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Oxyaquic Fragiudalf, limosi, dei terrazzi antichi
Oxyaquic Fragiudalf
Alfisuoli dei terrazzi antichi non idromorfi
Alfisuoli dei terrazzi antichi
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AF590009
Suoli che si rinvengono su terrazzi alluvionali antichi, rialzati di alcuni metri rispetto al livello della pianura principale, ma di frequente più bassi in quota se confrontati con i livelli più antichi della pianura. L'uso è caratterizzato da brandelli di bosco naturaliforme (Querco-carpineto) in alternanza con un'agricoltura relativamente marginale, con colture avvicendate e praticoltura permanente; secondariamente sono presenti pioppicoltura, viticoltura (molto localizzata) e risicoltura.
Il suolo evidenzia un'intensa pedogenesi che tuttavia non è equiparabile a quella più marcata delle superfici maggiormente elevate in quota. Sono suoli con una profondità utile limitata dalla presenza di orizzonti compatti che possono essere penetrati con difficoltà dagli apparati radicali. Mostrano una certa idromorfia per falda temporanea. La permeabilità ridotta comporta un drenaggio rallentato. Sono generalmente privi di ghiaie, non calcarei, acidi o subacidi, con un orizzonte di superficie (topsoil) a tessitura franca o franco-limosa ed un orizzonte profondo (subsoil) ben strutturato, a tessitura da franca a franco-limoso-argillosa, che mostra evidenti screziature di colore. Sono generalmente presenti un fragipan, delle evidenti glosse e concrezioni di ferro-manganese.
Suoli spesso utilizzati per la realizzazione di cave per la fabbricazione di laterizi. Se utilizzati per la risicoltura mostrano un orizzonte superficiale grigio per la riduzione del ferro, conseguente alla periodica saturazione.
Occorre tempestività nella scelta dei momenti in cui eseguire le lavorazioni, per interferenze stagionali dovute a precipitazioni; dopo piogge intense la ripresa della lavorazione, della preparazione del terreno e delle operazioni colturali può avvenire dopo un certo intervallo (cinque-sei giorni). Una sensibile riduzione dei ristagni d'acqua, con un consistente aumento della riserva idrica utilizzabile, è ottenibile approfondendo con molta gradualità (1/2 cm all'anno) le arature. Sono terre adatte alla coltivazione di cereali autunno-vernini, alla risicoltura, alla praticoltura permanente ed all'arboricoltura da legno con specie di pregio.
28-10-2019