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Fasi di Suolo
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Fase CLB3
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Codice Fase
CLB3
Nome Fase
COLOMBERO scheletrico-sabbiosa, fase profonda
Distribuzione geografica e pedoambiente
Suolo diffuso nella pianura cuneese centrale, su superfici terrazzate costruite in gran parte dallo Stura. Tali superfici sono caratterizzate da una notevole abbondanza d'acqua irrigua. Areale di pianura alluvionale, subpianeggiante con pendenze comprese tra 1 e 5%. Il substrato è costituito da depositi ghiaiosi di probabile pertinenza Stura, riconducibili al Fluvioglaciale e Fluviale Wurmiano e Post-wurmiano. L'ambiente umido tipico della praticoltura permanente assai diffusa nel passato, è quasi scomparso ed il prato ha lasciato il posto alla coltivazione del mais, spesso in rotazione quadriennale. Il mais è dunque ora la coltura prevalente, seguono frumento, prato e fagiolo in pieno campo. Irrigazione per scorrimento con necessità di frequenti turni di adacquamento. Questo suolo è stato riconosciuto nelle seguenti unità cartografiche: U0536.
Proprietà del suolo
suoli poco profondi per la presenza di un livello di ghiaie a circa 60 - 70 cm di profondità, con permeabilità moderatamente elevata e drenaggio rapido. La prima falda si trova tra i 6 e gli 8 metri di profondità e non influenza in alcun modo il profilo pedologico. Ghiaie assenti in superficie.
Profilo
Suolo con limitazioni evidenti per la ghiaiosità che riduce significativamente il volume di terra fine a disposizione degli apparati radicali e permette una velocità di infiltrazione rapida per la tessitura prevalentemente grossolana. Il topsoil è franco-sabbioso, il subsoil è sabbioso-franco, gli orizzonti C sono sabbiosi. La struttura è poco sviluppata, granulare nell'orizzonte superficiale, poliedrica subangolare nel Bt se presente. Il colore del suolo è bruno (7.5YR o 10YR); la reazione è neutra.
Legenda USDA
Alfisuoli di pianura ghiaiosi (skeletal, fragmental, over)
Legenda WRB
Luvisols
Tassonomia USDA
Inceptic Haplustalf, sandy-skeletal, mixed, nonacid, mesic
Tassonomia WRB
Skeletic Luvisol (Neocambic)
Regime di umidità
n.i.
Regime di temperatura
n.i.
Pedon rappresentativo
LIQU0003
Descrizione del pedon rappresentativo
Pedon
LIQU0003
Localizzazione:
C.NA S. MARGHERITA (MADDALENA)
Pendenza (°)
0
Esposizione (°)
0
Quota
n.i.
Capacità d'uso non irrigua
Mais, sorgo
Litologia
Sabbie (2-0.05 mm)
Il suolo è stato descritto allo stato umido
Orizzonti
Orizzonte Ap : 0 - 40 cm; umido; colore bruno (10YR 4/3); tessitura franca; scheletro 30 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 40 mm e diametro massimo di 70 mm; struttura granulare media di grado debole; debolmente adesivo; debolmente plastico; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte AB : 40 - 60 cm; umido; colore bruno (7,5YR 4/4); tessitura franca; scheletro 30 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 40 mm e diametro massimo di 70 mm; struttura poliedrica subangolare media di grado debole; debolmente adesivo; debolmente plastico; non calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte BC : 60 - 80 cm; umido; colore bruno intenso (7,5YR 4/6); tessitura franca; scheletro 45 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 50 mm e diametro massimo di 70 mm; struttura poliedrica subangolare grossolana di grado moderato; debolmente adesivo; debolmente plastico; non calcareo; limite inferiore abrupto.
Orizzonte C : 80 - 90 cm; umido; colore bruno giallastro (10YR 5/6); colore subordinato bruno giallastro (10YR 5/8); tessitura sabbioso franca; scheletro 70 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 50 mm e diametro massimo di 70 mm; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore non raggiuto.
Orizzonti diagnostici riconosciuti
Epipedon ochrico, orizzonte argillico poco espresso- le pellicole di argilla sono spesso solo visibili sulla superficie delle pietre.
Sequenza e variabilità degli orizzonti genetici
La sequenza tipica è Ap-Bt-C1-C2.
Grado di fiducia
Iniziale
Data aggiornamento
2024-11-14
Origine e nome della fase
Cascina posta nella pianura cuneese, a sud della frazione Maddalene del comune di Fossano (CN).
Note
Radicabilità
Discreta nei primi decimetri, si riduce gradatamente in profondità per l'abbondanza di scheletro.
Disponibilità di ossigeno
Buona
Disponibilità ossigeno: descrizione
Fertilità ed equilibrio nutrizionale
Moderata
Descrizione fertilità
Capacità in acqua disponibile (AWC) mm
110
Descrizione AWC
Rischio di incrostamento superficiale
Assente
Descr. Rischio incrostamento superf.
Rischio di deficit idrico
Elevato rischio di deficit idrico
Descrizione rischio deficit idrico
Lavorabilità
Buona
Descrizione Lavorabilità
Tempo di attesa
Breve
Descrizione Tempo di attesa
Percorribilità
Buona
Descrizione Percorribilità
Capacità protettiva nei confronti delle acque di superficie
Capacità protettiva alta e basso potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva superificiale
Capacità protettiva nei confronti delle acque profonde
Capacità protettiva moderatamente bassa e basso potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva profonda
Attitudine allo spandimento dei liquami
Bassa
Descrizione Attitudine spandimento liquami
Capacità d'uso irrigua
Seconda Classe
Descrizione Capacità d'uso
Capacità d'uso: sottoclasse
s1
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
La tendenza all’acidificazione del profilo appare molto modesta, ma lo sfruttamento intensivo del suolo e le pratiche irrigue possono accentuare il fenomeno finora poco evidente della lisciviazione delle basi, in particolare del calcio. La struttura del suolo poco sviluppata per la prevalenza delle frazioni sabbiose può peggiorare per il progressivo impoverimento in sostanza organica. La perdita del suolo in sostanza organica porta ad un decadimento dell’attività biologica, potenzialmente condizionata dall’accumulo di metalli pesanti Zn e Cu apportati con le liquamazioni.
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Suoli a discreta attitudine per tutte le colture agrarie purchè siano presenti adeguate irrigazioni, la cerealicoltura autunno – vernina pare essere maggiormente adatta se non altro per la minore necessità di irrigazioni. Sono suoli buoni per l’arboricoltura se nei primi anni si può intervenire con irrigazioni di soccorso. Le fertilizzazioni devono dosarsi accuratamente, in quanto il suolo tende ad essere dilavato per le ripetute irrigazioni, perdendo i nutritivi a causa della bassa capacità di scambio e rilasciando eventuali inquinanti nel substrato ghiaioso.
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