5382_01
Oxyaquic Paleudalf, acidi, dei terrazzi antichi
Oxyaquic Paleudalf
Alfisuoli dei terrazzi antichi non idromorfi
Alfisuoli dei terrazzi antichi
20031030_20.jpg
AF610015
Suolo tipico dei terrazzi fluvio-glaciali antichi, caratterizzati da una superficie lievemente ondulata o ondulata, che si pone alcune decine di metri più in alto rispetto all'attuale corso dei fiumi principali. Sono aree che da centinaia di migliaia di anni non sono più influenzate dalle esondazioni e che quindi hanno potuto evolversi molto dal punto di vista pedologico (paleosuoli). Le Unità sulle quali è presente questa tipologia pedologia sono contornate di frequente da imponenti scarpate di terrazzo. L'uso del suolo è prevalentemente a brughiera con betulle e querce (roveri e farnie) o bosco misto di latifoglie con pino silvestre, ma sono altresì presenti appezzamenti ad uso agrario marginale e una viticoltura di qualità in alcune aree circoscritte.
Suoli profondi che hanno la profondità utile alle radici ridotta a circa 50-100 cm per la presenza di orizzonti molto compatti. Le tessiture ricche di limi ed argille e i suddetti orizzonti compatti determinano una disponibilità di ossigeno moderata, un drenaggio mediocre e una permeabilità molto bassa. La falda è profonda alcune decine di metri ma, stagionalmente, è presente una piccola falda sottosuperficiale. L'orizzonte superficiale (topsoil) è fortemente desaturato ed caratterizzato da colore da bruno, a bruno olivastro, a bruno pallido, tessitura prevalentemente franco-limosa, reazione acida (peracida in alcune situazioni) ed assenza di scheletro. In profondità (subsoil) si alterna un orizzonte eluviale con colore bruno olivastro chiaro o bruno pallido e tessitura franco-limosa e un orizzonte illuviale di colore da bruno giallastro scuro a bruno intenso, con evidenti screziature più chiare (da olivastre a gialle), la tessitura è franco-argillosa, franca o franco-limoso-argillosa e la reazione acida o subacida. Il substrato è formato da depositi fini (limi ed argille) all'interno dei quali è possibile trovare anche ghiaie molto alterate.
E' certamente una delle tipologie pedologiche più antiche della pianura.
Suoli poco adatti ad uno sfruttamento intensivo, sia per la posizione morfologica che ne rende molto difficile l'irrigazione, sia per le caratteristiche pedologiche non positive per la maggior parte delle colture. Da segnalare inoltre una acidificazione spinta che diminuisce ulteriormente la fertilità. Utilizzi possibili sono la cerealicoltura autunno-vernina, la viticoltura o la praticoltura. Sono terreni abbastanza vocati per la coltura del riso ma la difficoltà di irrigazione nella maggior parte dei casi preclude questo utilizzo. Mais, soia, girasole e le altre colture non ottengono buoni risultati. Suoli discreti per l'arboricoltura da legno (farnia e carpino bianco soprattutto) anche se la maggior parte delle specie ha accrescimenti modesti. Qualsiasi utilizzo agrario deve prevedere abbondanti calcitazioni e lavorazioni poco profonde per non portare a giorno orizzonti compatti a tessitura fine.
28-10-2019