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Typic Paleudalf, acido-subacidi, dei terrazzi antichi
Typic Paleudalf
Alfisuoli dei terrazzi antichi non idromorfi
Alfisuoli dei terrazzi antichi
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SUSA0179
La tipologia pedologica in oggetto si situa su porzioni residuali di antichi conoidi e/o terrazzi, attualmente a profilo ondulato e lievemente pendente, che possono essere posizionati da pochi metri fino a decine di metri più in alto rispetto l'attuale livello della pianura principale. Con tutta probabilità quando i dislivelli sono assai ridotti, ad eventi erosivi di imponenti proporzioni sono seguiti eventi alluvionali che hanno rideposto grandi quantità di materiali, fino quasi a colmare il dislivello tra il vecchio ed il nuovo conoide. L'uso del suolo è nettamente dominato dalla cerealicoltura con grano ed orzo.
Suoli molto evoluti (paleosuoli), ricchi di argille e ossidi di ferro, caratterizzati da una profondità utile per le radici limitata a circa 60-100 cm dalla presenza di orizzonti compatti e/o da strati ricchi di argilla o ghiaie. La disponibilità di ossigeno è buona o moderata a causa di un drenaggio non ottimale dovuto alla forte presenza di argilla, la permeabilità è moderatamente bassa o bassa. La falda molto profonda non influenza in alcun modo il profilo. L'orizzonte superficiale (topsoil) non ghiaioso, è di colore variabile da bruno a bruno rossastro scuro, ha tessitura franca o franco-argillosa e reazione acida o subacida. Gli orizzonti sottostanti (subsoil) hanno colore da bruno rossastro a rosso giallastro, tessitura franco-argillosa o argillosa e reazione subacida tendente al neutro. Al di sotto del subsoil (oltre comunque i 100 cm) è di frequente presente uno strato a tessitura franco-sabbioso-argillosa ricco di ghiaie fortemente alterate.
L'orizzonte eluviale, che certamente in questa tipologia pedologica era presente, è stato nella maggior parte dei casi inglobato dalle profonde lavorazioni.
Suoli tipicamente adatti a cereali come grano ed orzo che non necessitano di irrigazioni e si giovano di suoli che trattengono umidità. Il mais - e le colture irrigue in genere - in annate piovose ha difficoltà in fase iniziale e si rendono spesso necessarie risemine. Particolare attenzione deve essere tenuta nelle lavorazioni che dovrebbero essere sempre effettuate con terreno in tempera per evitare la formazione di zolle difficilmente sminuzzabili. Dal punto di vista forestale si tratta di buoni suoli per l'arboricoltura da legno con specie come farnia, frassino, carpino bianco, ciliegio. Da segnalare l'evidente acidificazione superficiale che potrebbe provocare nelle colture una riduzione della produzione, per questo sono consigliabili regolari calcitazioni.
23-05-2025