Sistema Informativo Pedologico - consultazione
Toggle navigation
Suoli 50.000
Unità cartografiche
Fasi di Suolo
Suoli 250.000
Unità cartografiche
Sottogruppi
Utilità
Codici Legenda
Legenda 250.000
Altri Codici
Suoli 50.000
Fasi di Suolo
Unità cartografiche
Fase CDP1
Fase CDP1
Torna alla lista
Gestisci dettaglio
Gestisci dettaglio "Orizzonti della fase"
Gestisci dettaglio "Analisi"
Gestisci dettaglio "Relazione con altre Fasi di suolo piemontesi"
Codice Fase
CDP1
Nome Fase
CASTELLO DEL POGGIO franco-fine
Distribuzione geografica e pedoambiente
Aree di versante o di crinale caratterizzate da pendenze abbastanza esigue (15 – 20%). I substrati di origine sono formati dalla mescolanza, dovuta alle lavorazioni profonde, tra i depositi fini sottostanti riferibili al Terziario Piemontese (marne e argille) ed un suolo più vecchio posto al di sopra, caratterizzato da colori bruni o bruno rossastri. L’uso del suolo è per la maggior parte agrario, con presenza di vigneto (in regresso nel Monferrato) e di noccioleto (nelle Langhe) nelle parti a maggiori pendenze e cerealicoltura in asciutta nelle aree pseudopianeggianti.
Proprietà del suolo
Suoli con un'elevata profondità utile alle radici, con limitazioni dovute esclusivamente al drenaggio non perfetto. La permeabilità è bassa o moderatamente bassa, la falda è molto profonda e non ha alcun'influenza sul profilo.
Profilo
Il topsoil ed il subsoil hanno, nella maggior parte dei casi, caratteristiche molto simili poiché le lavorazioni profonde che si compiono all’impianto dei vigneti, un tempo molto estesi su questi suoli, hanno provocato un rimescolamento degli orizzonti. Il colore è bruno giallastro scuro, a volte con riflessi più giallo oliva se maggiore è la componente derivante dal substrato Terziario. La reazione è neutra o subalcalina e la presenza di carbonato di calcio è molto variabile secondo l'origine di questi suoli: è variabile da pochi punti percentuali ad oltre il 20%, in alcuni casi inoltre si possono trovare orizzonti completamente decarbonatati. La tessitura è variabile da franca a franco-argillosa, al limite con la franco-limoso-argillosa e l’argillosa. In alcuni casi è evidente all’interno del profilo la sovrapposizione tra questi depositi rimescolati ed il substrato Terziario, che ha evidentemente caratteristiche del tutto differenti.
Legenda USDA
Entisuoli di collina a tessitura fine
Legenda WRB
Regosols, Fluvisols, Leptosols
Tassonomia USDA
Typic Ustorthent, fine-loamy, mixed, calcareous, mesic
Tassonomia WRB
Calcaric Regosol (Loamic)
Regime di umidità
Regime Ustico
Regime di temperatura
Regime Mesico
Pedon rappresentativo
PIEM0377
Descrizione del pedon rappresentativo
Pedon
PIEM0377
Localizzazione:
CASC. CORNAREA CANALE (CN)
Pendenza (°)
10
Esposizione (°)
100
Quota
260
Capacità d'uso non irrigua
Vigneti
Litologia
Sabbie calcaree
Il suolo è stato descritto allo stato umido
Orizzonti
Orizzonte A : 0 - 30 cm; umido; colore bruno olivastro chiaro (2,5Y 5/4); tipo colore ossidato; tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica subangolare media di grado moderato; macropori > 0,4 % con dimensioni medie 1-5 mm; radici 15/dmq, con dimensioni medie di 2 mm e dimensioni massime di 4 mm, orientamento nessuno; radicabilità 90 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione debole; non adesivo; debolmente plastico; calcareo; limite inferiore graduale.
Orizzonte AC : 30 - 90 cm; umido; colore bruno giallastro chiaro (2,5Y 6/4); tipo colore ossidato; screziature 10 %, con dimensioni medie di 8 mm, con limite chiaro, dominanti di colore grigio chiaro (5Y 7/1), secondarie di colore giallo olivastro (2,5Y 6/8); tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; macropori < 0,1 % con dimensioni medie >5 mm; radici 6/dmq, con dimensioni medie di 2 mm e dimensioni massime di 5 mm, orientamento verticale; radicabilità 90 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; non adesivo; debolmente plastico; calcareo; masse di ferro-manganese 1 %, 1 mm, presenti nella matrice; limite inferiore chiaro.
Orizzonte Btb : 90 - 140 cm; umido; colore bruno giallastro (10YR 5/4); colore delle facce bruno (7,5YR 5/4); tipo colore ossidato; tessitura franco limosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica angolare grossolana di grado moderato; macropori > 0,4 % con dimensioni medie <1 mm; radici 5/dmq, con dimensioni medie di 2 mm e dimensioni massime di 5 mm, orientamento verticale; radicabilità 80 % ; resistenza: resistente; cementazione molto debole; non adesivo; debolmente plastico; calcareo; pellicole primarie : ponti di argilla (tra i granuli di sabbia) 0 %, presenti n.i.; limite inferiore non raggiuto.
Orizzonti diagnostici riconosciuti
E’ ben riconoscibile l’epipedon ochrico che si sovrappone ad un orizzonte dove sono evidenti frammenti di orizzonti argillici e cambici ormai, completamente rimescolati con il substrato sottostante.
Sequenza e variabilità degli orizzonti genetici
La sequenza tipica è Ap-BC-C.
Grado di fiducia
Iniziale
Data aggiornamento
2025-06-25
Origine e nome della fase
Dalla Azienda agricola Castello del Poggio site nel comune di Portcomaro (AT).
Note
Suoli classificati in precedenza Haplic Ustarent. La recente classificazione USDA non prevede questo tipo di suolo che è caratterizzato da un rimescolamento di antichi Alfisuoli quasi irriconoscibili se non per qualche porzione rossastra più argillosa.
Radicabilità
Ottima all’interno di tutto il profilo.
Disponibilità di ossigeno
Buona
Disponibilità ossigeno: descrizione
Malgrado le tessiture siano in alcuni casi abbastanza fini la pendenza, anche se lieve, consente un veloce smaltimento delle acque di precipitazione.
Fertilità ed equilibrio nutrizionale
Buona
Descrizione fertilità
Complessivamente questi suoli possono essere considerati discreti poiché hanno una tessitura abbastanza equilibrata che non limita le lavorazioni e contemporaneamente consente la formazione di una buona riserva idrica. Rispetto alla maggior parte delle serie di queste aree la minore presenza di carbonato di calcio totale ed attivo evita o comunque riduce i rischi di clorosi ferrica sulle colture sensibili. La C.S.C. non è elevata ma la saturazione basica è completa, è darilevare una carenza di potassio che è peraltro tipica della maggior parte dei suoli di queste aree.
Capacità in acqua disponibile (AWC) mm
240
Descrizione AWC
Da moderata ad alta in funzione di una tessitura abbastanza fine e per l'assenza di limiti evidenti all'approfondimento degli apparati radicali.
Rischio di incrostamento superficiale
Moderato
Descr. Rischio incrostamento superf.
Rischio di deficit idrico
Elevato rischio di deficit idrico
Descrizione rischio deficit idrico
Lavorabilità
Scarsa
Descrizione Lavorabilità
Soprattutto a causa della pendenza dei versanti.
Tempo di attesa
Medio
Descrizione Tempo di attesa
Percorribilità
Scarsa
Descrizione Percorribilità
A causa della pendenza e del moderato rischio di perdita di trazione, soprattutto dopo le precipitazioni.
Capacità protettiva nei confronti delle acque di superficie
Capacità protettiva moderatamente bassa e alto potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva superificiale
Capacità protettiva nei confronti delle acque profonde
Capacità protettiva moderatamente alta ed alto potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva profonda
Attitudine allo spandimento dei liquami
Bassa
Descrizione Attitudine spandimento liquami
Capacità d'uso irrigua
Quarta Classe
Descrizione Capacità d'uso
Capacità d'uso: sottoclasse
e1
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Erosione ed acidificazione sono gli unici fenomeni rilevati. In ogni caso sono presenti con un’intensità poco accentuata.
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Tra i suoli collinari piemontesi questi possono essere annoverati tra quelli a migliore attitudine agraria. La cerealicoltura (grano ed orzo) non irrigua ha discrete potenzialità, così come altre colture quali tabacco, soja e colza. La frutticoltura ottiene risultati accettabili nelle aree a clima migliore; la coltura del nocciolo, meno esigente, ha una diffusione maggiore. La viticoltura è in regresso anche se è ancora molto presente, qualitativamente le produzioni sono buone anche se non raggiungono quelle ottenibili sulle serie CASTELNUOVO CALCEA e VINCHIO. Per quanto riguarda l’arboricoltura da legno impianti di ciliegio e noce trovano condizioni pedologiche ottimali. Dal punto di vista forestale rovere, roverella, cerro, orniello e ciliegio paiono essere le specie più adatte.
Torna alla lista
Gestisci dettaglio
Gestisci dettaglio "Orizzonti della fase"
Gestisci dettaglio "Analisi"
Gestisci dettaglio "Relazione con altre Fasi di suolo piemontesi"
×
Modifica la tua password
Modifica password per l'utente '
'
Password attuale
Nuova password
Conferma password
La passwords non corrisponde. Riprova.