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Lamellic Udipsamment, non calcarei, delle piane alluvionali.
Lamellic Udipsamment
Entisuoli di pianura non idromorfi e non ghiaiosi
Entisuoli di pianura
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AF620011
Questa tipologia pedologica è cararatteristica di alcuni dossi sabbiosi che risultano leggermente sopraelevati rispetto al livello fondamentale della pianura e mostrano un tipico aspetto morfologico a schiena d'asino. Essi sono originati da antiche dinamiche fluviali ad elevata energia che hanno apportato depositi composti da sabbie grossolane e sono poi stati modellati da successivi eventi alluvionali. Spesso allo stato attuale appaiono in parte livellati poiché si trovano per la maggior parte in aree risicole ove viene praticata l'irrigazione per sommersione. L'uso è prevalentemente risicolo anche se sono ancora diffusi campi a mais, grano e pioppo.
Suoli che mostrano segni di evoluzione pedogenetica ma che sono ascritti agli Entisuoli a causa delle sabbie grossolane di cui sono costituiti. Da sottolineare come la grossolanità delle sabbie non abbia di fatto consentito una pedogenesi spinta che si evidenzia essenzialmente per livelli orizzontali di accumulo di argilla sottoforma di lamelle. Sono suoli profondi anche se la profondità utile è ridotta per la presenza di un substrato eccessivamente sabbioso. Il drenaggio è buono così come la disponibilità di ossigeno (ridotta solo nell'orizzonte superficiale laddove influenzato dalla sommersione); la permeabilità è alta. La falda naturale è molto profonda e non influenza il profilo pedologico. Il topsoil mostra un colore che può essere molto differente a seconda della coltura (bruno grigio se coltivato a riso, bruno giallastro o bruno intenso se coltivato ad altro); la tessitura è sabbioso-franca o franco-sabbiosa, la reazione subacida. Il subsoil ha colori in prevalenza bruno oliva chiari, tessitura sabbioso-franca o sabbiosa e reazione da subacida a neutra; lo scheletro e i carbonati sono assenti lungo tutto il profilo. Il substrato è costituito da sabbie grossolane e, a tratti, anche da ghiaie di piccole dimensioni diametriche.
Si tratta di suoli adatti ad una agricoltura a basso impatto poichè hanno una scarsa capacità di ritenuta idrica e un elevato rischio di inquinamento delle falde. Il riso in sommersione andrebbe evitato poichè richiede una elevata campattazione degli strati sottosuperficiali e volumi ingenti di acqua. Anche il mais e altre colture tipicamente irrigue necessitano di notevoli apporti idrici. Solo i cereali autunno-vernini possono portare a produzioni sostenibili così come l'orticoltura in pieno campo con l'irrigazione localizzata. L'arboricoltura da legno necessita di irrigazioni di soccorso nei primi anni di impianto.
28-10-2019