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Typic Hapludalf, sepolti e fini, delle piane alluvionali
Typic Hapludalf
Alfisuoli di pianura non idromorfi e non ghiaiosi
Alfisuoli di pianura
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PINE0076
Questa tipologia pedologica si pone su superfici pianeggianti relativamente antiche, che rappresentano la parte residuale di una pianura oggi rilevabile solo frammentariamente poiché è stata quasi completamente erosa dall'azione fluviale postglaciale. Le superfici suddette sono attualmente sopraelevate rispetto al livello fondamentale della pianura di pochi metri. L'uso del suolo, un tempo orientato prevalentemente alla viticoltura, è oggi dominato dalle produzioni di mais e grano, che hanno relegato la vite a coltura marginale.
Suoli evoluti e profondi, ricchi di ossidi di ferro e con tessiture relativamente fini, caratterizzati da drenaggio buono, disponibilità di ossigeno buona e permeabilità moderatamente bassa. La particolarità di questa tipologia pedologica riguarda la ricopertura del suolo originario con sedimenti più recenti, che si sono accumulati in seguito alle periodiche irrigazioni. Oltre i 100-150 cm di profondità possono essere rilevati livelli ghiaiosi formati da elementi litici a pezzatura anche grossolana. L'orizzonte superficiale, privo di scheletro, è di colore da bruno scuro a bruno grigiastro molto scuro, ha tessitura franco-sabbiosa o franco-limosa e reazione acida o subacida. Gli orizzonti sottostanti (subsoil) hanno colori variabili dal bruno rossastro al rosso scuro, tessiture franche o franco-argillose e reazione prevalentemente subacida. Più in profondità sono presenti orizzonti ghiaiosi, ricchi di argilla e parzialmente cementati.
Lo spessore della ricopertura è assai variabile (da 25 a 60 cm) e deriva in larga misura dal deposito dovuto ad acque di irrigazione ricche di sedimenti bruno scuri. Nelle aree dove questi suoli sono presenti gli agricoltori definiscono con il termine dialettale gip gli strati ghiaiosi profondi parzialmente cementati.
Suoli che proprio in seguito alla ricopertura con sedimenti relativamente grossolani sono da considerare discreti o buoni per la maggior parte delle colture agrarie. La reazione prossima all'acidità dovrebbe condurre a periodiche calcitazioni, almeno per le colture che maggiormente soffrono con pH bassi. Sono ottimi per l'arboricoltura da legno con la maggior parte delle specie di pregio.
28-10-2019