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Humic Pachic Dystrudept, grossolani, dei versanti montani
Humic Pachic Dystrudept
Inceptisuoli di montagna non calcarei
Incpetisuoli di montagna
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CERV0006
Sono suoli poco diffusi, che si concentrano su versanti montani uniformi o relativamente poco incisi in aree caratterizzate da elevate precipitazioni. Nella maggior parte dei casi sono situati a quote inferiori ai 1600 m s.l.m. Si tratta di superfici con pendenze spesso poco accentuate, sulle quali la relativa stabilità ha consentito l'avanzare della pedogenesi e la formazione in superficie di uno spesso orizzonte scuro, fortemente arricchito di sostanza organica. L'uso di questi suoli è soprattutto forestale (faggio principalmente) e secondariamente pascolivo. A tratti sono evidenti boschi misti di latifoglie e conifere (larice soprattutto).
Suolo relativamente profondo con una profondità utile che spesso supera i 100 cm per la presenza di scheletro in eccesso solo oltre questo livello. La disponibilità di ossigeno è buona, il drenaggio è buono e la permeabilità variabile da moderatamente alta ad alta. Lo strato superficiale di spessore maggiore a 50 cm è fortemente arricchito di sostanza organica (epipedon umbrico) e può essere formato da più orizzonti, il colore è variabile dal bruno scuro, al bruno molto scuro fino a bruno grigiastro scuro, la tessitura oscilla tra franco-sabbiosa e sabbioso-franca e la reazione è acida o fortemente acida, lo scheletro è presente in percentuali molto variabili (da 0 a 20%). Gli orizzonti sottostanti mostrano i segni evidenti di un principio di evoluzione e di alterazione; il colore è bruno o bruno giallastro, a volte con sfumature rossastre, la tessitura è franco-sabbiosa o sabbioso-franca e la reazioine acida o subacida; lo scheletro aumenta con la profondità ma mediamente è presente con percentuali inferiori al 35% fino a 70-100 cm.
In alcune stazioni è osservabile un principio di podzolizzazione.
Suoli adatti ad un utilizzo forestale o pascolivo; a parte la praticoltura in aree residuali, ogni altra utilizzazione agraria è di fatto preclusa. L'acidità favorisce specie quali rovere e castagno, quest'ultimo ha buone potenzialità per la produzione dei frutti anche in conseguenza delle pendenze spesso non proibitive. Per le specie acidofile è un suolo da considerare ottimo anche per le capacità discrete di ritenuta idrica e la riserva di nutritivi nello spesso orizzonte superficiale.
28-10-2019