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Spodic Dystrudept, grossolani, dei versanti montani
Spodic Dystrudept
Inceptisuoli di montagna non calcarei
Incpetisuoli di montagna
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PIEM0661
Sono suoli diffusi sui versanti montani uniformi o relativamente incisi; nella maggior parte dei casi sono situati a quote inferiori ai 1700 m s.l.m. Si tratta di superfici interessate da abbondanti precipitazioni, con pendenze nella maggior parte dei casi non eccessivamente rilevanti, sulle quali la stabilità ha consentito l'evoluzione dei suoli. L'uso è diviso tra pascoli, prato-pascoli e pascoli arborati nelle aree meno pendenti o su quelle più elevate in quota, e il bosco misto di latifoglie (soprattutto castagno e rovere nelle aree più basse, faggio alle quote più elevate). A tratti sono presenti boschi di conifere (larice, abete bianco e abete rosso soprattutto).
Suolo relativamente profondo con una profondità utile ridotta a 70-120 cm per la presenza di scheletro in eccesso. La disponibilità di ossigeno è buona, il drenaggio è buono o moderatamente rapido e la permeabilità variabile da moderatamente alta ad alta. L'orizzonte superficiale è arricchito di sostanza organica ma non raggiunge i requisiti dell'epipedon umbrico, il colore è variabile dal bruno, al bruno giallastro, al bruno giallastro scuro, la tessitura oscilla tra franco-sabbiosa, franco-limosa e franca e la reazione è acida, lo scheletro è presente in percentuali molto variabili (dal 5 al 25%). Gli orizzonti sottostanti mostrano i segni evidenti di evoluzione e di alterazione; il colore è bruno o bruno giallastro, con sfumature rossastre, la tessitura è franco-sabbiosa o franca (sabbioso-franca in alcuni casi) e la reazione acida; lo scheletro aumenta con la profondità ma mediamente è presente con percentuali inferiori al 35% fino a 70 cm. Il substrato è formato da materiali morenici o dal colluvio derivante da rocce come gneiss, micascisti o graniti.
Sono suoli che possono evolvere verso Spodosuoli veri e propri o essere il risultato della degradazione di antichi Spodosuoli, in conseguenza di usi pascolivi eccessivi e della passata deforestazione.
Suoli adatti ad un utilizzo forestale o pascolivo; a parte la praticoltura in aree residuali, ogni utilizzazione agraria è di fatto da escludere. L'acidità preclude lo sviluppo delle specie calcifile; per le acidofile viceversa è un suolo da considerare ottimo, malgrado la saturazione basica sia sempre assai ridotta.
28-10-2019