2330_08
Typic Dystrudept, fini, dei versanti montani
Typic Dystrudept
Inceptisuoli di montagna non calcarei
Incpetisuoli di montagna
20050505_08.jpg
PIEM0686
Sono suoli diffusi sui bassi versanti montani uniformi o relativamente incisi, situati a quote inferiori comprese tra i 500 e i 1000 m s.l.m. Si tratta di superfici con pendenze non eccessivamente accentuate, spesso influenzate dal colluvio di materiali dall'alto, sulle quali però la relativa stabilità ha consentito un inizio di evoluzione dei suoli. L'uso è totalmente a bosco tranne rarissime eccezioni. La litologia di partenza è per lo più riferibile agli argilloscisti che, alterandosi, forniscono al suolo tessiture fini, ricche di limi ed argille.
Suolo relativamente profondo con una profondità utile ridotta a 70-120 cm per la presenza di roccia o di scheletro in eccesso. La disponibilità di ossigeno è buona, il drenaggio è buono e la permeabilità variabile da moderatamente alta a moderatamente bassa. L'orizzonte superficiale è arricchito di sostanza organica ma non raggiunge i requisiti dell'epipedon umbrico, il colore è variabile dal bruno, al bruno giallastro, al bruno giallastro scuro, la tessitura oscilla tra franco-sabbiosa, franco-limosa e franca e la reazione è prevalentemente acida o peracida, lo scheletro è presente in percentuali molto variabili (dal 5 al 25%). Gli orizzonti sottostanti mostrano i segni evidenti di un principio di evoluzione e di alterazione; il colore è bruno giallastro o bruno giallastro chiaro, la tessitura è franco-sabbiosa o franca e la reazione acida o subacida; lo scheletro aumenta con la profondità ma mediamente è presente con percentuali inferiori al 35% fino a 70 cm. Il substrato di argilloscisti è relativamente penetrabile dagli apparati radicali per i primi centimetri alterati.
Si tratta di una tipologia pedologica endemica di piccole aree sulle quali vi sono affioramenti litologici di argilloscisti.
Suoli adatti ad un utilizzo forestale o pascolivo; a parte la praticoltura in aree residuali, ogni utilizzazione agraria è di fatto preclusa. L'acidità favorisce specie quali rovere e castagno, quest'ultimo in particolare pare avere buone potenzialità. Per le specie acidofile è un suolo da considerare ottimo anche per le capacità discrete di ritenuta idrica, malgrado la saturazione basica assai ridotta. Sui versanti non coperti da vegetazione arborea gli effetti dell'erosione possono essere rilevanti.
28-10-2019