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Anthraquic Hapludalf, profondi e grossolani, delle piane alluvionali
Anthraquic Hapludalf
Alfisuoli di pianura non idromorfi e non ghiaiosi
Alfisuoli di pianura
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VENO0051
Superfici pianeggianti e leggermente ondulate, formate da depositi sabbiosi e limosi relativamente antichi. Queste aree da migliaia di anni non sono più inondate ed è per questo che i suoli mostrano un elevato grado evolutivo. L'uso del suolo condiziona molto sia l'aspetto paesaggistico che quello pedologico, in quanto è la risaia a dominare sulla quasi totalità delle superfici. La periodica sommersione dei suoli, all'interno delle camere di risaia, influenza infatti pesantemente il bilancio idrologico e più in generale tutto l'equilibrio ecologico dell'area. Dal punto di vista della vegetazione naturale e delle erbe infestanti sono molto frequenti le specie igrofile; dal punto di vista faunistico è evidente la presenza di un elevato numero di specie di uccelli che sfruttano l'ambiente ricco di acque per vivere e nidificare.
Il fattore che condiziona maggiormente le caratteristiche fisiche e chimiche dei suoli è certamente l'utilizzo risicolo. La costante presenza di acqua negli strati superficiali provoca evidenti fenomeni di riduzione del ferro ed uno sviluppo di colori tendenti al grigio. I suoli non sono calcarei ed hanno una profondità utile relativamente elevata in quanto il livello ghiaioso è posto mediamente oltre gli 80-100 cm. In conseguenza della periodica saturazione idrica il drenaggio è mediocre e la disponibilità di ossigeno moderata (scarsa nell'orizzonte superficiale), la permeabilità è moderatamente alta. l'orizzonte lavorato (topsoil) ha colore grigio, grigio oliva o oliva, fino a bruno a seconda anche del periodo colturale (suolo lavorato, suolo sommerso, suolo con coltura in atto), la tessitura varia da franco-sabbiosa a franco-limosa, lo scheletro è assente e la reazione è acida a subacida. Gli orizzonti sottostanti (subsoil) sono evidentemente influenzati dalla presenza di acqua in eccesso con colori da bruno pallidi a bruno giallastri con evidenti screziature bruno rossastre e grigie, la tessitura è franco-sabbiosa o franca (sabbioso-franca in profondità), con tenore in argilla mediamente inferiore al 20%, lo scheletro è assente e la reazione varia da subacida a neutra.
Si tratta di suoli che se non più coltivati a riso in sommersione, evolvono verso altre tipologie pedologiche poiché gradatamente perdono le caratteristiche antraquiche.
Suoli fortemente influenzati dalla coltura del riso in sommersione. E' evidente una acidificazione superficiale provocata dal dilavamento operato dalle acque; è altrettanto evidente l'effetto degli importanti movimenti terra che vengono effettuati per la messa in livello delle camere di risaia. Si tratta di suoli che potrebbero avere una elevata potenzialità per i cereali autunno-vernini ma, se adeguatamente irrigati, anche per tutte le altre colture. La risicoltura in sommersione viceversa presenta problemi legati ai rischi di inquinamento delle falde per la relativamente alta permeabilità dei suoli che non riescono a trattenere le sostanze inquinanti veicolate dall'acqua verso gli strati più profondi. Sono suoli da ritenersi buoni per l'arboricoltura da legno con specie di pregio.
23-05-2025