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Suoli 50.000
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Fasi di Suolo
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Fasi di Suolo
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Fase CLB1
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Codice Fase
CLB1
Nome Fase
COLOMBERO scheletrico-sabbiosa, fase tipica
Distribuzione geografica e pedoambiente
Suolo diffuso nella pianura cuneese centrale, su superfici terrazzate costruite in gran parte dallo Stura. Tali superfici sono caratterizzate da una notevole abbondanza d'acqua irrigua. Areale di pianura alluvionale, subpianeggiante con pendenze comprese tra 1 e 5%. Il substrato è costituito da depositi ghiaiosi di probabile pertinenza Stura, riconducibili al Fluvioglaciale e Fluviale Wurmiano e Post-wurmiano. Il substrato ghiaioso è direttamente osservabile in uno scavo pedologico sotto alla soletta di aratura. Si riscontra di frequente la presenza di ghiaie superficiali. L'ambiente umido tipico della praticoltura permanente assai diffusa nel passato, è quasi scomparso ed il prato ha lasciato il posto alla coltivazione del mais, spesso in rotazione quadriennale. Il mais è dunque ora la coltura prevalente, seguono frumento e prato. Nelle aree più marginali e meno produttive, dove la ghiaiosità superficiale limita la lavorabilità ed il franco di coltivazione, è diffusa la coltura del fagiolo. Irrigazione per scorrimento con necessità di frequenti turni di adacquamento. Questo suolo è stato riconosciuto nelle seguenti unità cartografiche: U0496, U0536, U0556.
Proprietà del suolo
suoli poco profondi per la presenza di un livello di ghiaie a circa 40 - 50 cm, con permeabilità moderatamente elevata e drenaggio rapido. La prima falda si trova tra i 6 e gli 8 metri di profondità e non influenza in alcun modo il profilo pedologico. Ghiaie in superficie sono presenti ma non abbondanti.
Profilo
Suolo con limitazioni evidenti per la ghiaiosità che riduce significativamente il volume di terra fine a disposizione degli apparati radicali e permette una velocità di infiltrazione rapida per la tessitura prevalentemente grossolana. Il topsoil è franco-sabbioso, il subsoil è sabbioso-franco, gli orizzonti C sono sabbiosi. La struttura è poco sviluppata, granulare nell'orizzonte superficiale, poliedrica subangolare nel Bt se presente. Il colore del suolo è bruno (7.5YR o 10YR); la reazione è neutra.
Legenda USDA
Alfisuoli di pianura ghiaiosi (skeletal, fragmental, over)
Legenda WRB
Luvisols
Tassonomia USDA
Inceptic Haplustalf, sandy-skeletal, mixed, nonacid, mesic
Tassonomia WRB
Skeletic Luvisol (Neocambic)
Regime di umidità
Regime Ustico
Regime di temperatura
Regime Mesico
Pedon rappresentativo
LIQU0043
Descrizione del pedon rappresentativo
Pedon
LIQU0043
Localizzazione:
C. COLOMBARO
Pendenza (°)
0
Esposizione (°)
0
Quota
n.i.
Capacità d'uso non irrigua
n.i.
Litologia
n.i.
Il suolo è stato descritto allo stato umido
Orizzonti
Orizzonte Ap : 0 - 30 cm; umido; colore bruno (7,5YR 4/3); tessitura franco sabbiosa; scheletro 20 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 25 mm e diametro massimo di 35 mm; struttura poliedrica subangolare fine di grado moderato; radici 5/dmq, con dimensioni medie di 5 mm e dimensioni massime di 1 mm, orientamento nessuno; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte Bt : 30 - 60 cm; umido; colore bruno intenso (7,5YR 4/6); colore delle facce bruno scuro (10YR 3/3); tessitura franca; scheletro 35 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 50 mm e diametro massimo di 100 mm; struttura poliedrica subangolare fine di grado moderato; radici 20/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 1 mm, orientamento nessuno; debolmente adesivo; debolmente plastico; non calcareo; pellicole primarie di argilla 10 %, presenti n.i.; limite inferiore chiaro.
Orizzonte C1 : 60 - 90 cm; umido; colore bruno intenso (7,5YR 4/6); tessitura sabbioso franca; scheletro 50 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 100 mm e diametro massimo di 200 mm; radici 10/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 1 mm, orientamento nessuno; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte C2 : 90 - 100 cm; colore bruno giallastro (10YR 5/6); scheletro 70 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 200 mm e diametro massimo di 300 mm; non calcareo; limite inferiore non raggiuto.
Orizzonti diagnostici riconosciuti
Epipedon ochrico, orizzonte argillico poco espresso- le pellicole di argilla sono spesso solo visibili sulla superficie delle pietre.
Sequenza e variabilità degli orizzonti genetici
La sequenza tipica è Ap-Bt-C1-C2. La ghiaia varia nell'orizzonte Ap dal 5 al 35%, negli orizzonti C dal 35 a >60%; se l'orizzonte Bt è presente, lo scheletro al suo interno può variare dal 15 al 30%. La presenza dell'orizzonte argillico (Bt) è intermittente.
Grado di fiducia
Buono
Data aggiornamento
2024-11-14
Origine e nome della fase
Cascina posta nella pianura cuneese, a sud della frazione Maddalene del comune di Fossano (CN).
Note
Radicabilità
Si riduce progressivamente, anche al di sotto del 30% subito sotto l'Ap.
Disponibilità di ossigeno
Buona
Disponibilità ossigeno: descrizione
Fertilità ed equilibrio nutrizionale
Moderata
Descrizione fertilità
Sostanza organica e potassio scambiabile sono insufficienti.
Capacità in acqua disponibile (AWC) mm
90
Descrizione AWC
Rischio di incrostamento superficiale
Assente
Descr. Rischio incrostamento superf.
Rischio di deficit idrico
Elevato rischio di deficit idrico
Descrizione rischio deficit idrico
Lavorabilità
Moderata
Descrizione Lavorabilità
Possibilità di interferenza degli organi di lavorazione con lenti di ghiaia superficiali.
Tempo di attesa
Breve
Descrizione Tempo di attesa
Percorribilità
Moderata
Descrizione Percorribilità
Capacità protettiva nei confronti delle acque di superficie
Capacità protettiva alta e basso potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva superificiale
Capacità protettiva nei confronti delle acque profonde
Capacità protettiva bassa e basso potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva profonda
Attitudine allo spandimento dei liquami
Molto bassa
Descrizione Attitudine spandimento liquami
Capacità d'uso irrigua
Terza Classe
Descrizione Capacità d'uso
Capacità d'uso: sottoclasse
s1
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
La tendenza all'acidificazione del profilo appare molto modesta, ma lo sfruttamento intensivo del suolo e le pratiche irrigue possono accentuare il fenomeno finora poco evidente della lisciviazione delle basi, in particolare del calcio. La struttura del suolo poco sviluppata per la prevalenza delle frazioni sabbiose può peggiorare per il progressivo impoverimento in sostanza organica. La perdita del suolo in sostanza organica porta ad un decadimento dell'attività biologica, potenzialmente condizionata dall'accumulo di metalli pesanti Zn e Cu apportati con le liquamazioni.
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Suoli a limitata attitudine per tutte le colture agrarie a causa dell'eccessiva presenza di ghiaia. Sono tuttavia da considerarsi discreti per l'arboricoltura se nei primi anni si può intervenire con irrigazioni di soccorso. Le fertilizzazioni devono dosarsi accuratamente, in quanto il suolo tende ad essere dilavato per le ripetute irrigazioni, perdendo i nutritivi a causa della bassa capacità di scambio e rilasciando eventuali inquinanti nel substrato ghiaioso.
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