Sistema Informativo Pedologico - consultazione
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Suoli 50.000
Unità cartografiche
Fasi di Suolo
Suoli 250.000
Unità cartografiche
Sottogruppi
Utilità
Codici Legenda
Legenda 250.000
Altri Codici
Suoli 250.000
Sottogruppi
Unità cartografiche
Sottogruppo 5500_06
Sottogruppo 5500_06
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Codice sottogruppo
5500_06
Nome
Typic Haplustalf, ghiaiosi e magnesiaci, degli alti versanti collinari
Classificazione
Typic Haplustalf
Legenda
Alfisuoli di montagna non calcarei
Legenda 250.000
Alfisuoli di montagna
Fase di riferimento
SUPERGA scheletrico-franca, fase tipica
Pedon di riefrimento
PIEM0539
Morfologia
Questo suolo si trova su una vasta porzione di territorio all'apice dei rilievi collinari piemontesi. Esso occupa morfologicamente tutta la porzione più elevata del rilievo che presenta versanti con pendenza da moderatamente acclive ad acclive. Il substrato è costituito da sabbie e limi non calcarei con una discreta percentuale di argilla e abbondante scheletro costituito da ciottoli di pietre verdi. Questi ultimi talora assumono dimensioni anche molto elevate (1 metro e più di diametro) e testimoniano l'antico accumulo di materiale alluvionale e fuvioglaciale in quest'area, prima del movimento di sollevamento da cui ha tratto origine il rilievo. L'abbondante presenza di scheletro nel substrato ha inoltre fatto sì che le pendenze di questi versanti si siano mantenute elevate. L'uso del suolo è costituito esclusivamente da bosco a causa dell'elevata acclività delle pendici.
Suolo
Si tratta di un suolo non calcareo, profondo ma con profondità utile limitata a circa 70 cm per la presenza elevata di scheletro nel subsoil (oltre i 40 cm di profondità) e per le tessiture fini associate ad l'elevata resistenza. Gli orizzonti profondi presentano un evidente sviluppo pedogenetico con la formazione di orizzonti con illuviazione di argilla (Bt). La disponibilità di ossigeno è buona, il drenaggio buono e la permeabilità bassa a causa della tessitura fine e dell'elevata resistenza. La non elevata profondità utile rende questo suolo soggetto ad un moderato rischio di deficit idrico stagionale. La falda è molto profonda. l topsoil, di colore bruno, è caratterizzato da tessitura da franca a franco sabbiosa, scheletro abbondante, reazione subacida e assenza di carbonato di calcio. Il subsoil ha colore da bruno olivastro a bruno giallastro, tessitura franco sabbioso argillosa, scheletro da elevato ad abbondante (sempre superiore al 35%) scendendo lungo il profilo, reazione da neutra a subacida ed assenza di carbonato di calcio. Il substrato è formato da depositi conglomeratici più o meno cementati.
Note
Questo suolo è stato associato, nella legenda, ai suoli di montagna anche se presente esclusivamente sulla collina di Torino. la ragione risiede nella litologia prevalente, di origine conglomeratica, che produce rilievi, paesaggio e suoli molto più vicini a quelli montani che a quelli collinari.
Cenni sulla gestione
Questi suoli possono essere destinati in primo luogo ad una copertura boschiva a causa della profondità del suolo non elevata, per l'abbondante percentuale di scheletro, e per le elevate pendenze. Altri possibili utilizzi sono il pascolo e la viticoltura. L'uso a bosco è comunque quello che garantisce una adeguata copertura del suolo, riducendo al minimo il rischio di erosione e salvaguardando il valore naturalistico-ricreativo di queste aree poste in prossimità della città di Torino. Un ulteriore problema da segnalare riguarda l'equilibrio nutrizionale che è decisamente sbilanciato: il magnesio è troppo elevato rispetto al calcio poiché i suoli derivano dalle pietre verdi che sono ricche di questo elemento.
Aggiornamento
28-10-2019
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