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Aquic Fraglossudalf, limoso-argillosi, dei terrazzi antichi
Aquic Fraglossudalf
Alfisuoli dei terrazzi antichi non idromorfi
Alfisuoli dei terrazzi antichi
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BIEL0019
Questo suolo è presente su estese superfici che rappresentano morfologicamente dei terrazzi alluvionali antichi; questi si elevano di 10-30 metri sul livello della pianura principale e sono stati risparmiati dall'azione erosiva, operata dai corsi d'acqua che hanno modellato la più recente pianura alluvionale sottostante. Il substrato è costituito da depositi limosi ed argillosi molto vecchi, di origine glaciale e fluviale, che hanno subito un'intensa pedogenesi. L'uso del suolo è caratterizzato prevalentemente da risicoltura anche se nelle aree più a monte sono presenti cereali autunno-vernini e brandelli di bosco planiziale.
Suolo non carbonatico che presenta un alto grado di evoluzione pedogenetica e manifesta caratteri di idromorfia a partire da circa 70 cm di profondità con la formazione di numerose glosse grigie disposte con andamento verticale lungo le vie preferenziali di percolazione dell'acqua. La disponibilità di ossigeno imperfetta e la forte aggregazione dovute alle tessiture fini rendono pertanto limitata la profondità utile per gli apparati radicali. Il drenaggio è infatti lento o mediocre e la permeabilità bassa o molto bassa. La falda è molto profonda. L'orizzonte di superficie (topsoil) è caratterizzato da colore grigio o bruno grigiastro (risaia) e da tessitura franco-limosa o franca, lo scheletro è assente, la reazione acida o subacida. Gli orizzonti sottostanti (subsoil) hanno colore dominante da bruno giallastro a bruno con screziature nettamente più chiare che costituiscono evidenti glosse verticali, la tessitura varia da franca, a franco-limosa, a franco-argillosa ad argillosa, lo scheletro è assente e la reazione da acida a neutra.
Suoli che spesso vengono eliminati per l'estrazione di argilla dagli strati profondi.
Questi suoli sono soprattutto utilizzati per la coltivazione del riso in sommersione. Ciò causa un significativo dilavamento dei nutrienti con conseguente acidificazione superficiale e perdita di fertilità che devono essere reintegrate con calcitazioni e fertilizzazioni minerali ed organiche. Sono suoli che potrebbero essere utilizzati anche per una cerealicoltura con grano ed orzo, per praticoltura o per arboricoltura da legno con specie di pregio (farnia innanzitutto).
19-05-2025