisci dettaglio "Relazione con altre Fasi di suolo piemontesi"
×
Modifica la tua password
Modifica password per l'utente '
'
Password attuale
Nuova password
Conferma password
La passwords non corrisponde. Riprova.