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Leptic Haplustert, calcarei, dei versanti collinari
Leptic Haplustert
Vertisuoli di collina a tessitura fine
Vertisuoli di collina
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AF510069
Suoli che si evolvono su litologie riferibili a Flysch calcareo-marnoso-arenacei (Cfr. Carta Geologica d’Italia in scala 1: 100.000) a tessitura molto fine. Le morfologie di questi ambiti collinari sono caratterizzate da pendenza ridotta e da una quota compresa tra i 150 ed i 300 m s.l.m. Questi depositi ricchi di argilla sono soggetti ad ampie fessurazioni nei periodi secchi, il movimento innescato dal periodico espandersi e ritrarsi delle argille provoca piccoli dissesti superficiali. L'uso del suolo è quasi totalmente agrario con piccoli lembi di bosco residuali.
Si tratta di suoli profondi con limitazioni alle radici che derivano dalla notevole presenza di argille espandibili che provocano l’apertura di crepe di notevoli dimensioni durante il periodo estivo e dal substrato terziario posto a non elevata profondità. La disponibilità di ossigeno è buona nella maggior parte delle situazioni poiché la pendenza favorisce lo smaltimento delle acque. La permeabilità è bassa o molto bassa. La falda è molto profonda e non influenza in alcun modo il suolo. L'orizzonte superficiale (topsoil) ha tessitura prevalentemente franco-argillosa, franco-limoso-argillosa od argillosa, colore da bruno oliva chiaro a bruno grigiastro scuro, reazione neutra o subalcalina. Gli orizzonti profondi (subsoil) hanno colore spesso variegato a causa della presenza di condizioni di parziale idromorfia, tessitura argillosa o argilloso-limosa e reazione subalcalina o alcalina. Il carbonato di calcio è presente con quantità di circa il 10 – 20%, lo scheletro è assente ed in substrato è formato da Flysch calcareo-marnosi. Da sottolineare la presenza, in alcune situazioni, di livelli centimetrici o decimetrici di materiali più grossolani.
Si tratta, per il Piemonte, di una tipologia pedologica poco diffusa e localizzata esclusivamente sui rilievi ad ovest di Casale Monferrato (Al).
Suoli a discreta attitudine per il girasole e per cereali quali grano ed orzo. La morfologia collinare con versanti poco pendenti e la presenza di un'elevata capacità di ritenuta idrica che limita il deficit estivo sono, soprattutto in aree non irrigue, caratteri molto positivi. In generale infatti questi suoli sono da considerarsi tra i migliori del Monferrato dal punto di vista agrario. Per quanto riguarda la viticoltura le potenzialità paiono ridotte in vista di produzioni qualitativamente soddisfacenti. Sono adatti all'arboricoltura da legno con specie di pregio e, dal punto di vista forestale, sono da considerarsi ottimali per specie come il cerro che ben sopporta un eccesso di argilla. Il maggiore problema da segnalare concerne le difficoltà di lavorazione se il terreno non è in perfette condizioni di 'tempera' e la necessità di operare le arature in autunno, per favorire il disgregarsi delle zolle durante i mesi invernali grazie ai processi di gelo-disgelo.
28-10-2019