5511_01
Ultic Paleustalf, fini e non calcarei, dei terrazzi antichi
Ultic Paleustalf
Alfisuoli dei terrazzi antichi non idromorfi
Alfisuoli dei terrazzi antichi
19970301_22.jpg
MOND0023
Superfici ondulate dei terrazzi antichi impostate su depositi quaternari, sospese anche di oltre cento metri sul reticolo idrografico attuale. Le ondulazioni sono marcate per le incisioni dovute all’erosione regressiva dei rii che portano a pendenze tra il 10 e il 20%. Il substrato è rappresentato da depositi alluvionali antichi, costituiti da ciottoli alteratissimi immersi in una matrice argillosa molto ricca di laccature e noduli ferro-manganesiferi. Si tratta di paleosuoli che hanno subito nel tempo una profonda pedogenesi, costituendo lembi residuali di un’antica pianura. L’agricoltura marginale dei terrazzi è prevalentemente cerealicolo-viticola. I seminativi si alternano agli appezzamenti in set-aside. Il bosco d’invasione nelle scarpate e nelle incisioni è in gran parte costituito da robinia.
Suoli molto evoluti, profondi (oltre i 150 cm), dotati di una disponibilità di ossigeno da buona a moderata, di una permeabilità da moderatamente bassa a bassa e da una drenaggio generalmente mediocre. Il topsoil presenta colore variabile dal bruno rossastro a rosso giallastro fino a rossastro; la tessitura è franca, franco limosa o franco argillosa; la reazione è generalmente acida. Gli orizzonti sottostanti di colore rosso o bruno rossastro hanno tessitura da franco-argillosa a franco-limoso-argillosa e reazione da subacida ad acida. Scheletro e calcare sono assenti.
Suoli poco favorevoli all’agricoltura intensiva, sia per gli aspetti geomorfologici, sia per le caratteristiche pedologiche (bassa saturazione basica, acidità, struttura poliedrica angolare). Possono essere utilizzati per cerealicoltura con frumento e orzo, per la coltivazione del girasole e per la praticoltura in asciutta. Possono essere utilizzati per l'arboricoltura da legno con latifoglie di pregio.
28-10-2019