Sistema Informativo Pedologico - consultazione
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Suoli 50.000
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Suoli 250.000
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Codici Legenda
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Sottogruppo 2345_02
Sottogruppo 2345_02
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Codice sottogruppo
2345_02
Nome
Anthraquic Eutrudept, ghiaiosi e non calcarei, delle piane alluvionali
Classificazione
Anthraquic Eutrudept
Legenda
Inceptisuoli di pianura ghiaiosi (skeletal, fragmental, over)
Legenda 250.000
Inceptisuoli di pianura
Fase di riferimento
PETIVA scheletrico-franca, fase tipica
Pedon di riefrimento
PIEM0145
Morfologia
Superfici pianeggianti e leggermente ondulate formate da depositi relativamente vecchi, ghiaiosi e, secondariamente, sabbiosi. Queste aree da migliaia di anni non sono più inondate ed è per questo che i suoli mostrano un certo grado evolutivo. L'uso del suolo condiziona molto sia l'aspetto paesaggistico che quello pedologico, in quanto è la risaia a dominare sulla quasi totalità delle superfici. La periodica sommersione dei suoli, all'interno delle camere di risaia, influenza infatti pesantemente il bilancio idrologico e più in generale tutto l'equilibrio ecologico dell'area. Dal punto di vista della vegetazione naturale e delle erbe infestanti sono molto frequenti le specie igrofile; dal punto di vista faunistico è evidente la presenza di un elevato numero di specie di uccelli che sfruttano l'ambiente ricco di acque per vivere e nidificare.
Suolo
Il fattore che condiziona maggiormente le caratteristiche fisiche e chimiche dei suoli è certamente l'utilizzo risicolo. La costante presenza di acqua negli strati superficiali provoca evidenti fenomeni di riduzione del ferro ed uno sviluppo di colori tendenti al grigio. I suoli non sono calcarei ed hanno una profondità utile scarsa in quanto livelli molto ricchi di ghiaie sono posti tra la superficie e i 50 cm. In conseguenza della periodica saturazione idrica il drenaggio è mediocre e la disponibilità di ossigeno moderata (scarsa nell'orizzonte superficiale), la permeabilità varia da alta a moderatamente alta. l'orizzonte lavorato (topsoil) ha colore grigio, grigio oliva o oliva, a seconda anche del periodo colturale (suolo lavorato, suolo sommerso, suolo con coltura in atto), la tessitura varia da franco-sabbiosa a franco-limosa, lo scheletro è spesso presente con percentuali variabili dal 2 al 25% e la reazione è acida o subacida. Gli orizzonti sottostanti (subsoil) sono evidentemente ghiaiosi con colori da bruno intenso, a bruno pallido, a bruno giallastro chiaro, con screziature bruno rossastre e grigie non molto evidenti, la tessitura è franco-sabbiosa o sabbioso-franca e la reazione varia da subacida, a neutra, a subalcalina. Seguono in profondità orizzonti molto ricchi in sabbie grossolane e ghiaie.
Note
Si tratta di suoli che se non più coltivati a riso in sommersione, evolvono verso altre tipologie pedologiche poiché gradatamente perdono le caratteristiche anthraquiche.
Cenni sulla gestione
Suoli fortemente influenzati dalla coltura del riso in sommersione. E' evidente una acidificazione superficiale provocata dal dilavamento operato dalle acque; è altrettanto evidente l'effetto degli importanti movimenti terra che vengono effettuati per la messa in livello delle camere di risaia. Malgrado l'estesa risicoltura non possono essere considerati adatti a questo utilizzo per l'elevato rischio di contaminazione delle falde e per gli enormi quantitativi d'acqua necessari per mantenere la saturazione idrica. In assenza di sommersione e dopo qualche anno di riposo, sono suoli da ritenersi discreti per i cereali autunno-vernini e per la frutticoltura. L'arboricoltura da legno con specie di pregio è realizzabile solo in presenza di irrigazioni di soccorso nei primi anni d'impianto.
Aggiornamento
31-03-2025
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