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Oxyaquic Fraglossudalf, fini e non calcarei, delle piane alluvionali
Oxyaquic Fraglossudalf
Alfisuoli di pianura non idromorfi e non ghiaiosi
Alfisuoli di pianura
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PEVE0034
Suoli che caratterizzano parti di pianura terrazzata o singoli terrazzi, originati da depositi ghiaiosi in profondità ma tendenzialmente limosi verso la superficie. La morfologia è subpianeggiante, a tratti ondulata, ed è segnata da evidenti terrazzamenti ed incisioni, formati dall’approfondirsi dei corsi d’acqua e dall'evidente erosione regressiva. L’uso del suolo è prevalentemente cerealicolo (grano e mais) e praticolo, soprattutto nelle porzioni di territorio più soggette a ristagno idrico. L’inondabilità è da ritenersi assente a causa dell’elevato dislivello tra queste superfici e i corsi d’acqua principali.
Suoli molto evoluti e profondi con presenza, tra 40 ed 80 cm, di un orizzonte compatto (fragipan) relativamente cementato, poco permeabile e caratterizzato dalla presenza di numerose glosse verticali ed orizzontali. L’approfondimento degli apparati radicali è limitato da quest'orizzonte. Sono dotati di una disponibilità di variabile da moderata ad imperfetta di un drenaggio da mediocre a lento e da una permeabilità generalmente moderatamente bassa o bassa. Il topsoil è caratterizzato da tessiture prevalentemente franco-limose, da reazione subacida o neutra, da un colore bruno, bruno scuro o bruno giallastro scuro e dall’assenza di scheletro. L'orizzonte sottostante (subsoil) è prevalentemente formato da un orizzonte compatto giallo-brunastro, con numerose glosse chiare, a tessitura prevalentemente franco-argillosa o franco-limoso-argillosa, reazione neutra ed assenza totale di scheletro. Il livello delle ghiaie alterate è posto mediamente a profondità superiori a 150 - 200 cm.
Dal punto di vista agrario è importante segnalare l'elevata attitudine di questa Fase alla praticoltura da foraggio. Altrettanto interessante è la coltura del mais, a causa delle condizioni idriche del suolo, che lo rendono peraltro poco adatto alla cerealicoltura con grano ed orzo. Dal punto di vista dell'arboricoltura da legno si segnala la possibilità di utilizzo di specie che ben si adattano a queste condizioni (farnia soprattutto). Il ciliegio e il noce viceversa possono subire danni radicali importanti causati da marciumi.
28-10-2019