5340_01
Typic Fraglossudalf, limosi, dei terrazzi antichi
Typic Fraglossudalf
Alfisuoli dei terrazzi antichi non idromorfi
Alfisuoli dei terrazzi antichi
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PEVE0068
Questi suoli sono presenti molto estesamente sui terrazzi antichi e sugli antichi conoidi posti a contatto con i rilievi montani e, limitatamente all'interno di alcuni fondivalle alluvionali. L'ambiente è caratterizzato da superfici terrazzate di origine alluvionale, tra le più elevate del Piemonte (fino oltre i 550 m s.l.m.). La morfologia è ondulata a causa dell'erosione che queste antiche superfici hanno subito. L'uso del suolo è in parte cerealicolo (grano ed orzo), in parte a praticoltura ed in parte caratterizzato da residuale viticoltura, frutticoltura o corilicoltura. L'inondabilità è assente a causa del dislivello presente tra queste superfici e l'attuale livello dei principali corsi d'acqua.
Suoli molto evoluti (definibili paleosuoli) con evidenti glosse chiare e profondi con limitazioni all'approfondimento radicale dovuti alla presenza di orizzonti compatti a circa 50-100 cm. La disponibilità di ossigeno è moderata o buona, il drenaggio buono o mediocre e la permeabilità bassa o moderatamente bassa. La falda freatica è molto profonda anche se stagionalmente può formarsi una piccola falda sospesa. L'orizzonte superficiale (topsoil) è caratterizzato da tessiture prevalentemente franco-limose, da reazione subacida o neutra, assenza di carbonati, da un colore variabile dal bruno giallastro al bruno grigiastro scuro e dall'assenza di scheletro. Gli orizzonti sottostanti (subsoil) sono prevalentemente formati da un orizzonte eluviale più chiaro e da uno illuviale più rossastro: il primo ha colore prevalentemente giallo-brunastro, tessitura franco-limosa e reazione subacida o neutra; il secondo ha sfumature più bruno-rossastre e numerose glosse chiare disposte alternativamente in verticale ed in orizzontale, la tessitura è franco-limosa o franco-argillosa, la reazione subacida o neutra e lo scheletro è assente. Il livello delle ghiaie alterate è posto mediamente a profondità superiori a 150-200 cm.
Si tratta di suoli a bassa attitudine all'agricoltura intensiva che possono avere discrete potenzialità per la praticoltura e che possono essere utilizzati per la cerealicoltura con grano ed orzo. Più interessante può risultare la frutticoltura e la viticoltura nelle zone dove il clima lo permette e la corilicoltura o l'arboricoltura da legno con specie che si adattano alle condizioni pedologiche (ad esempio farnia, cerro, carpino bianco). Da non escludere la reintroduzione del bosco naturaliforme date le difficoltà di coltivazione di questi suoli nella maggior parte delle situazioni. In ogni caso se le lavorazioni non vengono effettuate con suolo in tempera si possono causare alterazioni strutturali con un ulteriore peggioramento della permeabilità.
19-05-2025