CAN2
CASTELLO D'ANNONE franco-fine, fase pendente
Rispetto ai suoli della serie questi sono posti su morfologie di versante, caratterizzate da una pendenza anche rilevante (>20 – 30%). Sono soprattutto presenti sulla grossa scarpata che collega l’Altopiano di Poirino con i rilievi collinari dell’Astigiano ma sono stati anche descritti nel Roero e Langa. I fenomeni erosivi maggiormente evidenti rispetto ai suoli posti sui crinali pseudopianeggianti hanno in parte asportato gli orizzonti superficiali; il colore dominante di questi suoli è infatti soprattutto riferibile al bruno giallastro scuro ed al bruno oliva chiaro.
Suoli con una profondità utile alle radici limitata dalla presenza di orizzonti compatti, a tessitura abbastanza fine. La disponibilità di ossigeno, generalmente buona, può essere moderata in funzione della morfologia pianeggiante. La permeabilità è bassa o moderatamente bassa, la falda molto profonda non ha alcuna influenza sul suolo.
I caratteri del suolo sono abbastanza variabili poiché si possono incontrare situazioni nelle quali il suolo è più o meno conservato. La tessitura è in prevalenza variabile dalla franco-argillosa alla franco-sabbioso-argillosa, il colore è variabile dal bruno oliva, al bruno giallastro scuro, al bruno, nel topsoil e dal bruno giallastro scuro al bruno nel subsoil. Scheletro può essere presente ma sempre con dimensioni molto piccole. La reazione è variabile dal neutro all’acido secondo il livello di conservazione del suolo, il carbonato di calcio è assente.
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Alfisuoli di collina a tessitura fine
Luvisols, Retisols
Typic Haplustalf, fine-loamy, mixed, nonacid, mesic
Haplic Luvisol (Loamic)
Regime Ustico
Regime Mesico
BARB0074
Descrizione del pedon rappresentativo
S.PAOLO SOLBRITO
n.i.
n.i.
n.i.
Vigneti
Argille (< 0.002 mm)
Il suolo è stato descritto allo stato umido
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Orizzonte Ap : 0 - 40 cm; secco; colore bruno olivastro (2,5Y 4/3); tessitura franco sabbioso argillosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica subangolare media di grado moderato; radici 4/dmq, con dimensioni medie di 5 mm e dimensioni massime di 10 mm, orientamento n.i.; non calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte Bt : 40 - 90 cm; umido; colore bruno giallastro chiaro (2,5Y 6/4); screziature 15 %, dominanti di colore grigio (2,5Y 6/1), secondarie di colore bruno giallastro (10YR 5/6); tessitura franco argillosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; radici 3/dmq, con dimensioni medie di 5 mm e dimensioni massime di 10 mm, orientamento n.i.; non calcareo; pellicole primarie di argilla 5 %, presenti n.i.; limite inferiore non raggiuto.
Epipedon ocrico ed orizzonte argillico
La sequenza tipica è Ap-Bt-C. Spesso possono esservi in successione più orizzonti Bt e/o orizzonti di transizione BC
Buono
2024-11-14
Ottima nei primi 50 cm, ridotta a causa della compattezza degli orizzonti ed eventualmente dalla presenza di piccole ghiaie più in profondità
Buona
Nella maggior parte dei casi anche per la pendenza che favorisce lo smaltimento delle acque. In alcune situazioni di scarsa pendenza possono essere evidente carenze di ossigeno negli orizzonti profondi, in questo caso la disponibilità di ossigeno è da giudicarsi moderata.
Buona
200
Moderato
Elevato rischio di deficit idrico
Scarsa
Elevata pendenza delle superfici su cui si localizza questa fase.
Lungo
Scarsa
La pendenza rende difficile percorrere queste superfici con macchine agricole
Capacità protettiva moderatamente bassa e alto potenziale di adsorbimento
Le condizioni topografiche facilitano lo scorrimento delle acque.
Capacità protettiva alta ed alto potenziale di adsorbimento
Moderata
Quarta Classe
e1
L’erosione è certamente il fenomeno di maggiore interesse. L’utilizzo agrario di questi suoli deve sempre tenere presente questo rischio, utilizzando pratiche che lo limitano: filari al traverso, inerbimento degli interfilari, lavorazioni del suolo ridotte al minimo e/o copertura del suolo con paglia o altro materiale utile alla diminuzione dell’impatto delle precipitazioni
La pendenza esclude qualsiasi utilizzo cerealicolo. Permane la discreta attitudine alla cerealicoltura e la non ottimale attitudine al vigneto