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Entic Haplustert, calcarei, delle piane alluvionali
Entic Haplustert
Vertisuoli di pianura non idromorfi e non ghiaiosi
Vertisuoli di pianura
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POIR0006
Suolo che occupa limitate porzioni pianeggianti in aree leggermente depresse rispetto alla superficie della pianura principale. Il profilo superficiale di questi territori è relativamente uniforme e deriva da deposizioni alluvionali ricche di argille e di limi calcarei. L'uso dei queste terre è totalmente consegnato all'agricoltura con dominanza di cerealicoltura con grano e mais.
Suoli relativamente poco evoluti, dai colori scuri e dalla tessitura molto fine che li rende lavorabili con difficoltà e che influenza la circolazione delle acque. In profondità sono visibili le tipiche facce di pressione dei Vertisuoli (slikenside). La disponibilità di ossigeno è moderata, il drenaggio è imperfetto (suoli bagnati per periodi significativi) e la permeabilità bassa. La lavorabilità scarsa ed il tempo di attesa elevato rendono le pratiche agricole eseguibili con attenzione e soltanto in limitati periodi dell'anno. L'orizzonte di lavorazione (topsoil) si caratterizza per il colore bruno olivastro chiaro o bruno olivastro e la tessitura argillosa o franco-argillosa, la reazione è subalcalina o alcalina e lo scheletro è assente. Tale situazione permane nel primo metro di profondità del suolo, lungo il quale appaiono colori che tendono al bruno o bruno giallastro. Evidenti a seconda delle aree livelli a tessitura decisamente più grossolana (fino a franco-sabbioso) segno di eventi alluvionali a maggiore energia e che hanno prelevato materiali da sedimenti riferibili alle Sabbie di Asti. In alcuni orizzonti sono ben evidenti le 'facce di pressione' (slikenside).
Terre un tempo considerate di pessima qualità per la difficoltà di lavorazione, oggi, grazie a macchine più potenti e ad adeguate pratiche agrarie, possono condurre a buone produzioni nella maggior parte degli anni; per questo motivo anche il costo di questi terreni è decisamente lievitato negli ultimi decenni.
Si segnala il rischio di un progressivo peggioramento della struttura del suolo dovuta alla lavorazione di queste terre con macchine pesanti ed in condizioni di umidità non sempre ottimali. Terre un tempo marginali per l'agricoltura, attualmente sono considerate buone per la coltura del mais, in quanto garantiscono il raccolto anche in assenza di irrigazione. Anche le altre colture (compreso il riso in sommersione) nella maggior parte degli anni possono ottenere buoni risultati. Se possibile è bene che le lavorazioni siano svolte durante il periodo autunnale o invernale per consentire al gelo di sminuzzare le zolle. Qualora le semine avvengano in condizioni di suolo eccessivamente bagnato si deve tuttavia segnalare il rischio di marcescenza di buona parte del seme, con conseguente nuova semina. Sono terre buone anche per l'arboricoltura da legno con le specie di pregio che sopportano l'eccesso di calcio e il drenaggio non ottimale.
28-10-2019