Sistema Informativo Pedologico - consultazione
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Suoli 50.000
Unità cartografiche
Fasi di Suolo
Suoli 250.000
Unità cartografiche
Sottogruppi
Utilità
Codici Legenda
Legenda 250.000
Altri Codici
Suoli 250.000
Sottogruppi
Unità cartografiche
Sottogruppo 2274_02
Sottogruppo 2274_02
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Codice sottogruppo
2274_02
Nome
Fluvaquentic Endoaquept, profondi e calcarei, delle piane alluvionali
Classificazione
Fluvaquentic Endoaquept
Legenda
Inceptisuoli di pianura idromorfi (regime aquico)
Legenda 250.000
Inceptisuoli di pianura
Fase di riferimento
PALEOTANARO limoso-grossolana, fase tipica
Pedon di riefrimento
BRAI0049
Morfologia
Questo suolo è posto su un'estesa superficie della pianura cuneese nord orientale ed in quella torinese sud orientale, nell'area un tempo percorsa dal Paleotanaro nel tratto che si estende da Bra (CN) fino a Sanfrè (CN). Si tratta di una pianura uniforme formata da depositi piuttosto fini (limi) e calcarei deposti dal Paleotanaro. L’uso del suolo è principalmente caratterizzato dalla praticoltura e, secondariamente, da maiscoltura e pioppicoltura. Questo suolo è stato riconosciuto nelle seguenti unità cartografiche: U0182.
Suolo
Si tratta di suoli profondi 100-150 cm che presentano però una profondità utile ridotta già da circa 40 cm dalla presenza di marcati caratteri di idromorfia. La disponibilità di ossigeno è generalmente imperfetta e la permeabilità moderatamente bassa; il drenaggio è lento o mediocre. Il topsoil di colore variabile dal bruno grigiastro scuro al bruno oliva è caratterizzato da tessitura da franca a franco-limosa, scheletro assente, reazione neutra o subalcalina ed assenza di carbonato di calcio. Il subsoil ha colore dominante da olivastro chiaro a grigio chiaro, tessitura da franco-limosa a franco-argillosa, scheletro assente, reazione alcalina e presenza di carbonato di calcio.
Note
Cenni sulla gestione
Questi suoli, data la forte idromorfia presente al di sotto dell'orizzonte superficiale, presentano una certa difficoltà ad essere lavorati. Pertanto le lavorazioni sono da effettuarsi all'inizio della stagione primaverile e ciò esclude l'utilizzo di varietà di cereali particolarmente precoci. Nonostante le dovute accortezze colturali si possono poi presentare, a seconda dell'andamento climatico stagionale, difficoltà soprattutto nella fase di emergenza dei giovani semenzali. La coltura più adatta rimane pertanto il prato permanente mentre il pioppeto può trovare difficoltà per il ridotto volume di suolo utilizzabile dalle radici.
Aggiornamento
28-10-2019
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