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Typic Udorthent, grossolani e calcarei, dei versanti collinari
Typic Udorthent
Entisuoli di collina a tessitura grossolana
Entisuoli di collina
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LANG0135
Rilievi collinari tendenzialmente simmetrici con pendii a profilo rettilineo e crinali a tratti arrotondati. La pendenza dei versanti varia tra il 20 ed il 50%. La litologia è rappresentata dai depositi marnosi, arenacei o sabbiosi del Terziario; i sedimenti sono da poco a relativamente cementati e sono soggetti ad un'erosione idrica notevole che può ridurre la profondità utile del suolo ed allla riduzione della profondità a cui si trova il substrato inalterato. La pietrosità e la rocciosità superficiali sono assenti. L’uso del suolo prevalente è agricolo con presenza notevole della viticoltura, anche se nelle aree a maggior pendenza si registra un progressivo abbandono ed un reinsediamento del bosco.
La profondità del suolo e la profondità utile sono da considerarsi elevate: superano infatti spesso il metro. L’assenza di scheletro, di idromorfia e di orizzonti compatti caratterizza un suolo senza limitazioni all’approfondimento degli apparati radicali. La disponibilità di ossigeno è buona, poiché la pendenza e la tessitura grossolana degli orizzonti consentono un veloce smaltimento delle acque di precipitazione che non causano quindi alcun eccesso di umidità, in nessun periodo dell’anno. Il drenaggio è buono e la permeabilità è da moderatamente alta ad alta. La falda è molto profonda e non ha alcuna influenza con le caratteristiche di questo sottogruppo. Nonostante l’elevata capacità di ritenuta idrica vi possono essere problemi di deficit idrico in situazioni di scarse precipitazioni. Il suolo è poco evoluto soprattutto a causa dei processi erosivi in atto. Il profilo tipo è caratterizzato da un orizzonte superficiale (topsoil) leggermente arricchito di sostanza organica con colore variabile dal bruno oliva al bruno oliva chiaro, tessitura da franco-sabbiosa a franco-limosa con contenuto in argilla inferiore al 18% e con reazione solitamente alcalina o subalcalina. Al di sotto sono presenti più orizzonti C (subsoil), formati dai sedimenti derivanti dai depositi marnosi o sabbiosi del Terziario in pratica inalterati. Questi orizzonti hanno colore bruno oliva chiaro, tessitura variabile da franco-sabbiosa a franco-limosa con contenuto in argilla inferiore al 18%, reazione variabile da subalcalina ad alcalina e carbonato di calcio variabile dal 10 al 15%. Lo scheletro è completamente assente.
Le considerazioni sulle carenze chimiche del suolo, sulla possibilità di deficit idrico estivo e sulla pendenza notevole dei versanti, condizionano fortemente i possibili utilizzi agronomici di questi suoli. In effetti la viticoltura, la corilicoltura e la frutticoltura, paiono gli unici utilizzi consigliabili se affiancati ad opportune pratiche agronomiche. Dal punto di vista forestale le considerazioni sono tuttavia molto differenti. L’utilizzo forestale di questi suoli è infatti certamente possibile se le specie arboree utilizzate si adattano alle particolari condizioni pedologiche presenti, soprattutto considerando i deficit idrici estivi che spesso si verificano. La viticoltura, la frutticoltura e l’arboricoltura possono essere effettuate su questi suoli, senza il rischio di innescare fenomeni erosivi di notevole entità, solo con appropriate pratiche agronomiche e colturali: i filari dovrebbero essere sempre posti lungo le linee di livello e mai a rittochino, il terreno tra le file dovrebbe essere mantenuto inerbito per limitare l’effetto dell’energia cinetica delle gocce di pioggia, l’utilizzo delle macchine dovrebbe essere al massimo ridotto. Il bosco resta ovviamente l’impiego specifico che realizza meglio le condizioni di ecocompatibilità.
28-03-2025