Sistema Informativo Pedologico - consultazione
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Suoli 50.000
Unità cartografiche
Fasi di Suolo
Suoli 250.000
Unità cartografiche
Sottogruppi
Utilità
Codici Legenda
Legenda 250.000
Altri Codici
Suoli 250.000
Sottogruppi
Unità cartografiche
Sottogruppo 5369_01
Sottogruppo 5369_01
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Codice sottogruppo
5369_01
Nome
Anthraquic Hapludalf, profondi e fini, delle piane alluvionali
Classificazione
Anthraquic Hapludalf
Legenda
Alfisuoli di pianura non idromorfi e non ghiaiosi
Legenda 250.000
Alfisuoli di pianura
Fase di riferimento
RONSECCO limoso-fine, fase tipica
Pedon di riefrimento
VENO0019
Morfologia
Superfici pianeggianti e leggermente ondulate, a tratti leggermente sopraelevate (a forma di dosso) rispetto al livello principale della pianura, formate da depositi sabbioso fini e limosi relativamente antichi. Queste aree da migliaia di anni non sono più inondate ed è per questo che i suoli mostrano un elevato grado evolutivo. L'uso del suolo condiziona molto sia l'aspetto paesaggistico che quello pedologico, in quanto è la risaia a dominare sulla quasi totalità delle superfici. La periodica sommersione dei suoli, all'interno delle camere di risaia, influenza infatti pesantemente il bilancio idrologico e più in generale tutto l'equilibrio ecologico dell'area. Dal punto di vista della vegetazione naturale e delle erbe infestanti sono molto frequenti le specie igrofile; dal punto di vista faunistico è evidente la presenza di un elevato numero di specie di uccelli che sfruttano l'ambiente ricco di acque per vivere e nidificare.
Suolo
Il fattore che condiziona maggiormente le caratteristiche fisiche e chimiche dei suoli è certamente l'utilizzo risicolo. La costante presenza di acqua negli strati superficiali provoca evidenti fenomeni di riduzione del ferro ed uno sviluppo di colori tendenti al grigio. I suoli non sono calcarei ed hanno una profondità utile relativamente elevata in quanto il livello ghiaioso è posto mediamente oltre i 100 - 150 cm. In conseguenza della periodica saturazione idrica il drenaggio è mediocre o lento e la disponibilità di ossigeno moderata (scarsa nell'orizzonte superficiale), la permeabilità varia da moderatamente bassa a bassa. l'orizzonte lavorato (topsoil) ha colore grigio, grigio oliva o oliva, fino a bruno a seconda anche del periodo colturale (suolo lavorato, suolo sommerso, suolo con coltura in atto), la tessitura varia da franca a franco-limosa, lo scheletro è assente e la reazione da acida a subacida. Gli orizzonti sottostanti (subsoil) sono evidentemente influenzati dalla presenza di acqua in eccesso con colori da bruno pallidi a bruno giallastri con evidenti screziature bruno rossastre e grigie e, in qualche caso, glosse verticali o oblique relativamente evidenti, la tessitura è franca, franco-limosa o franco-argillosa, con tenore in argilla mediamente superiore al 20%, lo scheletro è assente e la reazione varia da subacida, a neutra, a subalcalina.
Note
Si tratta di suoli che se non più coltivati a riso in sommersione, evolvono verso altre tipologie pedologiche poiché gradatamente perdono le caratteristiche anthraquiche.
Cenni sulla gestione
Suoli fortemente influenzati dalla coltura del riso in sommersione. E' evidente una acidificazione superficiale provocata dal dilavamento operato dalle acque; è altrettanto evidente l'effetto degli importanti movimenti terra che vengono effettuati per la messa in livello delle camere di risaia. Attualmente i suoli hanno potenzialità per la risicoltura, la maiscoltura e la coltura della soia. Altre colture necessitano prima della messa in atto di alcuni anni di riposo dei campi per ridurre gli effetti di riduzione del ferro e di compattamento artificiale. Sono suoli da ritenersi buoni per l'arboricoltura da legno con specie di pregio (farnia innanzi tutto).
Aggiornamento
23-05-2025
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