CDP1
CASTELLO DEL POGGIO franco-fine
Aree di versante o di crinale caratterizzate da pendenze abbastanza esigue (15 – 20%). I substrati di origine sono formati dalla mescolanza, dovuta alle lavorazioni profonde, tra i depositi fini sottostanti riferibili al Terziario Piemontese (marne e argille) ed un suolo più vecchio posto al di sopra, caratterizzato da colori bruni o bruno rossastri. L’uso del suolo è per la maggior parte agrario, con presenza di vigneto (in regresso nel Monferrato) e di noccioleto (nelle Langhe) nelle parti a maggiori pendenze e cerealicoltura in asciutta nelle aree pseudopianeggianti.
Suoli con un'elevata profondità utile alle radici, con limitazioni dovute esclusivamente al drenaggio non perfetto. La permeabilità è bassa o moderatamente bassa, la falda è molto profonda e non ha alcun'influenza sul profilo.
Il topsoil ed il subsoil hanno, nella maggior parte dei casi, caratteristiche molto simili poiché le lavorazioni profonde che si compiono all’impianto dei vigneti, un tempo molto estesi su questi suoli, hanno provocato un rimescolamento degli orizzonti. Il colore è bruno giallastro scuro, a volte con riflessi più giallo oliva se maggiore è la componente derivante dal substrato Terziario. La reazione è neutra o subalcalina e la presenza di carbonato di calcio è molto variabile secondo l'origine di questi suoli: è variabile da pochi punti percentuali ad oltre il 20%, in alcuni casi inoltre si possono trovare orizzonti completamente decarbonatati. La tessitura è variabile da franca a franco-argillosa, al limite con la franco-limoso-argillosa e l’argillosa. In alcuni casi è evidente all’interno del profilo la sovrapposizione tra questi depositi rimescolati ed il substrato Terziario, che ha evidentemente caratteristiche del tutto differenti.
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Entisuoli di collina a tessitura fine
Regosols, Fluvisols, Leptosols
Typic Ustorthent, fine-loamy, mixed, calcareous, mesic
Calcaric Regosol (Loamic)
Regime Ustico
Regime Mesico
PIEM0377
Descrizione del pedon rappresentativo
CASC. CORNAREA CANALE (CN)
10
100
260
Vigneti
Sabbie calcaree
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Orizzonte A : 0 - 30 cm; umido; colore bruno olivastro chiaro (2,5Y 5/4); tipo colore ossidato; tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica subangolare media di grado moderato; macropori > 0,4 % con dimensioni medie 1-5 mm; radici 15/dmq, con dimensioni medie di 2 mm e dimensioni massime di 4 mm, orientamento nessuno; radicabilità 90 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione debole; non adesivo; debolmente plastico; calcareo; limite inferiore graduale.
Orizzonte AC : 30 - 90 cm; umido; colore bruno giallastro chiaro (2,5Y 6/4); tipo colore ossidato; screziature 10 %, con dimensioni medie di 8 mm, con limite chiaro, dominanti di colore grigio chiaro (5Y 7/1), secondarie di colore giallo olivastro (2,5Y 6/8); tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; macropori < 0,1 % con dimensioni medie >5 mm; radici 6/dmq, con dimensioni medie di 2 mm e dimensioni massime di 5 mm, orientamento verticale; radicabilità 90 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; non adesivo; debolmente plastico; calcareo; masse di ferro-manganese 1 %, 1 mm, presenti nella matrice; limite inferiore chiaro.
Orizzonte Btb : 90 - 140 cm; umido; colore bruno giallastro (10YR 5/4); colore delle facce bruno (7,5YR 5/4); tipo colore ossidato; tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica angolare grossolana di grado moderato; macropori > 0,4 % con dimensioni medie <1 mm; radici 5/dmq, con dimensioni medie di 2 mm e dimensioni massime di 5 mm, orientamento verticale; radicabilità 80 % ; resistenza: resistente; cementazione molto debole; non adesivo; debolmente plastico; calcareo; pellicole primarie : ponti di argilla (tra i granuli di sabbia) 0 %, presenti n.i.; limite inferiore non raggiuto.
E’ ben riconoscibile l’epipedon ochrico che si sovrappone ad un orizzonte dove sono evidenti frammenti di orizzonti argillici e cambici ormai, completamente rimescolati con il substrato sottostante.
La sequenza tipica è Ap-BC-C.
Iniziale
2025-06-25
Dalla Azienda agricola Castello del Poggio site nel comune di Portcomaro (AT).
Suoli classificati in precedenza Haplic Ustarent. La recente classificazione USDA non prevede questo tipo di suolo che è caratterizzato da un rimescolamento di antichi Alfisuoli quasi irriconoscibili se non per qualche porzione rossastra più argillosa.
Ottima all’interno di tutto il profilo.
Buona
Malgrado le tessiture siano in alcuni casi abbastanza fini la pendenza, anche se lieve, consente un veloce smaltimento delle acque di precipitazione.
Buona
Complessivamente questi suoli possono essere considerati discreti poiché hanno una tessitura abbastanza equilibrata che non limita le lavorazioni e contemporaneamente consente la formazione di una buona riserva idrica. Rispetto alla maggior parte delle serie di queste aree la minore presenza di carbonato di calcio totale ed attivo evita o comunque riduce i rischi di clorosi ferrica sulle colture sensibili. La C.S.C. non è elevata ma la saturazione basica è completa, è darilevare una carenza di potassio che è peraltro tipica della maggior parte dei suoli di queste aree.
240
Da moderata ad alta in funzione di una tessitura abbastanza fine e per l'assenza di limiti evidenti all'approfondimento degli apparati radicali.
Moderato
Elevato rischio di deficit idrico
Scarsa
Soprattutto a causa della pendenza dei versanti.
Medio
Scarsa
A causa della pendenza e del moderato rischio di perdita di trazione, soprattutto dopo le precipitazioni.
Capacità protettiva moderatamente bassa e alto potenziale di adsorbimento
Capacità protettiva moderatamente alta ed alto potenziale di adsorbimento
Bassa
Quarta Classe
e1
Erosione ed acidificazione sono gli unici fenomeni rilevati. In ogni caso sono presenti con un’intensità poco accentuata.
Tra i suoli collinari piemontesi questi possono essere annoverati tra quelli a migliore attitudine agraria. La cerealicoltura (grano ed orzo) non irrigua ha discrete potenzialità, così come altre colture quali tabacco, soja e colza. La frutticoltura ottiene risultati accettabili nelle aree a clima migliore; la coltura del nocciolo, meno esigente, ha una diffusione maggiore. La viticoltura è in regresso anche se è ancora molto presente, qualitativamente le produzioni sono buone anche se non raggiungono quelle ottenibili sulle serie CASTELNUOVO CALCEA e VINCHIO. Per quanto riguarda l’arboricoltura da legno impianti di ciliegio e noce trovano condizioni pedologiche ottimali. Dal punto di vista forestale rovere, roverella, cerro, orniello e ciliegio paiono essere le specie più adatte.