CAV2
CAVOUR franco-grossolana su scheletrico-sabbiosa, fase ghiaiosa
Areale di pianura, nel Torinese tra Orbassano e Piossasco in destra idrografica del Sangone, nel Pinerolese (TO) nei pressi di Cavour, sul conoide del Ghiandone in corrispondenza dell'abitato di San Martino di Barge (CN) e nel Saluzzese (CN). Poco più a sud della Rocca di Cavour il suolo individua un antico percorso del Pellice; questo tracciato si espande in larghezza anche più di un chilometro. Sul conoide del Po è presente soprattutto nell'area endovalliva ed in sinistra idrografica, tra Saluzzo (CN) ed Envie (CN). E' presente inoltre sui terrazzi alluvionali del Po in prossimità di Paesana. Dal punto di vista della morfologia questi suoli sono posti su conoidi interessati da un'agricoltura su piccoli appezzamenti, non intensiva, per la forte influenza della ghiaiosità anche formata da elementi litici di grosse dimensioni. Frequente è la praticoltura e la frutticoltura inframezzata con filari di vigneto; su aree ristrette sono presenti colture in rotazione. Nelle zone più prossime alla città di Torino, l'espansione abitativa con villette uni o bifamiliari riduce assai velocemente l'area sulla quale questa tipologia pedologica è disponibile per un utilizzo agrario. Questo suolo è stato riconosciuto nelle seguenti unità cartografiche: U0060, U0064, U0600, U0601, U0669.
si tratta in genere di un suolo con una profondità utile molto modesta per la presenza subito sotto il topsoil ed a tratti anche in superficie di una notevole percentuale di ghiaie anche di notevoli dimensioni. La presenza di scheletro, anche grossolano, riduce notevolmente la capacità di ritenzione idrica. Il drenaggio è moderatamente rapido e la permeabilità generalmente elevata. Questi suoli necessitano di discreti apporti di materia organica che consumano abbastanza rapidamente. Si verificano rapide usure dei corpi lavoranti a causa della frequente presenza superficiale di scheletro. La falda è posta ad una profondità tale da non influire in alcun modo con il suolo.
il topsoil è caratterizzato da tessitura franco - sabbiosa o franca, colore bruno o bruno oliva, scheletro comune o scarso e reazione subacida; il subsoil da tessitura franco - sabbiosa, colore bruno o bruno giallastro scuro, scheletro abbondante spesso di diametro elevato e reazione subacida. Il substrato ghiaioso poco profondo, con elementi litici anche di notevoli dimensioni soprattutto allo sbocco delle valli, è il segno di attività fluviali passate di grande intensità.
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Inceptisuoli di pianura ghiaiosi (skeletal, fragmental, over)
Cambisols, Umbrisols
Dystric Eutrudept, coarse-loamy over sandy-skeletal, mixed, nonacid, mesic
Skeletic Cambisol (Loamic)
Regime Udico
Regime Mesico
PINE0370
Descrizione del pedon rappresentativo
CASCINA ALESSANDRIA - CAMPIGLIONE FENILE
1
55
n.i.
Seminativi avvicendati
Blocchi (> 500 mm)
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Orizzonte Ap : 0 - 30 cm; umido; colore bruno (10YR 4/3); tipo colore ossidato; tessitura franco sabbiosa; scheletro 10 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 50 mm e diametro massimo di 100 mm, leggermente alterato; struttura poliedrica subangolare media di grado debole; macropori < 0,1 % con dimensioni medie 1-5 mm; radici 15/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 2 mm, orientamento n.i.; radicabilità 0 % ; resistenza: moderatamente resistente; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte Bw : 30 - 70 cm; umido; colore bruno giallastro scuro (10YR 4/6); tipo colore ossidato; tessitura franco sabbiosa; scheletro 70 % , di forma subarrotondata con diametro medio di 150 mm e diametro massimo di 800 mm, leggermente alterato; struttura poliedrica subangolare media di grado debole; macropori < 0,1 % con dimensioni medie <1 mm; radici 10/dmq, con dimensioni medie di 1 mm e dimensioni massime di 2 mm, orientamento n.i.; radicabilità 0 % ; resistenza: debole; cementazione molto debole; non adesivo; non plastico; non calcareo; limite inferiore non raggiuto.
Epipedon ochrico ed orizzonte cambico non sempre ben riconoscibile per la notevole presenza di ghiaie.
La sequenza tipica è Ap - Bw - C. Il carattere maggiormente variabile è il colore che dipende essenzialmente dall'origine litologica dei depositi: si passa dal bruno al bruno oliva al bruno giallastro.
Buono
2024-11-14
Paese della pianura torinese meridionale posto in destra idrografica del Pellice.
La radicabilità risulta ostacolata da presenza di scheletro già nel topsoil, diviene molto difficile oltre i 40 cm per l'incremento di percentuale di scheletro che è formato anche da elementi litici di notevoli dimensioni.
Buona
L'acqua è rimossa dal suolo prontamente, e non si verificano, durante la stagione di crescita delle piante, eccessi di umidità limitanti.
Moderata
100
Bassa per la limitata profondità utile dovuta alla presenza vicino alla superficie di uno strato molto ghiaioso.
Moderato
Presenza abbastanza rilevante di limo fine e grossolano.
Moderato rischio di deficit idrico
Scarsa
La presenza di scheletro di diametro notevole già in superficie danneggia gli organi lavoranti. In alcune situazioni, più in prossimità dello sbocco vallivo, i suoli sono praticamente non lavorabili per la presenza nei pressi della superficie di elementi litici che superano i 50 cm di diametro.
Breve
Buona
Buona nella maggioranza dei casi, moderata se vi sono affioramenti ghiaiosi notevoli.
Capacità protettiva alta e basso potenziale di adsorbimento
Tessitura abbastanza grossolana e scarsa presenza di sostanza organica ed argilla.
Capacità protettiva bassa e basso potenziale di adsorbimento
Tessitura abbastanza grossolana e scarsa presenza di sostanza organica ed argilla.
Molto bassa
Capacità protettiva del suolo molto bassa nei confronti delle acque profonde.
Quarta Classe
s1
Acidificazione del topsoil ed aumento della presenza di ghiaie in superficie a causa di lavorazioni troppo profonde.
Il suolo offre scarse possibilità agronomiche proprio a causa della notevole presenza di ghiaie anche di grosso diametro. L'uso del suolo più adatto è certamente la praticoltura; nelle aree meno ghiaiose, se si pone attenzione alle lavorazioni che devono essere superficiali, sono possibili anche colture in rotazione. Arboricoltura da legno e frutticoltura, compatibilmente con il clima potrebbero fornire discreti risultati. E' consigliabile calcitare nelle aree con pH superficiale lontano dalla neutralità.