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Fragic Paleudalf, acidi, dei terrazzi antichi
Fragic Paleudalf
Alfisuoli dei terrazzi antichi non idromorfi
Alfisuoli dei terrazzi antichi
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BIEL0233
Suolo che occupa superfici antichissime (terrazzi fluvio-glaciali) da centinaia di migliaia di anni non più influenzate dall'attività fluviale. Sono attualmente porzioni di pianura relitte, risparmiate dall'erosione, che si posizionano alcune decine di metri al di sopra del livello della pianura principale. Sono aree ondulate e fortemente incise. L'analisi della morfologia di questi terrazzi consente di effettuare una parziale ricostruzione di antichi percorsi fluviali. L'uso del suolo è per la maggior parte a brughiera con betulle o forestale con farnie e roveri che si alternano.
Suolo molto profondo con una profondità utile ridotta a circa 50-80 cm per la presenza di orizzonti fortemente compatti ed argillosi, che rendono praticamente impossibile la discesa degli apparati radicali. La disponibilità di ossigeno è moderata, il drenaggio mediocre e la permeabilità molto bassa o bassa. La falda è profonda decine di metri ma stagionalmente è presente una falda sospesa sottosuperficiale. L'orizzonte di superficie (topsoil) è contraddistinto da colore bruno giallastro scuro o bruno scuro, da tessitura franca o franco-limosa, reazione fortemente acida o acida e assenza di scheletro. Gli orizzonti profondi (subsoil) hanno colore da bruno giallastro chiaro a bruno intenso con evidenti sfumature rossastre, la tessitura è variabile da franco-limosa, a franco-argillosa, a franco-limoso-argillosa, la reazione è acida o subacida. A profondità variabili sono evidenti glosse chiare orizzontali e/o verticali nella matrice bruna e concrezioni di ferro-manganese. Lo scheletro è prevalentemente assente almeno nel primo metro di suolo. Il substrato è formato da argille e ghiaie di notevoli dimensioni e fortemente alterate.
E' certamente una delle tipologie pedologiche più antiche della pianura.
Suoli poco adatti ad uno sfruttamento agrario, sia per la posizione morfologica, sia per le caratteristiche pedologiche non positive per la maggior parte delle colture. Utilizzi possibili sono la cerealicoltura autunno-vernina o la praticoltura. Sono terreni abbastanza vocati per la coltura del riso ma la difficoltà di irrigazione preclude questo utilizzo. mais, soia, girasole e le altre colture non ottengono buoni risultati. Suoli discreti per l'arboricoltura da legno anche se la maggior parte delle specie ha accrescimenti modesti. Qualsiasi utilizzo agrario deve prevedere abbondanti calcitazioni e lavorazioni poco profonde per non portare a giorno orizzonti fortemente argillosi e compatti. La spinta acidificazione superficiale è l'alterazione maggiormente evidenziabile; da tenere in considerazione anche il rischio di erosione.
28-10-2019