2346_02
Dystric Eutrudept, ghiaiosi, delle piane alluvionali
Dystric Eutrudept
Inceptisuoli di pianura ghiaiosi (skeletal, fragmental, over)
Inceptisuoli di pianura
20021023_13.jpg
BOMA0017
Suolo tipico di porzioni di conoidi semipianeggianti, caratterizzati dalla presenza di materiali grossolani (ghiaiosi e sabbiosi) deposti da vecchie alluvioni ad elevata energia; la falda è profonda abbastanza da non avere evidenti effetti sull'idrologia del suolo. Nella maggior parte dei casi sono suoli posti nelle immediate vicinanze dei rilievi montani; i materiali di partenza non sono calcarei. L'uso del suolo è dedicato all'agricoltura con dominanza di colture in rotazione, frutticoltura e maiscoltura. Alcune porzioni territoriali sono interessate da un'agricoltura ancora tradizionalmente legata a piccoli appezzamenti, con unità abitative riunite in nuclei sparsi, in questi casi la campagna conserva forme colturali di un tempo (la piantata ) con filari di vigneto accompagnati da fruttiferi e colture in rotazione. A tratti la spinta urbanizzazione ha coperto molti ettari di questi suoli.
Suoli profondi che hanno una profondità utile ridotta a circa 40-70 cm dalla presenza di orizzonti notevolmente ricchi di ghiaie. La presenza di scheletro, anche grossolano, riduce notevolmente la capacità di ritenzione idrica. La disponibilità di ossigeno è buona, il drenaggio è buono e la permeabilità moderatamente alta in quanto le tessiture grossolane e la presenza di ghiaie favoriscono la discesa delle acque. Topsoil di colore tendenzialmente bruno, caratterizzato da tessitura franco-sabbiosa, franca o franco-limosa, scheletro presente in limitata percentuale o completamente assente, reazione acida o subacida (prossima alla neutralità in qualche caso); subsoil con colore bruno giallastro o bruno con sfumature rossastre, a tessitura franco-sabbiosa, franco-limosa o franca e con scheletro presente dal 20 al 40%, a reazione subacida o neutra. Il substrato ghiaioso poco profondo, con elementi litici anche di notevoli dimensioni soprattutto allo sbocco delle valli, è il segno di attività fluviali passate di grande intensità.
Spesso queste tipologie pedologiche derivano da suoli che hanno perso l'epipedon umbrico-mollico, in conseguenza della mineralizzazione della sostanza organica avvenuta successivamente alla rottura dei prati permanenti.
Suoli che consentono di ottenere produzioni buone solo se adeguatamente sostenuti da concimazioni e irrigazioni, in particolar modo per le colture più esigenti in acqua. Sono soprattutto adatti a cereali autunno-vernini, frutticoltura e praticoltura. Per ciò che riguarda l'arboricoltura da legno sono ottimi suoli per la maggior parte delle specie di pregio. In alcuni casi l'evidente acidificazione superficiale dovrebbe condurre all'effettuazione di periodiche calcitazioni. Lavorazioni particolarmente profonde sono da evitare poiché possono portare a giorno un notevole numero di ghiaie.
31-03-2025