Sistema Informativo Pedologico - consultazione
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Suoli 50.000
Unità cartografiche
Fasi di Suolo
Suoli 250.000
Unità cartografiche
Sottogruppi
Utilità
Codici Legenda
Legenda 250.000
Altri Codici
Suoli 250.000
Sottogruppi
Unità cartografiche
Sottogruppo 5340_02
Sottogruppo 5340_02
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Codice sottogruppo
5340_02
Nome
Typic Fraglossudalf, limoso-argillosi, dei terrazzi antichi
Classificazione
Typic Fraglossudalf
Legenda
Alfisuoli dei terrazzi antichi non idromorfi
Legenda 250.000
Alfisuoli dei terrazzi antichi
Fase di riferimento
RORACCO franco-fine, fase tipica
Pedon di riefrimento
PEVE0037
Morfologia
Ambiente caratterizzato da terrazzi antichi di origine alluvionale. La morfologia è ondulata a causa dell’erosione di queste superfici. L’uso del suolo è in parte cerealicolo (grano ed orzo), in parte praticolo ed in parte caratterizzato da residuale viticoltura o da corilicoltura. L’inondabilità è assente a causa del dislivello presente tra queste superfici e l’attuale livello dei principali corsi d’acqua.
Suolo
Suoli molto evoluti con profondità utile alle radici limitata fortemente dalla presenza di orizzonti compatti. La disponibilità di ossigeno è variabile da buona a moderata, il drenaggio è mediocre o lento e la permeabilità da moderatamente bassa a bassa. Il topsoil è caratterizzato da tessiture prevalentemente franco-limose (con contenuto in argilla superiore al 20%), da reazione generalmente subacida, da un colore bruno o bruno scuro e dall’assenza di scheletro. L'orizzonte sottostante (subsoil) è compatto di colore variabile dal giallo-brunastro al bruno-rossastro, con numerose glosse chiare disposte alternativamente in verticale ed in orizzontale, a tessitura prevalentemente franco-argillosa (argilla mediamente superiore al 30%), reazione acida ed assenza totale di scheletro. Il livello delle ghiaie alterate è posto mediamente a profondità superiori a 150 - 200 cm.
Note
Sono suoli molto evoluti da inserire tra i più antichi dell'intero bacino padano.
Cenni sulla gestione
Si tratta di suoli a bassa attitudine alla praticoltura anche per la mancanza di irrigazione, che possono essere utilizzati per la cerealicoltura solo per grano ed orzo ma con risultati produttivi poco soddisfacenti. Più interessante può essere l’arboricoltura da legno con specie che si adattano alle condizioni pedologiche (ad esempio rovere, roverella, cerro o farnia nelle parti più depresse) e la corilicoltura, o la reintroduzione del bosco. La viticoltura, soprattutto in considerazione del clima e dell’esposizione prevalente, non è consigliabile. Lavorazioni non effettuate con suolo in tempera possono essere causa di alterazione strutturale con un ulteriore peggioramento della permeabilità. Fenomeni erosivi possono inoltre asportare l’orizzonte Ap, eliminando gran parte della fertilità già esigua di questi suoli. Calcitazioni possono alzare il pH nell’orizzonte superficiale, limitando gli effetti dell’acidità.
Aggiornamento
28-10-2019
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