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Fasi di Suolo
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Fase ARA2
Fase ARA2
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Codice Fase
ARA2
Nome Fase
ARAMENGO limoso-fine, fase gessosa
Distribuzione geografica e pedoambiente
Suoli posti su versanti collinari posti ad una quota compresa tra i 250 ed i 320 m s.l.m., formati da brevi dislivelli e da pendenze medie o medio-basse. L’uso del suolo è caratterizzato da agricoltura residuale non irrigua, con viticoltura prevalente e bosco di neoformazione con una dominanza netta della robinia. Questi suoli si sono originati da litologie con tessiture ricche di limo, riferibili sempre al Terziario piemontese ma con un elevato contenuto di sali gessosi (Formazione Gessoso Solfifera – Cfr. Carta Geologica d’Italia a scala 1:100.000).
Proprietà del suolo
Suoli profondi con una profondità utile alle radici elevata, anche in considerazione del fatto che la limitazione principale è dovuta ad un contatto paralitico che però non impedisce del tutto la penetrazione radicale. La disponibilità di ossigeno è buona, soprattutto a causa del veloce smaltimento delle acque dovuto alla pendenza dei versanti; la permeabilità è invece bassa poiché la tessitura del suolo è in gran parte formata da limi con una percentuale notevole di limo fine.
Profilo
Topsoil e subsoil non hanno tra loro fondamentali differenze poiché l’erosione e le lavorazioni profonde del terreno, eseguite prima dei nuovi impianti di vite, hanno fortemente rimescolato gli orizzonti. Il topsoil, anche grazie alla maggiore presenza di sostanza organica, ha un colore più scuro variabile dal bruno oliva, al bruno giallastro, all’oliva pallido; il subsoil è invece bruno giallastro in prevalenza con screziature grigio chiare dovute alla presenza del gesso. La tessitura è franco-limosa o franco-limoso-argillosa con una netta prevalenza delle particelle limose. La reazione è alcalina o subalcalina ed il carbonato di calcio è sempre abbondantemente presente, anche se solitamente prevale nel subsoil, poiché nella parte superficiale possono essere avvenuti processi di acidificazione. Nei suoli coperti da boschi vi sono orizzonti organici di spessore variabile in superficie.
Legenda USDA
Entisuoli di collina a tessitura fine
Legenda WRB
Regosols, Fluvisols, Leptosols
Tassonomia USDA
Typic Ustorthent, fine-silty, mixed, calcareous, mesic
Tassonomia WRB
Calcaric Regosol (Siltic)
Regime di umidità
Regime Ustico
Regime di temperatura
Regime Mesico
Pedon rappresentativo
BARB0165
Descrizione del pedon rappresentativo
Pedon
BARB0165
Localizzazione:
GRANA
Pendenza (°)
5
Esposizione (°)
n.i.
Quota
n.i.
Capacità d'uso non irrigua
Vigneti
Litologia
Evaporitiche (Gessi, Alabastri, Anidriti)
Il suolo è stato descritto allo stato umido
Orizzonti
Orizzonte Ap : 0 - 30 cm; umido; colore bruno olivastro chiaro (2,5Y 5/4); tessitura franco limoso argillosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; struttura poliedrica subangolare grossolana di grado moderato; molto fortemente calcareo; limite inferiore chiaro.
Orizzonte C : 30 - 60 cm; umido; colore bruno giallastro chiaro (2,5Y 6/4); screziature 5 %, dominanti di colore grigio chiaro (2,5Y 7/1); tessitura franco limoso argillosa; scheletro 0 % , di forma n.i.; molto fortemente calcareo; limite inferiore non raggiuto.
Orizzonti diagnostici riconosciuti
L’unico orizzonte riconosciuto è l’epipedon ocrico.
Sequenza e variabilità degli orizzonti genetici
VLa sequenza tipica è Ap-AC-Cr. In alcuni casi possono essere presenti orizzonti organici con una prevalenza degli orizzonti L e F.
Grado di fiducia
Basso
Data aggiornamento
2024-11-14
Origine e nome della fase
Note
Radicabilità
Ottima nei primi 50 – 100 cm, ridotta più in profondità dalla presenza di un contatto paralitico con marne molto cementate che consentono la penetrazione degli apparati radicali solo nelle fessure tra i diversi livelli deposizionali.
Disponibilità di ossigeno
Buona
Disponibilità ossigeno: descrizione
Malgrado la tessitura abbia una elevata percentuale di limo, la disponibilità di ossigeno si può considerare buona poiché la pendenza favorisce un rapido smaltimento delle acque di precipitazione.
Fertilità ed equilibrio nutrizionale
Moderata
Descrizione fertilità
La presenza non eccessiva di calcare attivo, soprattutto se confrontata con altre serie del Monferrato (AGLIANO - CASTELNUOVO CALCEA) non dovrebbe creare problemi di clorosi ferrica alla maggior parte delle colture anche se sono sempre necessarie verifiche. La C:S:C: è sempre abbastanza bassa (<15 meq/100g) ma la saturazione basica è del 100%. Problemi possono sorgere per specie forestali od agrarie che mal sopportano pH molto elevati che superano spesso ampiamente il valore di 8,0. Suoli riferibili a questa serie posti su morfologie pseudopianeggianti possono avere un rallentato smaltimento delle acque.
Capacità in acqua disponibile (AWC) mm
220
Descrizione AWC
Rischio di incrostamento superficiale
Forte
Descr. Rischio incrostamento superf.
L'abbondanza di particelle limose aumenta il rischio che può essere limitato con pratiche agricole straordinarie, soprattutto nelle poche aree dedicate alla cerealicoltura.
Rischio di deficit idrico
Moderato rischio di deficit idrico
Descrizione rischio deficit idrico
Lavorabilità
Scarsa
Descrizione Lavorabilità
La pendenza è il principale fattore limitante; inoltre la tessitura del suolo, eccessivamente limosa, può creare dei problemi nelle lavorazioni in determinate condizioni di umidità.
Tempo di attesa
Medio
Descrizione Tempo di attesa
Percorribilità
Scarsa
Descrizione Percorribilità
Capacità protettiva nei confronti delle acque di superficie
Capacità protettiva moderatamente bassa e alto potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva superificiale
Capacità protettiva nei confronti delle acque profonde
Capacità protettiva moderatamente alta ed alto potenziale di adsorbimento
Descrizione Capacità protettiva profonda
Attitudine allo spandimento dei liquami
Moderata
Descrizione Attitudine spandimento liquami
Capacità d'uso irrigua
Quarta Classe
Descrizione Capacità d'uso
Capacità d'uso: sottoclasse
e1
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Il rischio di erosione e quindi di perdita di parte dell’orizzonte superficiale, dove risiede la maggior parte delle riserve di nutritivi del suolo, è il maggiore problema di questi suoli che, se utilizzati per produzioni agrarie, devono essere lavorati lungo le linee di livello. In particolare la coltivazione della vite deve essere fatta a reggipoggio con gli interfilari possibilmente inerbiti. La presenza di sali gessosi in eccesso è probabilmente fonte di problemi in alcune produzioni agrarie (viticoltura), in realtà questa influenza è però tutta da dimostrare.
Alterazione delle proprietà chimico-fisiche
Terre a bassa attitudine agraria soprattutto a causa della pendenza e dell’eccessivo valore del pH. Media attitudine per la viticoltura e per la corilicoltura. Dal punto di vista forestale sono suoli adatti alle specie calcifile e parzialmente xerofile. L’utilizzo agrario, viticolo o cerealicolo, deve essere subordinato alla conservazione del suolo dall’erosione. L’apporto di fertilizzanti ed antiparassitari deve essere minimo poiché il ruscellamento può causare un inquinamento dei piccoli corsi d’acqua intravallivi. Numerosi viticoltori affermano che il vino prodotto su suoli derivanti da queste litologie ha un sapore ed un odore che possono risultare poco gradevoli, proprio in conseguenza della formazione dell’acido solfidrico nel suolo. Più indicate sembrano le colture frutticole (San Marzano Oliveto) che non sembrano risentire od addirittura si avvalgono della presenza dei sali gessosi.
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